Allarme dall'Uls: in 40mila al lavoro senza vaccino e senza tampone

Giovedì 4 Novembre 2021 di Alvise Sperandio
La campagna vaccinale ha subito un arresto

VENEZIA - Circa 40mila persone in età lavorativa, tra i 20 e i 70 anni, nel territorio dell'Ulss 3 Serenissima, sono senza vaccino e nel contempo anche senza tampone ripetuto ai fini dell'ottenimento del green pass. Impossibile contare con certezza quante di queste, in effetti, lavorino, ma è presumibile immaginare che siano la maggioranza, motivo per cui si può affermare che ci sono decine di migliaia di persone che ogni giorno vanno sul posto di lavoro senza nessun controllo contro il covid. Il conteggio è la risultante della sottrazione tra il numero totale dei vaccinandi potenziali, la cosiddetta platea eleggibile, e le cifre ufficiali dell'azienda sanitaria su quanti hanno finora ricevuto almeno la prima dose di vaccino; alla somma delle decadi così ottenuta, vanno tolti «i circa 20-22 mila soggetti che da tre settimane a questa parte continuano a fare il tampone ogni 48 ore per essere in regola col green pass sebbene non vaccinate. Abbiamo calcolato che solo un migliaio di queste ha poi deciso di farlo, il vaccino» fa sapere Vittorio Selle, direttore del Servizio d'Igiene e Sanità pubblica dell'azienda sanitaria. Serve, dunque, l'obbligo vaccinale generale? «Non sta a noi dirlo, noi applichiamo le norme. Se arrivasse, faremmo di conseguenza» risponde il direttore generale Edgardo Contato ricordando che così è andata per i sanitari tra i quali, se all'inizio c'erano 1.700 lavoratori fuori legge, passibili di sospensione, adesso la platea si è ridotta a un migliaio.
Certo è che la guardia contro i contagi deve restare alta, tanto più che i casi hanno ripreso ad aumentare. «Usiamo la mascherina anche all'aperto, quando ci sono situazioni di assembramento. Non dimentichiamo il buon senso civico e la responsabilità, nei confronti di noi stessi e di chi ci sta accanto» sostiene il dg parlando della folla che nell'ultimo fine settimana ha preso d'assalto il centro storico di Venezia, con quasi 100 mila presenze, e lanciando un altro appello: «Facciamo anche il vaccino antinfluenzale, la cui campagna è scattata l'altro ieri, perché è essenziale proteggersi anche su questo fronte».

I FOCOLAI NELLE SCUOLE
Che il virus abbia ripreso a circolare con una certa intensità, lo si vede anche dal report dell'andamento delle scuole dove, a oggi, sono coinvolti da almeno una positività 28 istituti, per 37 classi, con 61 alunni e 5 lavoratori contagiati, a causa di 13 focolai che hanno mandato in quarantena 302 studenti e 19 addetti dei personale (docente e non): sei focolai contano due casi, tre ne hanno tre, due ne hanno quattro, uno cinque e uno otto. L'Ulss 3 Serenissima, intanto, punta a raggiungere a breve il traguardo del milione di vaccini finora somministrati. Al momento sono 493.517 prime dosi, 442.281 richiami e 17 mila terze dosi, di cui 669.710 sono Pfizer, il vaccino d'elezione. La copertura sul ciclo ordinario è molto buona, tanto che il direttore della Funzione territoriale Stefano Vianello afferma che «mai avrei immaginato un risultato del genere»: il livello più basso è tra i dodicenni, col 41,7%, poi man mano che cresce l'età si sale, al 72,7% dei quindicenni, fino all'86,1% dei ventenni; l'80% viene quindi superato in tutte le decadi, eccetto tra i 35enni dove il grafico mostra una leggera flessione, mentre sopra i 70 anni si va sopra il 90%.
Ora, però, la campagna vaccinale sta segnando il passo: dopo l'effetto green pass, da metà settembre, quando si è saputo che sarebbe stato obbligatorio averlo sul posto di lavoro, con le prime dosi schizzate a picchi di 6 mila al giorno, dai primi di ottobre è stata una discesa progressiva, intorno alle 4 mila a metà mese e poco più di mille verso la fine. Da qualche giorno non si va oltre a qualche centinaio.
 

Ultimo aggiornamento: 16:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA