Travolta sulla bici elettrica e gettata a terra: 60enne muore dopo un mese di coma

Domenica 28 Novembre 2021 di Marco Corazza
L'automobile e la bicicletta elettrica su cui viaggiava Giuseppina Marchesan

CAORLE - Investita da un auto, ciclista muore dopo un mese di agonia. Non ce l’ha fatta Giuseppina Marchesan, la 60enne di Caorle investita da un’auto mentre procedeva in sella alla sua bici elettrica lo scorso 23 ottobre in strada Traghete. Residente a Caorle, dove è nata e cresciuta, la donna è deceduta all’una di ieri notte all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dov’era ricoverata in condizioni disperate. Giuseppina Marchesan, che era in pensione ma che lavorava ancora come stagionale, addetta alle pulizie, nel settore ricettivo (in passato era stata anche aiuto cuoca in ristoranti della zona) e che abitava in via Ferrara con una delle sorelle, quel giorno poco prima delle 13.30 stava percorrendo con la sua bicicletta a pedalata assistita strada Traghete quando, all’altezza dell’incrocio con via Firenze, per cause al vaglio della polizia locale di Caorle e che saranno oggetto dell’inchiesta della magistratura, è stata travolta da una Toyota Yaris condotta da G.D., 84 anni, anche lui del posto. L’uomo procedeva nel senso opposto di marcia, quindi verso il centro, e ha improvvisamente svoltato a sinistra all’incrocio investendo la 60enne. In seguito al tremendo impatto la ciclista è caduta a terra battendo la testa e riportando un pesante trauma cranico oltre a diverse fratture. Il suo quadro clinico è apparso subito molto grave, al punto che la sessantenne è stata elitrasportata all’Angelo dall’elisoccorso del Suem giunto da Treviso. 


CONDIZIONI DISPERATE
All’ospedale di Mestre la donna è stata subito sottoposta a un delicato intervento chirurgico ed è stata quindi ricoverata nel reparto di Rianimazione, in stato di coma e in prognosi riservata. Giuseppina non era sposata e non aveva figli, ma lascia tre sorelle e un fratello, in primis Elena, con cui viveva, oltre ai nipoti. La Procura, all’indomani del grave incidente, aveva già aperto un procedimento penale per lesioni personali stradali gravissime per il conducente della vettura investitrice, convalidando il sequestro dei mezzi a cui hanno subito proceduto gli agenti diretti da Armando Stefanuto. I familiari della vittima, per fare piena luce sui tragici fatti e ottenere giustizia, attraverso il responsabile della sede di San Donà di Piave, Riccardo Vizzi, si sono affidati a Studio3A-Valore, che ha già acquisito tutta la documentazione. 


 

Ultimo aggiornamento: 08:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA