Grandi Navi, Toninelli: «Valuteremo le soluzioni San Nicolò e Chioggia»

Venerdì 14 Giugno 2019
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VENEZIA - Attesa visita oggi a Venezia del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli:  «Vogliamo trovare una soluzione definitiva per portare fuori dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca le Grandi Navi. Fino ad oggi esistevano alcune idee, non progetti. I tecnici hanno filtrato alcune idee e ora abbiamo le ipotesi di San Nicolò e Chioggia. Ora dobbiamo studiare e valutare quello che dovremo fare. Non escludo anche un referendum fra i veneziani per avere le loro indicazioni su cosa fare, anche perchè la legge in questo caso prevede la consultazione dei cittadini. Tra Chioggia e San Nicolò vedremo cosa scegliere perchè la questione interessa anche i ministeri dell'Ambiente e dei Beni culturali. Per me è importante costruire un percorso condiviso, dato che il Movimento 5 Stelle non vuole far calare niente dall'alto. Quando all'ipotesi del canale di Marghera, ci sono criticità sulla sicurezza. Portiamo a casa tante informazioni in più e qualcosa già abbiamo fatto, perchè ora sono 3 i rimorchiatori che trainano le grandi navi nel Bacino di San Marco».

Così il ministro  Toninelli dopo il sopralluogo effettuato a Venezia per verificare la questione del passaggio della navi da crociera vicino al Bacino di San Marco. 
 


 «Nel Canale dei Petroli c'è una viabilità promiscua, cioè, adesso passa una nave petroliera o una nave porta mega container e dopo cinque minuti passa una nave da crociera con a bordo 6-7mila persone» ha aggiunto  il ministro spiegando come, secondo lui, Canale dei Petroli e Porto Marghera non siano soluzioni adeguate alle navi a Venezia. Dopo la visita al porto, Toninelli ha ricordato: «Porto la memoria di quanto accaduto il 2 giugno con l'incidente che tutti abbiamo visto, che solo grazie a Dio non ha portato a feriti gravi o a morti». Per il ministro la zona è troppo rischiosa: «Io sono preoccupato perché quella è una zona a rischio Seveso, ci sono raffinerie, ci sono stoccaggi di benzine e petrolchimici». Quindi l'esclusione: «Politicamente la escludo, non posso, finché ci sono io, accettare il rischio che una nave con a bordo 5-6-7mila persone, in caso di avaria, vada a scontrarsi non contro una banchina, come avvenuto il 2 giugno, ma contro una petroliera attraccata lì vicino, magari contro una raffineria». Da ultimo, un'altra frecciata al sindaco di Venezia: «Coloro che affermavano il sito di Marghera come un'idea progettuale già definita, quella è una zona a rischio Seveso e oltre a quello è un'ex zona industriale che deve essere bonificata. Ci sarebbero anni di tempo necessari per bonificare ed eventualmente creare questo».

MOSE - Sulla vicenda Mose ha poi aggiunto: «Stiamo sbloccando 65 milioni che permetterano di finire l'opera. Fino a oggi è stata spesa una somma molto grande e quindi la struttura deve essere completata». Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli oggi a Venezia dopo il sopralluogo in laguna per verificare la questione del passaggio delle navi da crociera nel Bacino di San Marco e nel Canale della Giudecca. Il Mose è il sistema di paratie mobili che dovrebbe impedire il fenomeno dell'acqua alta in laguna. Fino a oggi l'opera è costata oltre 5 miliardi di euro.

Ultimo aggiornamento: 18:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA