Leoncini imbrattati dopo la serata alcolica, a quattro anni dal fatto i responsabili ancora in attesa di processo

Venerdì 20 Maggio 2022 di Gianluca Amadori
Leoncini imbrattati dopo la serata alcolica, a quattro anni dal fatto i responsabili ancora in attesa di processo

VENEZIA - Sono trascorsi quasi quattro anni dal giorno in cui fu imbrattato uno dei leoncini di San Marco, e ancora i responsabili non sono stati processati. Era il settembre del 2018 quando un gruppetto di giovani studenti universitari, dopo una serata alcolica, ricoprì di vernice rossa il marmo dei uno dei simboli più conosciuti e amati, soprattutto dai bambini.


LE INDAGINI
Le indagini furono rapidissime: dopo un solo giorno furono identificati i responsabili, due studenti e due studentesse dell'Accademia di Belle Arti e di Ca' Foscari: fu una di loro, presa dal rimorso, a presentarsi ai carabinieri ammettendo di essere stata testimone dello sfregio da parte di tre coetanei, di cui fece il nome. Due ragazzi, un ventenne e un ventiduenne di Assisi, furono rintracciati nel loro appartamento del centro storico, mentre l'altra ragazza, che era tornata a casa dai genitori per il fine settimana, fu intercettata a Trento, dove risiede la sua famiglia. Tutti furono quindi portati in caserma, mentre la polizia locale provvedeva alla raccolta delle immagini delle telecamere. Nei giorni successivi si recarono a Ca' Farsetti a chiedere scusa alla città.
Successivamente il difensore di due di loro, l'avvocatessa Tiziana Nordio, chiese l'affidamento in prova ai servizi sociali, ovvero la svolgimento di una serie di attività utili per la collettività, sulla base di un progetto che deve essere approvato dal giudice, in modo da evitare una condanna che potrebbe pregiudicare il loro futuro. Ma il giudice per l'udienza preliminare Massimo Vicinanza rigettò l'istanza ritenendo la gravità dell'accaduto non compatibile con una misura alternativa. La Procura ha quindi provveduto alla chiusura delle indagini sul danneggiamento con deposito degli atti, la procedura che precede una richiesta di rinvio a giudizio, ma ad oggi non vi è ancora notizia della fissazione dell'udienza. Ciò, probabilmente, a causa della grave situazione in cui si trova tutto il settore penale per la carenza di personale di cancelleria e di magistrati; situazione che ha portato ad una paralisi quasi totale, con l'eccezione dei processi con detenuti.


TUTTO FERMO
Lo sfregio del leoncino di San Marco aveva suscitato unanimi reazioni sdegnate e il sindaco Luigi Brugnaro li aveva rimproverati duramente, invitandoli a mettersi a disposizione della città per svolgere lavori di pubblica utilità e chiedere così scusa per il loro gesto. Presa di posizione alla quale l'avvocatessa Nordio replicò pubblicamente sostenendo che i suoi assistiti erano in attesa di qualcuno che si mettesse a disposizione per consentire loro di svolgere quelle attività: il legale dichiarò che, a fronte del silenzio del Comune, soltanto la Caritas diocesana si era offerta di definire per loro un progetto. Ma il gip ha bocciato la richiesta e da allora a quanto pare non si è mosso più nulla e, tra non molto, il reato rischia di avviersi verso la prescrizione. Nel frattempo i ragazzi sono solo rientrati nelle rispettive città dopo aver concluso il loro corso di studi.


 

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