Chioggia. Paolo muore a 41 anni dopo tre mesi di coma

Sabato 13 Novembre 2021 di Diego Degan
Paolo muore a 41 anni dopo tre mesi di coma

CHIOGGIA - Ha lottato tra la vita e la morte per quasi tre mesi, Paolo Boscolo Anzoletti. Poi il suo fisico ha ceduto del tutto e, ieri, è sopraggiunta la morte. Aveva 41 anni e si trovava in coma da quando, il 20 agosto scorso, aveva avuto un incidente in via Lungo Adige, a Isola Verde. Il filo di speranza che lo aveva tenuto in vita per tutto questo tempo, era stato merito di un ragazzo sedicenne, Eros Mantovan, che si era immerso nel fango per tirarlo fuori dalla sua auto mentre altri stavano a guardare. Qualcuno, all'epoca, aveva proposto di conferirgli una attestazione di riconoscenza ma lui non si è esposto ai media, anche su consiglio del padre, esperto subacqueo, che gli aveva insegnato i rischi e le accortezze da usare nel prestare soccorso. Un soccorso quello che Eros ha offerto spontaneamente che, forse, è giunto troppo tardi, o forse non sarebbe servito neppure se fosse arrivato prima. Di sicuro c'è stato l'altruismo, sprezzante del pericolo, da parte di un ragazzo che ha fatto il possibile e l'impegno dei medici e dei sanitari per venire a capo di una situazione che, fin dall'inizio, appariva disperata. Ma non tutte le storie hanno il lieto fine e questa non l'ha avuto. 

LA VICENDA

Era una serata d'estate e di vacanza, in un locale presso una darsena di Isola Verde, quando Eros era venuto a sapere, da una coppia di avventori appena giunti al locale, che sulla strada, poco prima, c'era stato un incidente, e una macchina era finita dentro un canale d'irrigazione. Senza pensarci troppo, Eros aveva preso la bici ed era andato a vedere. La macchina, capottata, era immersa per oltre metà nell'acqua fangosa e nessuno di fidava di scendere le ripide sponde del canale per andare a controllare chi ci fosse dentro. Anzi, che ci fosse qualcuno era praticamente certo ma, probabilmente, tutti lo pensavano spacciato. Eros si era spogliato e, solo con gli slip addosso, era sceso nel canale e si era diretto verso l'auto, poco dopo imitato da un altro giovane, mentre altre persone ancora, stimolate dal suo esempio, scendevano lungo le sponde per dare una mano. Il corpo di Paolo Boscolo Anzoletti era stato, quindi recuperato e affidato alle cure dei sanitari, giunti nel frattempo. Eros aveva ricevuto ringraziamenti e complimenti da tutta la Città, ma la battaglia di Paolo era appena cominciata o, forse, come diceva qualcuno, era già finita, e bisognava solo aspettare i titoli di coda. La permanenza in acqua, l'aver respirato quella stessa acqua, il cervello privo di ossigenazione per diversi minuti, avevano compromesso le sue possibilità di salvezza. Il 41 enne era stato ricoverato in Rianimazione a Chioggia, in attesa, e con la flebile speranza, di una evoluzione positiva delle sue condizioni. Da allora, per i familiari, i genitori, in particolare, è stato un continuo peregrinare tra casa e l'ospedale, alla ricerca di una scintilla di risveglio, che non arrivava, negli occhi di Paolo. A dispetto del tempo che trascorreva dall'incidente, però, amici e conoscenti non si erano dimenticati di lui e ne chiedevano notizia per canali informali e personali. Anche perché il suo lavoro, gommista, con una officina in viale Mediterraneo, gli aveva fatto conoscere un gran numero di persone, tra i quali molti amministratori pubblici sulle cui azioni Paolo si teneva informato. Ma, poco a poco, anche in chi lo conosceva e apprezzava, era subentrato un senso di rassegnazione sul destino del 41enne. Un destino che si è compiuto lo stesso giorno in cui è mancato il suo amico di facebook (e, forse, non solo) Daniel Tiozzo. 

Ultimo aggiornamento: 10:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA