C'è da lavorare anche di domenica, cantiere non trova operai da assumere

Lunedì 11 Febbraio 2019 di Alvise Sperandio
Il titolare Mirco Beraldo
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MESTRE - C’è da lavorare, ma non si trovano i lavoratori. Al cantiere nautico Beraldo, a Ca’ Noghera, non sanno più da che parte girarsi per riuscire ad assumere qualcuno. Di profili aperti ce ne sono quattro e già da un po’ di tempo: si cerca un meccanico per i motori dei mezzi di servizio, un carpentiere, un saldatore e un responsabile di cantiere. Tutti posti non retribuiti male, a partire – ad esempio per il meccanico – da un salario base di 1.250 euro al mese che può salire a 1.400 o 1.600 in base alle qualifiche e all’esperienza. Eppure la proprietà non ne va fuori, con il rischio di non poter ampliare l’attività, che con la bella stagione aumenta in modo significativo, perché non riesce a trovare il personale che le serve.
 

MAI DI DOMENICA
«C’è chi ritira la sua candidatura quando sente che bisogna lavorare anche di sabato e di domenica. Ma allora, c’è bisogno di un’occupazione o no»?, si domanda il titolare Mirco Beraldo. C’è poi un altro motivo. «Di manovalanza se ne trova tantissima, soprattutto tra gli stranieri – prosegue – Quello che manca sono le figure specializzate. Quando apriamo la selezione, si fa fatica a raccogliere dei nominativi anche solo per fare dei colloqui». E anche essersi appoggiati ad un’importante agenzia del lavoro finora non ha sortito risultati. «Quando si dice che manca il lavoro non sempre si dice una verità – sottolinea il titolare che conduce l’azienda assieme alla moglie Paola Pavarin - Noi qui diamo da lavorare, ma non troviamo nessuno che voglia lavorare. E sentiamo che lo stesso succede in altre aziende che conosciamo o tra alcuni dei nostri clienti». Addirittura capita che si arrivi a fissare dei colloqui a cui i candidati non si presentano senza neanche avvertire che ci hanno ripensato e quando è l’azienda a cercarli per capire quali siano le loro intenzioni, spariscano nel nulla. «Possibile che non ci siano più figure adatte ai profili che cerchiamo? – insiste Beraldo – Evidentemente adesso tutti fanno studi alti e le professioni come il meccanico non sono più gettonate. La scuola non forma più, le aziende che fanno dei corsi non sempre rilasciano il patentino e poi ci troviamo di fronte a un notevole turnover».
TROPPI DISTINGUO
Ma non è solo questo, perché anche se si trovasse una disponibilità, poi c’è da fare i conti con altri distinguo. «La prima cosa che chiedono è quanto guadagneranno – afferma Beraldo – Vogliono sapere quante ferie avranno e se sentono che devono venire a lavorare anche sabato e domenica, si ritirano. Viene da pensare che non in realtà non c’è bisogno di un impiego. Forse qualcuno preferisce accomodarsi sulla disoccupazione». Il cantiere nautico di Ca’ Noghera è una realtà consolidata, attualmente impiega dieci persone ma quando arriverà la stagione calda il personale potrebbe anche raddoppiare, se si trovassero i profili giusti. «Le stiamo provando tutte – concludono dalla proprietà – Capita persino che qualcuno non superi la visita d’idoneità per un posto come il nostro che comporta una doverosa attenzione alla sicurezza, perché, diciamo così, segue uno stile di vita non corretto. E succede che ci sia chi si candida da fuori regione e si presenta con una fedina penale lunga così che ci costringe a soprassedere. Le soluzioni? Si potrebbe andare a portare via i lavoratori alla concorrenza pagandoli di più, ma non rientra nel nostro modo di fare. Sappiamo che la Cgia si sta muovendo con i suoi canali, ma il tempo passa e finora siamo punto e a capo. Mettiamo annunci su annunci dovunque e non si presenta nessuno».
Alvise Sperandio

Ultimo aggiornamento: 15:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA