Incantevoli e struggenti: le storie di padri e figli nei capolavori dell'arte

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Incantevoli e struggenti: le storie di padri e figli nei capolavori dell'arte

di Paola Treppo

TOLMEZZO (Udine) - Padri e figli è il titolo di quella che si annuncia come una delle più importanti mostre d’arte che il Friuli Venezia Giulia e il Nordest si prepareranno a scoprire nel corso del 2018, per tanti motivi. Il legame tra padri e figli e figlie sarà infatti al centro dell’intero percorso espositivo di Illegio di Tolmezzo. Un percorso che, dal 13 maggio al 7 ottobre, attraverso opere emozionanti e colpi di scena, farà rivivere le storie più incantevoli e struggenti, sublimi e torbide.
 
 


Sessanta opere
Come perenni monumenti, riveleranno cosa significhi realmente essere padre. Si potrà ammirare sessanta opere tra cui numerosi capolavori provenienti dall’Italia e da Belgio, Croazia, Francia, Polonia, Russia, Spagna e Regno Unito, da importanti musei pubblici e da collezioni private, in un percorso suggestivo e raffinato per la rarità di alcune iconografie e per l’attualità dei temi. 

Ventiquattro secoli di storia dell’arte
Le opere sono state scelte in un arco temporale di ventiquattro secoli di storia dell’arte. Tra le opere più antiche ci sono il Cratere apulo a colonnette raffigurante il distacco di Ettore da Andromaca e dal figlio Astianatte, da Ruvo di Puglia, il gruppo scolpito con Enea, Anchise e Ascanio, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, che risalgono al 400 a.C.; tra le più recenti ci sono Il ritorno del figliol prodigo di André-Jean-Bernard Monchablon, e Edipo piange sui corpi dei suoi figli, di Gabriel-Jules-Charles Girodon, datate rispettivamente 1903 e 1912.

Mitologia classica e Sacra Scrittura
​I temi ricondurranno a sei fonti principali: la mitologia classica, la Sacra Scrittura, le vite dei santi, la letteratura cavalleresca e romantica, il teatro, la poesia. Immergeranno il visitatore in una profonda meditazione su un legame decisivo per la vita umana, così forte da segnarla radicalmente: non ogni essere umano diventa genitore, ma ogni essere umano ha un padre. 

Cosa vuol dire essere padre?
La meditazione solleva molte domande su cosa significhi essere padre ed essere figli; suggerisce alcune possibili risposte custodite dalla cultura dell’Occidente e dalla rivelazione cristiana: in cosa consiste la paternità? Che significa diventare padre? Cosa significa essere figli? Perché nella storia umana compare la paternità? Perché va in crisi? Anche Dio è padre? 

Un tema di grande attualità
Inevitabilmente, la mostra si propone quindi di offrire all’uomo d’oggi una teoria della paternità, in questa epoca nella quale uno dei più evidenti problemi antropologici è che l’uomo contemporaneo spesso non sa più che differenza ci sia tra generare qualcuno e diventarne realmente padre, né riesce facilmente a trovare vie di riconciliazione e di risanamento di fronte alle ferite interiori che rimangono in chi non ha avuto un vero padre o ha patito le sue contraddizioni e infedeltà. 

Per la prima volta in Italia
In mostra sarà possibile vedere per la prima volta in Italia opere di straordinaria bellezza, in particolare 21 opere estere mai esposte nella Penisola, e 4 opere del tutto inedite al panorama degli studiosi d’arte: due di collezione privata londinese, una da collezione privata di Bruxelles e una di collezione privata milanese.

Le 10 sale della mostra
«Percorrendo le dieci sale della mostra - dice il curatore don Alessio Geretti - l’occhio del visitatore viene avvinto da profili divini di sculture tormentate e brividi impetuosi di chiaroscuri barocchi, dal tocco delicato di pitture medioevali o da squarci di teatro in dipinti romantici che rievocano pagine antiche. Così la mostra di Illegio fa rivivere, tra colpi di scena d’arte, padri e figli, storia dopo storia, le più incantevoli, le più convulse, le più struggenti, incise nei testi sacri dell’Occidente e così simili alle pagine segrete del nostro diario interiore». 

Il Laocoonte
«In mostra c'è un capolavoro drammatico noto al mondo intero, con la sua impressionante e magistrale replica voluta dai Musei Vaticani, oggi conservata Bilbao in Spagna: il Laocoonte. Frutto di tre maestri provenienti da Rodi, l'opera fu ammirata a Roma nel palazzo dell’imperatore Tito, ritrovata nel 1506 e divenuta il punto di partenza di quelli che oggi chiamiamo Musei Vaticani. I visitatori della mostra la potranno vedere da vicino; potranno sfiorare con mano i volumi perfetti di una delle sculture più famose e più incantevoli della storia».

Info
Organizzatore della mostra è il Comitato di San Floriano che, dal 2004 al 2017, ha realizzato le mostre internazionali a Illegio, in Italia, a Bruxelles e nella Santa Sede. Così, nel piccolo e antico borgo incastonato tra i monti della Carnia, di soli 340 abitanti, sono transitati in questi anni circa 350mila visitatori. Info www.illegio.it, mail: mostra@illegio.it. 
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Martedì 8 Maggio 2018, 09:52






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