Si affida al medico-sindaco "No vax": 60enne finisce in terapia intensiva

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Mauro Favaro
foto di repertorio
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TREVISO - Nel giro di un paio di giorni il Covid ha ucciso un trevigiano di 65 anni e portato in fin di vita un moldavo di 60 anni che avevano preso come punto di riferimento Riccardo Szumski, il medico-sindaco di Santa Lucia di Piave (Treviso) paladino del movimento per le cure domiciliari, diventato un vero e proprio faro per la galassia No-Vax e Free-Vax. Che però preferisce non commentare quanto accaduto. Domenica è mancato Virginio Parpinello che aveva deliberatamente scelto di non vaccinarsi. Il 65enne, indipendentista, aveva avuto un confronto con lo stesso Szumski anche dopo il ricovero nell'ospedale di Vittorio Veneto. Di seguito le cose sono precipitate, fino a quando il suo cuore ha smesso di battere in un letto della Terapia intensiva di Treviso. 


CIANOTICO

Lo stesso reparto dove lunedì è stato trasferito d'urgenza un 60enne originario della Moldavia anche lui non vaccinato, arrivato al pronto soccorso di Treviso ormai cianotico. Il Covid gli aveva quasi tolto il respiro. Al triage ha presentato un'impegnativa firmata sempre da Szumski. In questa si parlava di scompenso cardiaco. Il tampone eseguito proprio al pronto soccorso, però, ha chiarito che il 60enne era stato contagiato dal coronavirus: per lui si sono subito aperte le porte della Rianimazione, dove è stato intubato. «Ci ha riferito che il medico gli aveva detto di andare in pronto soccorso in auto, ma è arrivato praticamente in arresto cardiocircolatorio spiega Enrico Bernardi, primario del pronto soccorso di Treviso a quel punto abbiamo contattato lo stesso Szumski. Lui, però, ci ha risposto dicendo solo che non era un suo assistito. Vista la situazione, era chiaro che doveva essere allertata un'ambulanza». A quanto pare il 60enne è tra le persone che pur avendo un loro medico di famiglia scelgono di rivolgersi autonomamente al dottore di Santa Lucia di Piave, che ormai molti vedono come un guru nel mezzo dell'epidemia. «È una deformazione del sistema dice Brunello Gorini, segretario della Fimmg di Treviso, la federazione dei medici di famiglia il punto è che ci sono medici che non si curano di essere praticamente gli unici a pensarla in un certo modo. Evidentemente si sentono degli scienziati. Intanto quasi tutte le persone positive che sono finite in ospedale non si erano vaccinate».


LE CONSEGUENZA

Adesso, però, Szumski rischia di essere sospeso. Questa mattina la commissione istituita dall'Usl trevigiana per valutare le posizioni degli operatori della sanità che nonostante l'obbligo non si sono vaccinati contro il Covid prenderà una decisione su 4 medici di famiglia finiti sotto la lente. Dopo una prima fase, i dottori hanno presentato dei certificati aggiuntivi per giustificare la mancata vaccinazione. Se la commissione non individuerà un valido motivo, scatteranno le sospensioni dal servizio, almeno fino al 31 dicembre. E tra questi potrebbe esserci pure Szumski, che non ha mai nascosto i propri distinguo in merito ai vaccini anti-Covid. A livello generale, infine, preoccupano in modo particolare anche i gruppi nati su Facebook come quello che fa riferimento appunto al comitato terapia domiciliare Covid-19, fondato dall'avvocato Erich Grimaldi con la partecipazione di Szumski. Nelle scorse settimane Grimaldi ha avuto un contrasto via social con Salvo di Grazia, specialista in Ginecologia in servizio negli ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto, ma soprattutto medico anti-bufale: «In questo periodo sui social rischia di prendere forma una sorta di servizio sanitario parallelo tira le fila Di Grazia ci sono pazienti che raccontano come si sentono in un post e poi attendono di essere contattati da alcuni medici selezionati, sempre via social. Sono comportamenti pericolosissimi». 

 

Ultimo aggiornamento: 16:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA