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A seno nudo sulla scalinata del Duomo: multate 7 donne del Pride

Sabato 6 Agosto 2022 di Alfredo Baggio
Le donne multate per l'esibizione sulla scalinata del Duomo di Treviso

TREVISO Sette multe per «atti contrari alla pubblica decenza» ai danni delle ragazze che, durante il gay pride di due settimane fa, hanno voluto protestare a favore dell’aborto mostrandosi a seno nudo sulle scalinate del Duomo. Scena che suscitò vivacissime polemiche. Gli investigatori della Digos, esaminando i video registrati nell’occasione, sono riusciti a identificare tutte le protagoniste dell’inaspettato show. E per tutte è stata prevista una sanzione di 102 euro. «La violazione consiste nell’aver messo in atto in luogo pubblico atti contrari alla pubblica decenza mostrando il seno scoperto nel salire la scalinata ed ivi stazionare intonando a mani alzate uno slogan sulla asserita “disponibilità del proprio corpo”» riporta il verbale sottoscritto il 27 luglio. A darne notizia è la pagina Facebook “Non una di meno Treviso” che si schiera in difesa delle ragazze multate. «L’evidente anima maschilista e sessista della questura mistifica l’azione, sessualizzando il nostro corpo nudo, perché è l’unico modo in cui riescono a vederlo» viene scritto nel post di denuncia, puntando il dito contro le forze dell’ordine.

SCINTILLE Quella protesta ha tenuto banco per giorni, animando anche la discussione in consiglio comunale. «Intemperanze dal retrogusto disgustoso - ha Roberto Grigoletto durante una seduta a palazzo dei Trecento - e condivido il dispiacere del vicario generale monsignor Brugnotto per i gesti gratuitamente provocatori sul sagrato della cattedrale». Dello stesso avviso si era dimostrato anche Riccardo Barbisan (Lega) che ha anche proposto una mozione perché il Comune segua da vicino la questione: «Le Femen me le ricordavo diverse. Evidentemente ognuno ha le Femen che si merita». Laconico è stato invece il commento di monsignor Brugnotto, portavoce della Diocesi, che subito dopo l’episodio bollò il tutto come «gesti che si commentano da soli». Agli occhi di molti trevigiani questa è infatti apparsa una provocazione non necessaria, inelegante e soprattutto completamente irrispettosa della sacralità del luogo in cui è stata condotta.

FURIOSO Anche il sindaco Mario Conte non ha risparmiato i commenti al vetriolo: «Sono solo provocazioni oscene, che danneggiano la vera lotta dei diritti che il Coordinamento Lgbt tratta con serietà e responsabilità - ha scandito dopo aver osservato le immagini dell’esibizione - queste carnevalate mal riuscite sono solamente mere lotte contro il sistema che piacciono esclusivamente ai centri sociali e che, per questo, rimangono fini a sé stesse». Per il primo cittadino è stata buttava via un’opportunità per discutere concretamente di tematiche delicate quanto importanti, per instaurare un dialogo tra parti che faticano a conversare, e che, anche a causa di provocazioni di questo tipo, rimangono distanti. «È stata quindi un’occasione persa per affrontare temi importanti - ha concluso in quei giorni Conte - è stato invece fatto un salto indietro di venti anni nella discussione sui diritti Lgbt. Quando queste persone si renderanno conto di essere dannose per tutto il movimento sarà sempre troppo tardi». 

Ultimo aggiornamento: 08:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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