La maestra negazionista che faceva togliere le mascherine ai bambini in classe: lo scontro a muso duro con la collega e il controllo a sorpresa

Martedì 15 Dicembre 2020 di Elena Filini
La maestra negazionista che faceva togliere le mascherine ai bambini in classe: lo scontro a muso duro con la collega e il controllo a sorpresa
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TREVISO «Tanto di Covid muoiono solo i vecchi»: la maestra negazionista ha usato queste parole per invitare i bambini ad abbassare la mascherina durante le lezioni alle scuole elementari Giovanni XXIII, a due passi dalle Mura di Treviso. Le colleghe e i genitori sono però insorti e hanno chiamto il sindaco Mario Conte, che è intervenuto a scuola e ha poi segnalato la docente alla Prefettura: «Con questo tipo di pensiero non si può stare in classe», è il secco commento del sindaco.


SOCIAL

Disubbidiente e - almeno a guardare il suo profilo social - no mask e no vax, assunta però grazie ad un contratto di personale di supporto Covid, Sabrina Pattarello, supplente veneziana entrata in organico un mese fa a scuola ieri è stata oggetto di un controllo a sorpresa durante le lezioni dopo che docenti, genitori ma anche la responsabile dei protocolli Covid della scuola Patrizia Amato avevano inviato relazioni alla dirigente e alle istituzioni sul fatto che l'insegnante non utilizzasse la mascherina durante le lezioni e prescrivesse a bambini più piccoli di toglierla. Una condotta che, a detta dei rappresentanti di classe, andava avanti da circa 3 settimane. «Sono la maestra, dovete fare quello che vi dico. Così i nostri figli ci hanno spiegato, non senza difficoltà o timore, quello che stava accadendo in alcune classi»: Silvia Mazzotto, rappresentante delle seconde e referente della protesta ricostruisce così i fatti. «Alcuni genitori avevano intuito che non usasse la mascherina, all'entrata e all'uscita si presentava col presidio trasparente ma senza la visiera che è d'obbligo. Sono state però le ammissioni dei nostri figli a metterci in allarme».


La docente, impiegata in supporto con ore di supplenza in storia dell'arte, grammatica e italiano, quando si trovava da sola in classe toglieva il presidio e invitava i bambini a fare lo stesso. Al punto che diverse colleghe non la volevano in compresenza. «Le maestre ci hanno riferito le mezze parole dei bambini su quello che avveniva nelle altre ore e noi abbiamo iniziato ad indagare. Sappiamo per certo che era già stata richiamata anche dalla sua superiore della task force Covid, anche per iscritto».


Nulla pare avvenire fino a venerdì scorso. «Una docente l'ha affrontata a muso duro dicendole: se non la smetti ti denuncio. Da lì abbiamo deciso di metterci in moto», aggiunge Federica Zanatta, medico e madre di due bambini che frequentano le Giovanni XIII. I rappresentanti di classe hanno così elaborato e condiviso una mail di richiesta d'intervento immediato inviata alla dirigente scolastica Lorella Zauli. E ieri mattina, in 15 hanno inscenato una sorta di presidio mentre il rappresentante di quinta ha chiamato il sindaco, che in breve è arrivato con una pattuglia. Alle 9,30 Mario Conte è salito in classe per le verifiche del caso, ha parlato con i bambini, li ha tranquillizzati spiegando che era un controllo di routine, mentre la maestra è stata invitata ad uscire dall'aula. «Quando siamo entrati in classe - dettaglia Andrea Gallo, comandante della polizia locale - la maestra ha mostrato un certificato di esenzione e indossava correttamente sia la maschera trasparente sia la visiera. Anche i bambini avevano la mascherina correttamente alzata. Quindi nulla da notificare perlomeno al momento della nostra ispezione - conferma - anche se abbiamo preso nota di tutte le segnalazioni, interessando anche la Questura e la Prefettura».


PREAVVISO

Ma i genitori non ci stanno: «È evidente che la docente era stata messa sull'avviso dalla nostra presenza ed aveva avuto il tempo di rendersi conto dell'ingresso delle forze dell'ordine e indossare il presidio. Ma questo non cambia la gravità della sua condotta». Il sindaco Mario Conte sta dalla parte delle famiglie: «Ho voluto intervenire personalmente e, sulla base di indagini fatte abbiamo ritenuto di segnalare questa persona al Prefetto. Non posso pensare che si possa buttare via tutto con politiche negazioniste all'interno di una scuola nella nostra città». Il Prefetto Maria Rosaria Laganà ha subito sentito il Provveditore. «Al momento posso solo dire che si stanno facendo gli accertamenti e le verifiche necessarie», commenta la dirigente Lorella Zauli. Intanto a scuola si segnalano situazioni di rischio: attualmente ci sono due bambini positivi, ma i possibili danni si potrebbero vedere nelle prossime settimane: «Noi attendiamo che la docente venga allontanata al più presto - conclude la rappresentante Silvia Mazzotto -, riteniamo che la salute dei nostri figli, dei docenti e del personale sia stata messa in pericolo abbondantemente dalla sua condotta».

 

Ultimo aggiornamento: 12:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA