Bimbo si rompe un braccio nell'aerea giochi dell'Aliper, l'Assimoco nega il risarcimento

Mercoledì 31 Luglio 2019
Bimbo si rompe un braccio nell'aerea giochi dell'Aliper, l'assicurazione nega il risarcimento
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PAESE (TREVISO) - Bimbo cade nell'area giochi dell'Aliper di Castagnole, frazione di Paese, e si rompe un braccio. Un incidente che sembrava risolversi per il meglio, visto che i genitori del coetaneo che, giocando, aveva spinto il piccolo procurandogli il trauma si sono dimostrati subito dispiaciuti, collaborativi, disponibili ad assumersi le loro responsabilità e, di più, previdenti, perché avevano stipulato la cosiddetta assicurazione del capofamiglia, garanzia che copre i danni causati a terzi da tutti i componenti il nucleo familiare. Peccato però che la compagnia assicurativa, Assimoco, si rifiuti di risarcire.

Il fatto è accaduto il 14 marzo. Intorno alle 18, un bambino di sei anni di Paese si sta divertendo nell’area giochi dell’ipermercato Alíper di Castagnole, sottogli occhi del papà e della mamma: il bimbo è seduto su un gonfiabile quando viene strattonato e spinto da dietro da un altro bambino, a sua volta accompagnato dalla nonna. Capita tutto in un momento, impossibile per gli adulti intervenire, e si tratta di un banale incidente tra due piccoli che stanno giocando, ma purtroppo per il bambino di Paese le conseguenze sono pesanti: avverte subito un forte dolore al braccio destro, a cui viene applicato del ghiaccio, e poi viene trasportato al Pronto Soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dove gli riscontrano la frattura composta del gomito, con tutto ciò che ne consegue: gesso, terapie, attività limitata per un certo periodo e quant’altro.

La nonna e poi i genitori del bambino autore della spinta si rendono subito disponibili per fare la loro parte e forniscono gli estremi della polizza Rc (Responsabilità civile) che hanno sottoscritto con Assimoco proprio per essere coperti in caso di danni causati a terzi da tutti i componenti della famiglia. I genitori del bambino infortunato, per essere seguiti, attraverso il consulente personale Diego Tiso, si affidano dunque a Studio 3A-Valore S.p.A., che procede subito con la denuncia del sinistro presso Assimoco chiedendo l’attivazione della garanzia a favore dei propri assistiti.

Sembra una formalità, ma la compagnia il 4 giugno risponde picche respingendo ogni richiesta di risarcimento. Secondo Assimoco, “non vi è responsabilità a carico del nostro assicurato”, il quale invece le responsabilità se l’è correttamente assunte fin da subito; “dagli elementi in nostro possesso, al momento del sinistro i minori erano incustoditi”, mentre erano accompagnati dai genitori e dalla nonna; “nel regolamento dell’area bimbi è riportato che è vietato correre”, laddove i due bambini erano seduti sul gonfiabile. Il tutto per poi concludere che si tratterebbe “di evento del tutto fortuito” e che pertanto “l’operatività della garanzia assicurativa è esclusa”.

A fronte della ricostruzione dei fatti, Studio 3A ha quindi riproposto la domanda allegando anche le dichiarazioni dei testimoni presenti al momento dell’incidente, tra cui alcuni clienti estranei a ogni rapporto di parentela con le parti, ma neanche questo è bastato: con nota del 12 luglio Assimoco ha ribadito il diniego.  Ultimo aggiornamento: 1 Agosto, 12:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA