Green pass a pagamento in farmacia: «E' legittimo chiedere qualche euro»

Venerdì 20 Agosto 2021
Green pass a pagamento in farmacia
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TREVISO - Scoppia la polemica sulle farmacie che stampano e consegnano il Green Pass a pagamento. Ma il sindacato FarmacieUnite spazza il campo: «È legittimo chiedere un rimborso delle spese». La certificazione verde può essere scaricata gratuitamente via internet. Più di qualcuno, però, non ha ricevuto l'Sms con il codice inviato dal ministero. Tra questi ultimi e chi non ha confidenza con il mondo dell'online, nell'ultimo periodo sono aumentati in modo esponenziale i cittadini che chiedono alle farmacie di recuperare il proprio Green Pass. Ed è qui che è emerso il problema.

Green pass, quanto costa in farmacia


Il costo dei tamponi per il coronavirus è netto: non si possono superare i 22 euro. Sul prezzo della certificazione verde, invece, si va in ordine sparso. Alcune farmacie trevigiane hanno iniziato a chiedere 1 euro o 1 euro e mezzo per la consegna del Green Pass. Ad oggi non sono stati segnalati casi limite come quello visto in provincia di Padova, dove una farmacia ha fissato un prezzo di 4 euro per certificazione. «La situazione è complessa. Ogni farmacia è libera di scegliere come procedere. Ma riteniamo che la richiesta di 1 euro o 1 euro e mezzo possa essere inquadrata come un contributo per coprire le spese della stampa spiega Franco Gariboldi Muschietti, presidente di Farmacieunite negli ultimi tempi le domande si sono moltiplicate in modo esponenziale. In questo quadro può essere richiesto un minimo di contributo».

Ieri il sindacato è entrato ancor di più nel dettaglio in una lettera inviata agli associati. Le farmacie non rilasciano un certificato (cosa che viene formalmente fatta dal ministero della Salute, ndr) ma lo mettono a disposizione della popolazione chiarisce Muschietti a noi sembra tutt'altro che scontata la lettura della norma secondo cui essa sarebbe impositiva di un obbligo, a carico di una impresa privata come la farmacia, di mettere al servizio di chiunque e gratuitamente la propria struttura, i propri materiali e la propria forza lavoro, sostanzialmente senza limiti, per la stampa dei Green Pass». FarmacieUnite fa anche un esempio: «Si immagini l'astratto, ma non assurdo, caso del piccolo paese in cui sia stata organizzata una manifestazione che attira tra le 4mila e le 5mila persone per tre giorni. E si immagini che giornalmente 1.000 di queste si rechino nella piccola farmacia del posto a richiedere la stampa del Green Pass necessario: dobbiamo davvero ritenere che quel farmacista sia tenuto a stampare gratuitamente 3.000 certificazioni a proprie spese»? Il sindacato, in più, sottolinea che l'Unione Europea ha stanziato dei fondi allo Stato affinché la certificazione fosse gratuita. Ma non sono stati previsti stanziamenti per le farmacie. Il discorso è diverso solo se il Green Pass è collegato al tampone o alla vaccinazione anti-Covid eseguita direttamente in farmacia. «In questo caso la stampa del Green Pass può ritenersi una componente accessoria della prestazione principale conclude Muschietti ed essere assorbita dalla retribuzione per questa concordata». (m.fav)

Ultimo aggiornamento: 08:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA