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Insulti, bottiglie rotte, auto prese di mira: centro città in balia dei teppisti. Arrestato un 23enne: «Volevo solo fare festa»

Venerdì 19 Agosto 2022 di Valeria Lipparini
Rissa a Conegliano
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CONEGLIANO - Il giorno dopo la rabbia e la paura, Conegliano si risveglia pronta a far quadrato perchè quanto successo mercoledì 17 agosto non si ripeta. Ma cosa è successo? Un gruppo di giovani di colore ha cominciato a infastidire pesantemente, a partire dal primo pomeriggio, passanti e commercianti di Corte delle Rose, di via Verdi e attorno alla stazione. Insulti, provocazioni, bottiglie rotte, specchietti delle auto staccati e, addirittura, uno di loro che sale su un'auto in sosta, quasi come se la scalata fosse la più naturale delle bravate. Le scena è stata ripercorsa ieri mattina, in tribunale, nel corso della direttissima per la convalida dell'arresto del 23enne di origini marocchine, già noto alle Forze dell'ordine, a cui i carabinieri hanno stretto le manette ai polsi per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale e lesioni personali. Carabinieri e Polizia locale, erano intervenute verso le 18.30 in via Verdi, nei pressi del complesso residenziale della Corte delle Rose, dove era stata segnalata una quindicina di giovani che stavano litigando fra loro e importunando i passanti. Proprio l'arrestato, a petto nudo e in evidente stato di alterazione, manteneva un atteggiamento provocatorio, minacciando i militari dell'Arma, scagliando una bottiglia di birra in strada, andando poi a urtare un'auto ferma nel traffico, salendo quindi sopra un altro veicolo posteggiato, danneggiandolo, e infine avventandosi su una terza autovettura colpendone lo specchietto retrovisore. I carabinieri riuscivano infine a immobilizzare l'uomo anche mediante l'utilizzo dello spray urticante, ma in due riportavano lesioni guaribili in alcuni giorni. Mentre l'indagato rimaneva illeso.

LA DIRETTISSIMA

Ieri mattina il giovane, davanti al giudice Iuri De Biasi, difeso dall'avvocato Massimiliano Bruni, ha ammesso le sue responsabilità e ha detto: «Erano cominciate le ferie dal lavoro e avevo bevuto una bottiglia di vodka per festeggiare. Mi pento di quanto ho fatto e sono pronto a risarcire i danni». Il pubblico ministero Massimo De Bortoli ha chiesto, e ottenuto, la misura dei domiciliari a Mareno, dove vive con la famiglia, con il permesso di recarsi al lavoro in una ditta di Codognè. L'udienza per il patteggiamento della pena è stata rinviata al 29 settembre prossimo.

IL SINDACO
Il sindaco, Fabio Chies, commenta: «Abbiamo dimostrato che siamo presenti sul territorio. L'intervento interforze di ieri ha posto fine, in fretta, a una situazione che stava degenerando. Significa che ci siamo, siamo attenti e pronti a intervenire». Poi, aggiunge: «Fare demagogia e strumentalizzare quanto successo è meschino. Se chi critica ha soluzioni le metta pure sul tavolo. Ne terremo conto. Altrimenti è meglio non parlare a vanvera. La politica seria risolve i problemi». Il sindaco ieri mattina è stato a trovare i commercianti di Corte delle Rose: «Mi hanno detto che sanno perfettamente che le forze dell'ordine non hanno strumenti. Chi viene arrestato oggi, domani è già libero. Ma io li ho rassicurati. Non abbasseremo la guardia. Voglio che le persone che disturbano e offendono il decoro vengano intercettate e capiscano che Conegliano non è posto per loro». Di contro Francesca di Gaspero capogruppo di Noi per Conegliano butta benzina sul fuoco: «Sono mesi che arrivano segnalazioni di situazioni di emergenza e degrado sociale. In consiglio comunale abbiamo presentato più volte richieste di intervento sia per attivare forme di recupero per queste persone sia per attivare forme di intervento per sconfiggere questi fenomeni. Nessuno ci ha mai dato ascolto. Anni di sottovalutazione e questo è il risultato. Non si può delegare questi problemi alle sole forze dell'ordine e alle associazioni di volontariato cattoliche e laiche. C'è bisogno del Comune e di politiche attive».

 

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