Doppio colpo alla caccia, il Tar ferma le doppiette: come cambia il calendario venatorio

Martedì 25 Gennaio 2022 di Angela Pederiva
Doppio colpo alla caccia, il Tar ferma le doppiette: come cambia il calendario venatorio
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Doppio colpo alla caccia in Veneto. Con due distinti pronunciamenti, il Tar ha accolto altrettanti ricorsi delle associazioni animaliste, da un lato annullando una parte del calendario venatorio regionale e dall'altro sospendendo l'ultima delibera della giunta in materia. Esulta il Partito Democratico, chiedendo però chiarezza su giorni e specie autorizzati.


La sentenza

Il primo verdetto riguarda la causa avviata dalla Lega per l'abolizione della caccia contro la Regione, con la quale si erano schierati l'Ente produttori selvaggina e la Federazione italiana della caccia. Nel mirino della Lac c'era il calendario approvato nel luglio scorso, nella convinzione che la Regione «si sarebbe discostata dalle indicazioni fornite dal parere fornito dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica», e cioè l'Ispra, «senza adeguata motivazione, senza disporre dei dati concernenti gli abbattimenti degli anni precedenti e in violazione del divieto di caccia nel periodo pre-nuziale», previsto dalla normativa europea. Al termine di lunghe e articolate motivazioni, la sentenza ha disposto l'annullamento del provvedimento nella parte in cui consentiva il prelievo venatorio della pavoncella, stabiliva la chiusura della caccia alla quaglia oltre il 31 ottobre e di quella alla cesena e al tordo sassello oltre il 20 gennaio, fissava lo stop sempre oltre il 20 gennaio per gli esemplari di avifauna acquatica come germano reale, folaga, alzavola, canapiglia, codone, mestolone, marzaiola e beccaccino.


Il decreto

La seconda decisione coinvolge la delibera, impugnata dall'Associazione vittime della caccia (sempre con l'opposizione della Federazione italiana caccia), che autorizzava la caccia proprio all'avifauna acquatica per i giorni 26, 29 e 31 gennaio. Il decreto cautelare ha sospeso la validità dell'atto per le specie canapiglia, frullino, beccacino e mestolone, fino alla camera di consiglio del 9 febbraio.


Le reazioni

Soddisfazione dal Pd in Consiglio regionale. Dice Andrea Zanoni: «È incredibile che siano le associazioni animaliste e ambientaliste, ogni volta, a dover ricordare alla Regione di legiferare in maniera adeguata, rispettando le indicazioni delle normative statali e delle direttive dell'Unione Europea». Aggiungono Jonatan Montanariello e Francesca Zottis: «Hanno ragione le associazioni venatorie a chiedere, con estrema urgenza visti i tempi ristretti, di definire con esattezza quali sono le specie che si possono prelevare e in quali date». Una comunicazione di Palazzo Balbi dispone infatti che, sulla base del decreto del Tar, è consentito il prelievo venatorio «fino al 31 gennaio 2022, senza alcuna distinzione».

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 11:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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