Presi i ladri delle "bici dei campioni" grazie ai followers della Pinarello

I 22 bolidi spariti a Roubaix e ritrovati in Romania: in manette due francesi

Domenica 21 Novembre 2021 di Tina Ruggeri
Il quartetto su bici Pinarello

TREVISO - Bici Pinarello sparite a Roubaix e ritrovate in Romania: dopo il recupero dei mezzi ieri è stato il giorno degli arresti. Che dimostra, indirettamente, il potere del web e quello divulgativo dell’azienda trevigiana che all’indomani del colpo lanciò un sos raccolto da un milione e 800mila follower e condiviso altre centinaia di migliaia di volte. La rete, in definitiva, ha fatto rete nel senso più realistico del termine, contribuendo a stringere il cerchio prima attorno al luogo dove erano custodite le bici rubate (Vracea, in Transilvania, non proprio facile da scovare), poi attorno agli esecutori materiali del furto, due francesi. Il riconoscimento ufficiale sull’operato e sul ruolo avuto da Pinarello nel felice esito delle indagini è giunto anche dalla Federciclismo: «La Federazione ringrazia Pinarello, che anche in quest’occasione è stato più di un semplice partner istituzionale, la polizia rumena per aver agito con tempestività e quella francese che ha arrestato i due autori del furto. Il messaggio social ha aiutato a risolvere il caso.

Oltre al grande lavoro delle forse dell’ordine, infatti, un ruolo importante nel rinvenimento della refurtiva l’ha avuto l’azienda. L’annuncio web ha raggiunto un milione e 800mila persone sui vari profili social, ed è stato condiviso dai follower e dai media tradizionali, contribuendo alla creazione di una rete informativa internazionale che ha visto la costante mediazione dei referenti aziendali veneti».

CLAMORE MEDIATICO
Non accade spesso, soprattutto nell’ambito di un’indagine così delicata per il clamore che aveva suscitato (erano spariti tutti i bolidi con cui la nazionale italiana aveva trionfato alle Olimpiadi di Tokyo e ai mondiali di ciclismo su pista e su strada) che sia l’azienda stessa a tirare le fila dei suoi contatti internazionali per venire a capo del furto. Peraltro con successo. «Un immenso grazie lo devo dire al mio responsabile marketing Federico Sbrissa -racconta Fausto Pinarello- per aver avuto l’intuizione di inserire un appello sui nostri canali social, rivolti a tutti gli appassionati di ciclismo che gravitano attorno al nostro marchio e a tutto il movimento della bicicletta. L’appello invitava chiunque avesse notizie delle biciclette, di mandare una segnalazione. E subito alla nostra mail aziendale sono arrivate attestazioni di solidarietà. Fortuna ha voluto -continua il costruttore trevigiano- che la compagna del nostro responsabile marketing parlasse rumeno e quando ci è arrivata la mail dalla polizia del paese dell’Est ci siamo subito attivati con i canali istituzionali. Abbiamo lavorato in silenzio proprio perché in Romania abbiamo molti tifosi del nostro marchio e quando sono state messe in vendita in alcuni negozi le nostre biciclette alcuni di questi tifosi si sono messi in contatto con noi».

RIPORTATE IN ITALIA
Le biciclette sono rientrate al Velodromo di Montichiari soltanto qualche giorno fa, riportate in Italia dai meccanici della Federazione Ciclistica Italiana a bordo di tre furgoni: «Tutte le bici sono rientrate, erano 22 in totale quelle rubate e fra queste le 12 Pinarello utilizzate dal quartetto per vincere le Olimpiadi e il Mondiale -ricorda l’imprenditore - I meccanici le hanno controllate e ci sono solamente due ruote da pista danneggiate. Il resto è tutto in perfetto ordine. Anche perché, se non le avessimo recuperate i corridori non avrebbero avuto biciclette per allenarsi. E ci sarebbero voluti almeno 6 mesi per costruirne di nuove».

«Evidentemente i ladri - conclude Pinarello - non hanno messo in conto che, quando si muove la grande comunità della bicicletta, c’è grande solidarietà e sensibilità. Soprattutto quando si rubano le bici».
 

 

Ultimo aggiornamento: 18:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA