Sicurezza sul lavoro: le norme ci sono, ma non gli uomini per farle rispettare. Mancano 60 ispettori

L'organico ne prevede 108, ma attualmente sono presenti sono 48. Una carenza che si riflette negativamente sulle verifiche

Sabato 13 Aprile 2024 di Loris Del Frate
Sicurezza sul lavoro: le norme ci sono, ma non gli uomini per farle rispettare. Mancano 60 ispettori

Infortuni sul lavoro, la piaga si allarga anche in Friuli Venezia Giulia. È il dato più eclatante che emerge sul fronte della lotta contro gli infortuni sul posto di lavoro. Ed emerge il giorno dopo che Cgil e Uil regionali, in seguito alla tragedia avvenuta sul lago di Suviana dove sono morte sette persone, hanno voluto manifestare in piazza il dissenso per le regole disattese che oramai sono la causa di un morto al giorno nei cantieri e nelle fabbriche. Ebbene, il dato la dice lunga sulla vera volontà di porre rimedio a una piaga che sta minando alle fondamenta il mondo del lavoro in regione e il tutta la Penisola. Già, perché ad oggi, dei 108 ispettori del lavoro che dovrebbero vigilare sulle attività produttive del Friuli-Venezia Giulia, in organico ce ne sono solo 48.

Un esempio, ancora più indicativo, riguarda l’Ispettorato del Lavoro di Udine, dove su nove figure presenti in piana organica, c’è una sola che può effettivamente andare in giro sui cantieri.


Ispettori del lavoro: sempre di meno

Non vanno meglio le cose a Pordenone, dove gli ispettori sono tre, che devono controllare una delle province più produttive del Nordest che tra le altre cose ha una delle percentuali più alte in regione di decessi sul posto di lavoro. Come dire che a fronte di questi numeri la situazione è decisamente problematica anche per il fatto che pure in regione gli infortuni sul lavoro sono oramai quotidiani. Una delle soluzioni per cercare di dare una risposta è utilizzare la specialità friulana, tanto decantata su altri fronti, ma su questa piaga, ancora, purtroppo, marginale. Per la verità un segnale c’è stato, ma a questo punto serve una spinta politica che va ben oltre i colori delle casacche. In più il primo passaggio è stato votato praticamente all’unanimità.


La proposta

Era stato il capogruppo del Patto per l’Autonomia - Civica Fvg, Massimo Moretuzzo a presentare una proposta da inserire nella bozza della Commissione paritetica. Un passaggio, tra le altre cose, che Trento e Bolzano hanno già portato a termine, facendo valere lo statuto speciale della loro regionale. C’è da fare un piccolo passo indietro per capire. Oggi gli ispettori del lavoro sono assunti dal Ministero a fronte di bandi di concorso che ovviamente girano su scala nazionale. Morettuzzo aveva portato in Commissione la proposta di regionalizzare i concorsi, in modo da completare liste di assunzione a livello regione. Tutto fattibile, come detto, facendo valere l’autonomia speciale. In Commissione il provvedimento è passato con il voto di tutte le forze politiche, solo che il percorso non è ancora terminato. Per concretizzare la proposta, infatti, è necessario andare a trattativa con lo Stato e fare le regole per renderla operativa. Da voto in commissione, invece, non è stato fatto più nulla.


«Leggi fatte sull'onda emotiva di fatti tragici»

«Purtroppo - spiega il capogruppo del Patto per l’Autonomia, il nostro è il Paese in cui si fanno le leggi sull’onda emotiva di fatti tragici, poi, però, quelle stesse norme vengono disattese. A un giorno dallo sciopero proclamato dal Cgil e Uil a sostegno della sicurezza del lavoro - va avanti - ribadiamo l’urgenza di avviare un ragionamento sul sistema di ispezione del lavoro. A fronte di dati drammatici degli infortuni, rispetto all’ultimo concorso nazionale per l’assunzione degli ispettori sul lavoro, solo il 60% dei posti messi a bando si è trasformato in una assunzione operativa. Nella nostra regione - spiega - questo si traduce in una importante carenza dell’organico. Ad oggi, dei 108 ispettori del lavoro che dovrebbero vigilare sulle attività produttive del Friuli-Venezia Giulia, ne troviamo in organico solo 48. Davanti a questa situazione siamo convinti che graduatorie a carattere regionale avrebbero numerosi vantaggi».


Subito il confronto

«Per questo motivo - conclude Moretuzzo - va avviato quanto prima un dialogo con lo Stato per realizzare, sull’esempio di quanto fatto dalle Province autonome di Trento e Bolzano fin dagli anni ’80, un sistema di ispezione del lavoro in cui la Regione possa intervenire per sanare le criticità del sistema. Serve sollecitare azioni urgenti per ricevere la delega statale all’esercizio delle funzioni in materia, richiesta già formulata in occasione del dibattito sulla proposta di risoluzione sulle linee di indirizzo politico alla Commissione paritetica». Come dire che qualche cosa si può fare, anche in tempi brevi, baserebbe avere la volontà.

Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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