Le famiglie: «Caro sindaco, si sbaglia, la baby bulle esistono». Il barista: «Spaccate le sedie, sassate ai vetri»

I genitori prendono le distanze dalla tranquillità del primo cittadino: "Il suo comune non è un'isola felice". A Maserà altri vandalismi di giovanissimi, l'ipotesi è che siano collegati con le ragazzine violente

Sabato 4 Febbraio 2023 di Mauro Giacon e Marco Miazzo
L'Ipercity davanti al quale è avvenuto il pestaggio. Il sindaco Giacinti minimizza, le famiglie lo contestano

ALBIGNASEGO - Le istituzioni di ogni livello hanno declassato le baby bulle che hanno pestato ragazze e genitori all'Ipercity come un fatto isolato di semplice disagio giovanile. Ma i loro famigliari si scagliano contro la sottovalutazione del fenomeno che alimenta la spavalderia impunita con le quali la banda agisce. Tanto è vero che a una settimana dall'ultimo assalto non ci sono stati ancora provvedimenti. Sono soprattutto le dichiarazioni tranquillizzanti del sindaco di Albignasego che accennano al fatto che solo per puro caso l'ultimo episodio abbia lambito il territorio, a preoccuparli. 

«Ci sentiamo in dovere di rispondere a quanto dichiarato sulla carta stampata e tramite Facebook dal sindaco di Albignasego signor Giacinti - comincia la lettera indirizzata a Filippo Giacinti -. Con una premessa: non abbiamo ancora ricevuto messaggi di vicinanza e di solidarietà alle nostre famiglie da parte sua. Lo ha fatto, ad esempio, l'assessore all'istruzione della Regione Elena Donazzan. Lei signor sindaco, tranquillizza i suoi elettori dicendo che le persone che hanno commesso i reati non sono native di Albignasego ma provengono da altri comuni. "Le ragazzine autrici dell'aggressione così come le vittime non sono residenti ad Albignasego e non frequentano le scuole della nostra città".

E poi "anche se la vicenda coinvolge marginalmente Albignasego... credo sia necessario rassicurare le famiglie della nostra città in particolar modo quelle del quartiere Sant'Agostino"».

LA CRITICA
«Caro signor Giacinti - continua la lettera - poco importa il paese natale o la residenza di chi commette un reato, sicuramente la cosa più importante è il luogo dove questo reato viene commesso e in questo caso è il Comune di Albignasego. Noi non vogliamo far preoccupare i suoi cittadini ma vogliamo semplicemente metterli davanti a quella che è la realtà. Albignasego non è un'isola felice. Albignasego è identica ai comuni adiacenti, ha le stesse problematiche e far credere ai cittadini che il loro comune sia diverso dai confinanti è un messaggio errato; alcune volte, anzi, è molto più producente tenere accesi i riflettori e chiedere l'aiuto dei cittadini perché la loro osservazione del territorio e le conseguenti segnalazioni che ne derivano sono fondamentali e aiutano le forze dell'ordine. Apprezziamo tutte le iniziative come gli animatori di strada che verranno messe in campo e come genitori e diretti coinvolti le sosteniamo con tutte le nostre forze. In merito ai fatti accaduti - continuano - ci permettiamo di sottolineare che c'è un'indagine in corso pertanto non riusciamo a capire come un primo cittadino possa rilasciare certe dichiarazioni: "Il fatto è accaduto all'Ipercity soltanto perché il centro commerciale è stato il teatro dell'incontro delle minori con le vittime che già conoscevano e che avevano preso di mira nei giorni precedenti"». 

Possiamo anche accettare la non definizione di baby gang rilasciata dal signor prefetto ma caro signor sindaco sappia che tutto è cominciato da una festa tenuta il 31 ottobre in un'abitazione del suo Comune e alcune coetanee di nostre figlie, residenti nel suo Comune, sono state oggetto di minacce e di estorsione da parte di queste delinquenti, solo che non hanno avuto il coraggio di avvisare i genitori e di denunciare. "Il nostro territorio è costantemente monitorato" lei dice. La vicenda è emersa solamente perché noi abbiamo denunciato il fatto; sul posto non erano presenti forze di polizia. E allora capiamo che lei, primo responsabile della sicurezza dei suoi cittadini, debba tranquillizzare i suoi elettori per il consenso che questi ultimi le hanno espresso, però crediamo che questo consenso sarebbe maggiormente apprezzato se lei dicesse chiaramente le cose come stanno nei casi in cui sia ampiamente a conoscenza dei fatti»

«C'E' UN'INDAGINE IN CORSO E NON CAPIAMO COME UN PRIMO CITTADINO POSSA RILASCIARE CERTE DICHIARAZIONI. TUTTO E' INIZIATO IN UNA FESTA IN UNA CASA DEL SUO COMUNE"

IL BARISTA DI MASERA'
Anche il centro di Maserà, nella zona di Albignasego, è da tempo punto di ritrovo per gruppi di ragazzi poco rispettosi della cittadinanza. Si tratta di giovanissmi, età compresa tra i 13 e 16 anni, soliti aggirarsi tra Padova, Maserà e Albignasego. Circa un mese fa a finire nel mirino dei baby vandali è stato il Blu cafè in piazza del Donatore. Il proprietario Wei Jin, cinese da tanti anni in Italia e meglio conosciuto in paese come Francesco, racconta che queste compagnie sono al limite dell'ingestibile: «Verso Natale ci hanno dato parecchio filo da torcere - afferma - arrivavano in gruppi di dieci, si sedevano al bar dove ordinavano pochissime cose, di solito sacchetti di patatine, e stavano lì anche per ore schiamazzando e sporcando».
Più volte il proprietario del bar ha provato ad allontanarli, ma i ragazzi non si lasciavano intimidire e rispondevano prontamente anche con toni accesi. «Dopo averli allontanati pensavo che la smettessero di venire a disturbare. - continua Wei Francesco Jin -. Invece sono tornati dopo la chiusura per vendicarsi: mi hanno rotto un vaso e alcune sedie e come se non bastasse hanno lanciato dei sassi contro la vetrata».

VENDETTA INTIMIDATORIA
Una vendetta che sa molto di intimidazione, quasi a volere far capire al barista che a comandare sono loro. Wei si è subito rivolto ai carabinieri, che ora pattugliano spesso la zona. «Da quando ho fatto denuncia non li ho più visti - conclude il barista -, so che bazzicano ancora per il paese la sera, ma di atti spiacevoli non ne ho più subiti». Ora il sospetto è che a rendersi protagonisti di altri atti vandalici siano gli stessi gruppi frequentati dalle ragazzine denunciate per il pestaggio di sabato davanti all'Ipercity di Albignasego, ai danni di tre tredicenni e dei due genitori che le hanno tratte in salvo.
Al Blu cafè un'anziana signora si dice molto addolorata verso i recenti fatti: «Alcuni di questi ragazzi sono di Maserà e capita di vederli spesso in paese, ma molti vengono da fuori, non sono tutti figli di immigrati e anzi la maggior parte sono italianissimi, stanno fuori la sera e oltre ai continui schiamazzi sporcano dappertutto, a volte mi chiedo dove siano i genitori». Durante le festività di Natale il paese ha ospitato in piazza le giostre, a casa da scuola i ragazzini hanno subito trovato un valido motivo per raggiungere Maserà, resa poi teatro delle loro bravate. Con la fine della fiera però la situazione si è stabilizzata, alcuni cittadini tengono a precisare che il paese non si è trasformato nel far west, oltre al chiasso e a qualche bisticcio non avviene nulla di preoccupante.

Ultimo aggiornamento: 5 Febbraio, 11:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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