Il dolore di Luca Miotti: «150 metri al massimo e Davide e gli altri sarebbero stati fuori dalla valanga»

Venerdì 8 Luglio 2022 di Michelangelo Cecchetto
Davide Miotti, tra Gianmarco Gallina e Emanuela Piran
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CITTADELLA - «Sarebbero bastati cento, centocinquanta metri al massimo, e sarebbero stati tutti fuori dalla parte del sentiero attraversata dalla frana. Così ci ha riferito un testimone oculare. Stavano appunto rientrando a casa essendo partiti di mattina presto». Così racconta Luca Miotti, fratello di Davide (titolare di un noto negozio di sport a Belvedere di Tezze) del quale si attendono ancora notizie, come pure della moglie Erica Campagnaro e agli amici di cordata Gianmarco Gallina, 32enne di Montebelluna e la fidanzata Emanuela Piran che viveva con lui ad Asolo.

La snervante attesa di comunicazioni

Continua la snervante attesa di comunicazioni da parte delle autorità, una sorta di tortura che non si augura nemmeno al peggior nemico. E' la forza delle due famiglie molto unite, di Luca e della sorella Antonella con mamma Giulia e poi mamma Alida e papà Severino, e Debora, Silvia e Martina, sorelle di Erica, oltre ai familiari e prima di tutto a Karen ed Ettore, 24 e 16 anni, che sono attorniati, oltre che dagli affetti personali, da quelli dei numerosi amici.


I telefoni continuano a squillare e, anzichè essere la chiamata che si aspetta da giorni, quella che fa terminare un'attesa che erode il corpo e la mente, sono quelle di amici oltre che di giornalisti. Segni di cortesia certo, necessità di raccogliere informazioni, ma ovviamente tutto questo è molto stancante. Difficile tenere i nervi saldi, loro lo stanno facendo. Tantissimi anche i messaggi via cellulare, attraverso la posta elettronica e nei canali social rivolti prima di tutto a Karen ed Ettore.

Chiesa aperta per condividere i ricordi

«Un bel gesto quello dell'incontro in Duomo venerdì sera», commentano i familiari. Alcuni amici della coppia, stimatissima sia umanamente che professionalmente, lo hanno chiesto all'arciprete Luca Moretti che si è messo a disposizione, ed oggi alle 21 la chiesa sarà aperta a quanti vorranno ritrovarsi e condividere. Un segno concreto, diretto, di come quanto si sta affrontando in questi giorni non è un dramma esclusivamente personale. Questo dà anche quella forza che è necessaria per andare oltre quanto accaduto, con i tempi che ci vorranno.
Nel frattempo l'amatissima montagna sembra inesorabilmente non voler dare, a chi spettano, Davide ed Erica. Per Davide una passione diventata professione, con il negozio di articoli sportivi e specializzati, e con la qualifica di guida alpina. Per Erica, impiegata amministrativa, da sempre dinamica, una delle sue attività ancor più condivise talvolta con il marito, come appunto domenica scorsa.
Necessario per le famiglie, doveroso per tutti coloro che sono coinvolti in questa disgrazia, conoscere «se qualcuno avesse dovuto fermare le ascese e quindi controllare la pericolosità di quel ghiacciaio. La Provincia autonoma di Trento ha un apposito ufficio Previsioni e pianificazione». Ed ancora, senza nessuna critica agli instancabili soccorritori, «se organizzativamente sul posto sarebbero potute giungere, già nelle prime ore dal disastro, le attrezzature utili all'individuazione dei dispersi».


Richieste legittime che potrebbero portare alla costituzione di un potenziale Comitato vittime Marmolada. «Non è da escludere, ma se ne parlerà solo ed esclusivamente quando - afferma Luca Miotti - questa vicenda sarà conclusa, ad ora non c'è stato nessun contatto tra le famiglie».

L'iniziativa del Cai 

Ieri sera la sezione di Castelfranco del Cai si è incontrata per decidere assieme come aiutare i figli di Davide ed Erica e come ricordare la guida alpina 51enne. Oggi la proposta verrà formalizzata alla famiglia dello sfortunato alpinista e dei compagni di cordata, tutti inghiottiti domenica dalla valanga di ghiaccio sulla Marmolada.

Foto: Davide Miotti, al centro, tra Gianmarco Gallina e Emanuela Piran

Ultimo aggiornamento: 11:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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