Incinta a 13 anni, fidanzato sparito. La madre: «Ridatemela e non toglietemi gli 11 fratelli»

Giovedì 31 Ottobre 2019 di Michelangelo Cecchetto
Cittadella. Incinta a 13 anni, la madre: «Ridatemela e non toglietemi gli 11 fratelli»
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CITTADELLA (PADOVA) - «Chiedo di avere notizie di mia figlia, di poterle almeno parlare, non voglio che me la portino via, come anche per gli altri figli che potrebbero tornare a scuola. Non abbiamo più notizie del fidanzato che ora dice addirittura di non essere lui il padre. Non si fa più trovare, è sparito. Ci sta facendo solo del male, non doveva comportarsi così, dice solo falsità». Le parole, accorate, sono quelle della madre della tredicenne, fidanzata con un uomo di 32 anni, ragazzina che tra poco più di due settimane diventerà mamma.

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A fine settembre ricoverata per controlli all'ospedale di Cittadella, è stata affidata dai servizi sociali ad una struttura protetta. Il caso è diventato di dominio nazionale con la senatrice Daniela Santanchè che durante la trasmissione in diretta su Rete 4 Dritto e Rovescio ha dichiarato di attivarsi perché anche gli altri figli minori, undici in totale quelli della signora  quarantenne, siano portati in centri specifici. La famiglia, di origine sinti, marito e moglie sono italiani, vive all'aperto con un camper, un'auto e delle tende. Si spostano, rapidamente, lungo le rive del fiume Brenta, prevalentemente nelle municipalità vicentine e poi nelle confinanti padovane. Sulla vicenda il sindaco di Cittadella spiega: «Tutti parlano, lasciando ai Comuni la soluzione di una situazione che vede prima di tutto la responsabilità dei servizi sociali. La legge parla chiaro indicando la competenza nei servizi del Comune di residenza. Nel caso delle municipalità padovane dell'Ulss Euganea avendo il regime dei servizi sociali delegati. Cittadella versa 750 mila euro all'anno all'azienda sanitaria per la delega. Se dovesse arrivare una fattura relativa all'assistenza della ragazzina, Cittadella non la pagherà, a meno che non venga pagata per quota parte da tutti i Comuni delle tre aziende sanitarie interessate al caso: Bassano del Grappa e Vicenza, principalmente, poi Padova». Pierobon sottolinea anche che «bisogna vedere se la famiglia vuole essere aiutata, accettando cioè di rispettare tutte le regole, non solo quelle che fanno comodo». Un'azione corale è l'unica potenziale soluzione anche per il neo sindaco di Pozzoleone Edoardo Tommasetto. «Non deve essere il sindaco del singolo Comune dove si trovano ad agire - spiega Tommasetto - già si spendono soldi pubblici per i controlli specifici e le varie ordinanze, ma le istituzioni sovraordinate, con la collaborazione nostra. Quindi, aziende sanitarie e prefetture di Vicenza e Padova. Un tavolo era stato aperto dal mio predecessore, ma poi non se n'è fatto più nulla».
Michelangelo Cecchetto 

Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio, 09:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA