Si dimette il prete a favore della legittima difesa: «Don Marino rimosso, ecco il perché»

Domenica 12 Gennaio 2020 di Serena De Salvador
Si dimette il prete a favore della legittima difesa: «Don Marino rimosso, ecco il perché»
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ALBIGNASEGO (PADOVA) La chiesa come una bolgia. La tanto attesa motivazione ufficiale dell'allontanamento di don Marino Ruggero dalla parrocchia di San Lorenzo di Albignasego è arrivata ieri sera e ha suscitato non poco clamore, tanto da arrivare a grida e accuse tra fedeli davanti all'altare. Il sacerdote ieri mattina ha lasciato la canonica di una delle parrocchie del secondo comune più popoloso della provincia euganea. A salutarlo il Don Marino ti aspettiamo su due striscioni affissi dal consiglio pastorale, che lo difende a spada tratta e promette battaglia per farlo tornare. «Dobbiamo dare un segnale forte, lotteremo perché la verità venga a galla. Ci stiamo attivando per inviare lettere al Vaticano» spiega il vicepresidente Sergio Battisti.

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LA SPIEGAZIONE
Se la maggioranza dei parrocchiani si è da subito schierata a favore di don Marino, la loro posizione è diventata ancor più evidente alla messa di sabato sera, quando per la prima volta sono stati annunciati i motivi che hanno portato alle dimissioni, volontarie ma consigliate dalla Curia. Monsignor Giuliano Zatti, vicario generale della diocesi, ha letto una lettera che il vescovo Claudio Cipolla ha indirizzato ai fedeli. «Nel corso dell'ultimo anno sono giunte varie segnalazioni relative a comportamenti personali non conformi allo stato clericale che hanno consigliato l'apertura di un'indagine previa. Raccolti ulteriori elementi, il vescovo ha avviato un provvedimento di rimozione. A fronte di tale decisione don Marino il 2 gennaio ha rassegnato le dimissioni». 

SUI BANCHI
Apriti cielo. La chiesa era gremita da oltre duecento persone, un numero mai visto a quell'ora. Sgomenti, infuriati, in lacrime i fedeli stentavano a credere a quelle parole. L'ipotesi fin da subito più accreditata in paese era stata proprio quella delle segnalazioni da parte di qualcuno a cui don Marino avrebbe pestato i piedi. Malelingue, sembrava all'inizio, arrivate a sostenere che il parroco avesse delle frequentazioni femminili che non rientrano tra quelle concesse ai religiosi. Voci che si sono concretizzate nella forma di segnalazioni alle alte sfere della Curia, facendo leva sui comportamenti del parroco, già noto per posizioni in sostegno alla legge sulla legittima difesa, sui Rom ma anche sulla volontà di partecipare a reality show

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Se però la vivace personalità di don Marino non era un mistero, altrettanto vale per il fatto che qualcuno avrebbe sofferto la sua presenza. La profonda rivoluzione avviata dal parroco ha sconquassato gli equilibri creatisi in ventisette anni di gestione del predecessore, facendo perdere posizioni predominanti a qualche personaggio di spicco che avrebbe dato il via al boicottaggio. Fedeli che ieri sarebbero stati presenti alla messa, un vero e proprio affronto: «Vergognatevi! Avete il coraggio di venire qui dopo essere riusciti ad annientare un uomo che per noi ha fatto solo del bene», ha gridato un uomo al termine della funzione. 

LE FIRME
All'esterno è stata avviata una raccolta firme che conta già decine di nomi mentre don Marino è tornato ad affidare ai social il suo sfogo. Dopo il post con cui annunciava le dimissioni, ha citato il controverso scienziato Lawrence Krauss sostenendo che essere sé stessi con gli altri ha l'incredibile vantaggio di allontanare senza sforzo chi si è ritrovato nella tua vita per sbaglio. E ancora: Le risposte arrivano da sole, piano. Tutte. Al suo posto il vescovo ha nominato come amministratore parrocchiale monsignor Giovanni Brusegan ma la serenità sembra lontana da San Lorenzo. A memento, resta l'anonimo pensiero vergato sul libro delle presenze: Una parrocchia piena di falsità. 
Serena De Salvador

Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA