Candidopoli, il sindaco Peotta: «Mai visto in paese il mio sfidante, irraggiungibili altri consiglieri»

Sabato 25 Settembre 2021 di Camilla Bovo
Il sindaco di Barbona, Francesco Peotta

BARBONA - Il Comune di Barbona è stato uno dei primi a veder entrare in consiglio comunale, seppure nelle fila dell’opposizione, "L’Altra Italia". Nel maggio 2019 il sindaco Francesco Peotta ha infatti dovuto affrontare alle urne il candidato Domenico Farlò, 57enne di Maratea (Potenza), rappresentante di un misterioso partito del quale si sapeva ancora poco o nulla. L’esito della sfida elettorale è stato piuttosto scontato. Peotta si è aggiudicato il terzo mandato, con il 94,29% delle preferenze accordate. L’Altra Italia, in virtù di 23 voti ottenuti su un totale di 429, è comunque riuscita a ottenere tre seggi. Come noto ora l'inchiesta Candidopoli ha smascherato queste liste per lo meno strane, popolate da candidati residenti in regioni assai lontane.

I SEGGI
I tre seggi sono andati uno per il candidato sindaco Farlò, uno per Francesco Foti, vigile urbano a Rovigo, e un altro per Paolo Zanella, pensionato di Castelmassa. Cosa è successo dopo? «È stata fin da subito una situazione strana, senza alcun senso logico, se mi è consentito dirlo – commenta Peotta –. Farlò viveva in provincia di Lecce, e, come lui stesso ha detto, neppure sapeva che sarebbe stato candidato a Barbona. Fin da subito ha manifestato l’intenzione di presentare le dimissioni. Ma per farlo avrebbe dovuto raggiungere l’ufficio protocollo, non bastava l’invio di una pec. Un viaggio inutilmente lungo e oneroso. Ci ha quindi chiesto di farlo decadere e così abbiamo fatto, dopo le prime tre sedute del consiglio alle quali, naturalmente non si è presentato». 

Decaduto Farlò la vicenda si è fatta paradossale. «A quel punto dovevamo procedere con la surroga e la nomina del primo dei non eletti tra gli altri candidati in lista. – spiega ancora il sindaco Peotta –. È risultato esserlo un cittadino residente a Ugento, in provincia di Lecce, ma non siamo mai riusciti a raggiungerlo, anche se abbiamo tentato in tutti i modi. Va detto che le liste vengono presentate senza numero di telefono e che nemmeno tra candidati consiglieri si conoscono. Ci siamo anche attivati mettendoci in contatto con il Comune pugliese, chiedendo aiuto. Ma neppure loro sono riusciti a rintracciarlo». 
Da quando si è insediato, quindi, due anni e mezzo fa, il consiglio comunale di Barbona ha un componente in meno. «Dovrò parlarne con il Prefetto – continua Peotta –. È un dovere istituzionale ripristinare la completezza del consiglio comunale». 

I PRESENTI
Quanto agli altri due consiglieri comunali de L’Altra Italia, ovvero Francesco Foti e Paolo Zanella (che nella stessa tornata elettorale si erano candidati pure a Calto, nel Rodigino), hanno partecipato a diverse sedute del consiglio comunale di Barbona, facendo registrare solo alcune assenze. 
Foti, ora, è decaduto in quanto il giudice ha imposto la sospensione di dodici mesi dal pubblico ufficio. Al momento, nella sede municipale di Barbona non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale in tal senso. 
«Eravamo sorpresi quando L’Altra Italia si è candidata nel nostro Comune e siamo sorpresi anche adesso, alla luce di quanto emerso – conclude il sindaco Francesco Peotta –. Non si riesce a cogliere il pro di una simile iniziativa politica, che davvero sembra non avere senso e che evidentemente non ha a cuore il bene della comunità. Come Comune ci rimettiamo a quello che deciderà la magistratura». 
Ma quali possibilità si prospettano ora per il Comune di Barbona? Difficile dire, almeno per il momento, cosa accadrà. Con sette consiglieri oltre al sindaco, la maggioranza avrebbe comunque i numeri per portare avanti la propria attività amministrativa. Ma, in merito, non è stata resa nota alcuna decisione e non è dato sapere se questo clamoroso colpo di scena avrà ripercussioni anche per l’amministrazione comunale.

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Ultimo aggiornamento: 11:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA