Recidivo dell'autovelox, ricorsi a raffica per un cavillo: «Apparecchio non omologato». Ma perde sempre

Martedì 25 Gennaio 2022 di Alessia Trentin
Recidivo dell'autovelox, ricorsi a raffica: «Non è omologato»
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BELLUNO - Recidivo dell’autovelox: non si arrende e continua a fare ricorso ad ogni multa. «È un apparecchio non omologato», obietta un automobilista bellunese, ma puntualmente il giudice gli dà torto. L’ennesimo procedimento è finito ieri sul tavolo della giunta: è stata impugnata una sentenza del giudice di pace e il Comune di Belluno ha deciso di costituirsi in giudizio e ha dato mandato all’avvocato civico, certo di vincere.

LA QUESTIONE

Periodicamente, infatti, un automobilista bellunese, ormai noto agli uffici di Palazzo Rosso, si rifiuta di pagare le sanzioni elevate dai dispositivi di controllo della velocità sparsi lungo le strade del capoluogo e fa causa al Comune nella speranza di ottenere una vittoria e vedersi cancellata la multa. Ora il nuovo procedimento. «È una questione che non ci preoccupa – rivela il sindaco, Jacopo Massaro -, l’iter l’abbiamo seguito già più e più volte. Ogni volta è necessario avviare tutte le procedure e aggiungere spese, ma è d’obbligo farlo. Sappiamo con certezza che i nostri autovelox sono del tutto regolari, il Tribunale l’ha ribadito più volte e di cause così ce ne sono in tutta Italia».  

Non è chiaro se l’automobilista si scagli in particolare contro uno degli apparecchi o se prenda regolarmente multe da tutti, certo è che sembra un pasticcio linguistico all’italiana, la questione, e più che sui banchi del Tribunale dovrebbe essere discussa all’Accademia della Crusca. Sì perché pare che alla base dei ricorsi che si rincorrono sul tema lungo tutto lo Stivale ci siano due termini, utilizzati come sinonimi nella norma che regola l’utilizzo degli autovelox, ma che sinonimi di fatto non sono. «È una questione terminologica sciocca – spiega il sindaco, Jacopo Massaro -, creata da una norma scritta male. Semplicemente la legge in alcuni casi parla di “apparecchi omologati” e in altri di “apparecchi approvati”. In verità gli apparecchi omologati non esistono, nel senso che lo Stato non ha mai fatto un decreto per stabilire quali siano i requisiti per l’omologazione, quindi al giorno d’oggi nessuno può omologare un apparecchio se non esiste una legge che definisce quali siano i requisiti. Di conseguenza sono solo tutti, semplicemente, approvati. Il nostro apparecchio non è omologato, è vero, ma nessun apparecchio in Italia lo è perché non esiste un decreto sul tema. Per la norma e per la giurisprudenza consolidata basta questo, ma ogni tanto si trovano dei giudici di pace che danno ragione a chi fa causa». Ma non fino in fondo, perché in passato le cause intentate dai cittadini attaccandosi al vizio di forma sono finite con la vittoria di Palazzo Rosso. Il cittadino in questione, sostiene infatti che il macchinario responsabile di aver rivelato la sua velocità e di avergli causato la multa non sia regolare, per i motivi spiegati sopra. In appello o in Cassazione, finora, il Comune ha sempre strappato la vittoria. «Se il cittadino avesse ragione, allora nessun autovelox potrebbe funzionare in Italia – conclude il sindaco -, perché la questione è la stessa per tutti».

LA VELOCITÀ

Nel 2021 le multe totali per eccesso di velocità sono passate da 2.644 a 10.968. A far strage in particolare l’autovelox di via Miari, entrato in funzione a novembre del 2020. Lo scorso anno anche Globoconsumatori aveva presentato un ricorso per conto di un automobilista per la mancata omologazione dell’apparecchio. Che però, stando alle parole dell’inquilino di Palazzo Rosso, non sembrerebbe essere un problema. 

Ultimo aggiornamento: 07:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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