Malga Foca distrutta dalle fiamme, è stato un piromane: lo cercano

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Malga Foca distrutta dalle fiamme, è stato un piromane: lo cercano

di Dario Fontanive

LA VALLE AGORDINA - La malga è in fiamme, ma la strada è stata distrutta dal maltempo: i vigili del fuoco devono percorrere oltre 2 chilometri a piedi per andare a spegnere l'incendio. Intervento difficoltoso ieri pomeriggio 1495 metri sotto il Monte Zelo e il Castello di Moschesin, a La Valle, dove è bruciata Malga Foca. La baita, completamente ristrutturata di recente, non era in attività, ma era spazio destinato agli escursionisti, per un ricovero. Ieri alle 14.30 è divampato il violento incendio che l'ha distrutta. Le cause sarebbero da riportare alla mano dell'uomo: i carabinieri indagano cercando le persone che si sono allontanate. Al lavoro fino ieri a ieri notte una ventina di pompieri.

 
Una tempesta di chiamate ieri al 115 intorno alle 14.30 segnalavano che Malga Foca stava bruciando. I vigili del fuoco si sono subito mobilitati con 6 mezzi e 20 uomini dal distaccamento di Agordo, da Belluno oltre ai volontari agordini e di Selva. Impossibile però arrivare alla località visto che la strada d'accesso è stata distrutta in parte dagli eventi alluvionali di fine ottobre. A quel punto è stata predisposta una vasca al campo sportivo di La Valle, poco distante dalla frazione di Conaggia, e è intervenuto l'elicottero Drago di Venezia che ha fatto da spola per portare acqua sul luogo dell'incendio. LE DIFFICOLTÀ Nel frattempo i pompieri sono saliti a piedi, facendo oltre 2 chilometri. L'elicottero ha portato anche altro personale e motopompe sul posto. Sono state utilizzate creando delle lance per spegnere il fuoco, rifornendosi di acqua dagli abbeveratoi degli animali che erano stati riempiti dall'elicottero. LA BAITA Tutte le fasi dell'intervento sono state seguite dal sindaco di La Valle, Ezio Zuanel. «Purtroppo - dice sconsolato - casera La Foca è andata completamente distrutta. Non è più possibile salvare niente si è interamente bruciata. Questo immobile è di proprietà comunale e era stata sistemata solo pochi anni fa, con pannelli solari, servizi. Il tetto era nuovo e di lamiera insomma era un vanto per il nostro paese. Da anni ormai non era più monticata e lo stabile servita come punto di ricovero per gli escursionisti. Veniva accudita e sistemata dal Gruppo ambiente di La Valle che oltre che prendersi cura di questo stabile ha sempre provveduto a mantenere pulito il territorio circostante e questa è stata una grande fortuna in quanto grazie a questa opera di pulizia che viene svolta dal Gruppo ambiente le fiamme non si sono propagate al bosco circostante». «Un plauso ai vigili del fuoco - dice il sindaco - che nonostante le problematiche sono riusciti a raggiungerla a piedi». LE CAUSE Per quanto riguarda l'origine dell'incendio sembra certo che ci sia la mano dell'uomo. Bisognerà capire però se si è trattato di dolo o di un evento accidentale di fronte al quale le persone che erano in malga si sono date alla fuga. I carabinieri stanno indagando e da quello che ci è dato di sapere sarebbero già sulle tracce dei possibili autori, attraverso le targhe delle auto che sarebbero state viste allontanarsi dai luoghi, da dove poi si accede a piedi alla casera.
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Lunedì 14 Gennaio 2019, 10:30






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2 di 2 commenti presenti
2019-01-16 09:45:38
Se è doloso allora potrebbe essere opera di qualche oppositore politico, qualcuno che non voleva dirottare risorse pubbliche sul restauro della malga. Però non escluderei l’opera di qualche balordo che conserva vecchi rancori nei confronti dei sostenitori dell’opera
2019-01-14 10:54:43
Si affannano, lo cercano, lo trovano. Risultato: una denuncia a piede libero e via di nuovo a bruciare un altro edificio.