Gara del gas truccata: chiesto il rinvio a giudizio per Perezin, Zanolla e Piccoli

Sabato 23 Ottobre 2021 di Davide Piol
Tribunale di Belluno

BELLUNO - Fascicolo A tutto gas: attesa finita. Il procuratore Paolo Luca ha chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Feltre Paolo Perenzin, il sindaco di Quero e amministratore unico di Bim infrastrutture Bruno Zanolla, e il direttore tecnico della società, nonché ex senatore ed ex sindaco, Giovanni Piccoli. L'ipotesi di reato è turbata libertà degli incanti e riguarda la gara per l'affidamento del servizio di distribuzione del gas in provincia. Italgas, nel frattempo, ha chiesto copia degli atti tramite l'ex ministro della Giustizia Paola Severino e valuterà se costituirsi o meno parte civile. Sulla base di quanto raccolto dalla Procura, i tre indagati avrebbero tentato di bloccare la gara in tutti i modi. Facendo pressione, ad esempio, sul responsabile unico del procedimento (rup), ossia la dirigente del Comune di Belluno Maura Florida, affinché l'annullasse. Il 22 novembre 2019 era stata sollevata una mozione dall'assemblea dei sindaci indotta secondo la pubblica accusa dal sindaco di Feltre.

LA LETTERA

Un mese dopo, Florida avrebbe ricevuto una lettera, a firma di Paolo Perenzin, con cui veniva intimata a sospendere l'ulteriore corso della gara, «prospettando, in caso di rifiuto, conseguenze negative per la sua carriera di dirigente amministrativa». E avvisandola che sarebbe stata comunque «chiamata a rispondere personalmente dei danni economici causati a Bim infrastrutture e ai soci». Sarebbe seguita un'altra lettera, il 27 gennaio 2020, con lo stesso tono e firmata sempre dal Perenzin(avvocato Luciano Perco). Il rifiuto inflessibile della dirigente di Belluno avrebbe spinto i vertici del Bim, Zanolla (avvocato Massimo Moretti) e Piccoli (avvocati Carlo Tremolada e Mario Mazzoccoli), a chiedere aiuto al ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà definito dalla Procura un intermediario inconsapevole per allacciare i rapporti con Roma (tentativo poi fallito). I tre indagati si sono sempre definiti amareggiati per quanto accaduto, spiegando di aver svolto il loro lavoro con l'obiettivo di «difendere gli interessi dei cittadini».

GLI INDAGATI

Il sindaco di Feltre Paolo Perenzin, il giorno in cui era scoppiato il caso, aveva specificato: «Tutto quello che ho fatto relativamente alla vicenda della gara del gas è stato fatto alla luce del sole, in assoluta trasparenza, con atti ufficiali e con la finalità di difendere l'interesse pubblico». Quanto alle lettere e alle intimidazioni che secondo la Procura sarebbero state rivolte a Florida: «Dichiaro la mia assoluta estraneità alle asserite condotte oggetto di contestazione. Difendere gli interessi dei cittadini non è un reato». Amareggiato, e insieme tranquillo, l'amministratore unico di Bim Infrastrutture Zanolla: «Ho una serenità di fondo che mi deriva dal fatto che tutto quello che abbiamo svolto, l'abbiamo svolto per difendere il patrimonio bellunese con atti ufficiali». Giovanni Piccoli, direttore tecnico di Bim Infrastrutture, è accusato di aver fatto pressioni alla stazione appaltante affinché la gara venisse annullata. «Ho totale fiducia nella magistratura aveva detto Ritengo che riusciremo a far emergere quello che abbiamo voluto evidenziare durante le nostre operazioni a tutela degli interessi del patrimonio dei bellunesi».

ORA TOCCA AL GIP

Quando le indagini sono state chiuse, gli avvocati della difesa hanno depositato delle memorie difensive che però sembrano non aver prodotto alcun risultato: «Non c'è nulla di nuovo ha spiegato il procuratore sono convinti di aver agito nell'interesse pubblico, sennonché avrebbero potuto farlo utilizzando gli strumenti che gli erano consentiti». Si attende ora la decisione del giudice per le indagini preliminari.
 

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