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Il sindaco: «Comelico in grave difficoltà economica», torna la voglia di passare all'Alto Adige

Domenica 18 Settembre 2022 di Yvonne Toscani
Il referendum di Sappada
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COMELICO SUPERIORE - Da una parte non si esclude di riprendere in mano il referendum per il passaggio nel vicino Alto Adige, dall’altra ci si sente “orfani” di un Fondo, quello dei comuni confinanti, perché posizionati in terza fascia, per la quale non è previsto alcun sostegno finanziario diretto. Corre tra questi due estremi esemplificativi, rispettivamente di Comelico Superiore e San Pietro, la difficoltà in cui versa il territorio comeliano. Alla situazione attuale, figlia di decisioni che esulano dal contesto locale e regionale, a condizioni invariate, la strada sembra tracciata.

«Un’eventuale ripresa della questione referendaria non è imminente – afferma il sindaco di Comelico Superiore, Marco Staunovo Polacco, che a suo tempo non era allineato sulle posizioni referendarie –. Non accadrà domani. Ma la richiesta sarà automatica e comprensibile qualora la situazione attuale generale permanga, qualora il percorso della chiusura della galleria Comelico, del collegamento sciistico interregionale e di altre iniziative che abbiamo in essere fosse negativo per il comprensorio. Oggi, dal punto di vista economico, la situazione in cui ci ritroviamo non è più sostenibile». 

Esiti che, come noto, sono indipendenti sia dalle scelte amministrative locali sia da quelle venete. Insomma il referendum, che nel 2014 non raggiunse il quorum, non è così distante dall’essere riproposto. Su questo il sindaco non ha alcun dubbio. A distanza di decenni, la questione sulla mancanza delle pari opportunità è ancora aperta: essere incuneati tra due realtà regionali a statuto speciale pesa enormemente in Comelico. Una difficoltà che le misure derivanti dal Fondo dei comuni confinanti mitigano ma non risolvono completamente. 
«Esse sono apprezzate – continua il primo cittadino di Comelico Superiore –. Rappresentano un beneficio diretto ed importante. Abbiamo però necessità di avere misure concrete per i cittadini, le imprese, gli enti per poter metterci nelle condizioni di sostenibilità». Per il sindaco, comunque, non si tratta di un ricatto: o condizioni concrete o referendum. Per l’amministratore è una questione di dignità: quella di continuare a vivere in Comelico alla pari di altre zone. 
Nel frattempo ad una precisa domanda sulla disponibilità di accogliere i comeliani, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha risposto negativamente perché essi non facevano parte del Tirolo storico, come invece Cortina, Livinallongo del Col di Lana e Colle Santa Lucia. Non ci sarà nessun referendum, invece, per San Pietro, che non confina con alcuna regione “speciale”. Al massimo lo fa con l’Austria. E proprio verso Vienna aveva puntato una quindicina d’anni fa l’allora sindaco di San Pietro che, provocatoriamente, sulla scia del proliferare delle consultazioni per un passaggio di qua ed uno di là, aveva annunciato l’esistenza di un comitato referendario per l’Anschluss oltreconfine. 
Una posizione insolita sulla quale avevano lavorato anche i carabinieri. «Assolutamente non c’è alcuna intenzione in questo senso – sorride il primo cittadino, Manuel Casanova Consier –. Permane, però, la nostra anomala situazione: siamo l’unico comune del comprensorio a non rientrare né nella prima fascia né nella seconda, dei Comuni confinanti». Come sospesa nel vuoto, nel nulla, la realtà di San Pietro si sente orfana dei finanziamenti di confine. Fortunatamente il Comelico può contare sulla solidarietà, anche amministrativa. «È doveroso segnalare e ringraziare – conclude il primo cittadino – gli altri Comuni e l’Unione montana per le proposte progettuali che, finanziate dal Fondo, danno comunque sollievo ai cittadini di San Pietro, seppur indirettamente. Analogo discorso va fatto per la Provincia di Belluno che interviene con i fondi di compensazione». 
 

Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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