Il blitz plateale del cardinale Krajewski, ma la Chiesa non dimentichi anche i penultimi

Mercoledì 15 Maggio 2019
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Egregio Direttore,
mi permetto una chiosa alla Sua risposta alla lettrice Cecchinato e, con l'occasione, ritengo di completare l'intervento della lettrice Gobbo, apparsi entrambi sul Gazzettino di oggi, 14 maggio 2019, a proposito della prodezza del Cardinal Krajewski.
Se il protagonista si fosse limitato a convincere chi di dovere all'interno della Chiesa di intervenire a compiere un atto umanitario nei confronti di acclarati bisognosi, avrebbe compiuto un gesto consono alla sua figura ma il gesto, se sottolineato dai media, sarebbe stato considerato assolutamente normale anche se foriero di una pericolosa, per le casse del Vaticano, primogenitura.
Intervenire illegalmente si è rivelato un atto rivoluzionario perché solo quello che è trasgressivo e, nella fattispecie, illecito è ciò che il protagonista voleva, aveva architettato e deliberatamente compiuto. E così il messaggio ha assunto quella teatralità in virtù della quale sono venuti alla ribalta episodio ed attore nello spettacolo cui bisogna dar vita oggi per incrementare l'audience.

Euro Bertocco
Monselice (Pd)

Caro lettore,
lei tocca un aspetto particolarmente delicato di questa particolarissima vicenda. Perché se, come lei ritiene, quella del cardinale era un' iniziativa finalizzata prima che a ridare la luce agli inquilini (abusivi) di quel palazzo, a far accendere i riflettori non tanto sulla sua persona quanto su una scelta politica, allora le mie perplessità aumentano ulteriormente. Voglio sperare che un cardinale non si pieghi alle esigenze della politica spettacolo e se parla di solidarietà a quello e non ad altro pensi. Certo in questa vicenda, comunque la si pensi, resta una domanda ancora senza risposta: perché si sia scelta la strada dell'incursione nel palazzo e della riattivazione abusiva dell'energia, invece che quella del pagamento delle bollette arretrate, sicuramente meno dirompente dal punto di vista mediatico, ma certamente più efficace sul piano umanitario e dei risultati concreti per gli inquilini del palazzo. Aggiungo una considerazione: certamente la Chiesa deve avere a cuore gli ultimi. Ma senza dimenticarsi dei penultimi. Che, in questo caso, sono le persone che con grandi sacrifici pagano le bollette e gli affitti. E si sforzano di rispettare le leggi, anche quando questo costa fatica, sofferenza e rinunce.
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