Desirée, i servizi sociali avvertirono la famiglia: «Quella ragazza fuori controllo»

Desirée, i servizi sociali avvertirono: «Quella ragazza fuori controllo»

di Michela Allegri e Camilla Mozzetti

Aveva abbandonato la scuola dopo il primo anno, trascorreva intere giornate e a volte nottate fuori di casa. Frequentava giri rischiosi, aveva iniziato ad assumere droghe. I servizi sociali del Comune di Cisterna di Latina, che seguivano il caso di Desirée Mariottini, avevano segnalato al Tribunale dei minorenni che quella ragazzina di 16 anni era in pericolo e, forse, doveva essere seguita un po' di più. Tanto che il Tribunale, dopo la separazione dei genitori il padre era anche gravato da un provvedimento di divieto di avvicinamento alla ex compagna la aveva affidata alla nonna. Nessuno, però, era riuscito a metterla al sicuro da quelle amicizie pericolose. Da un mese almeno, Desirée aveva iniziato a frequentare lo stabile abbandonato d via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo, dove nella notte tra il 18 e il 19 ottobre è stata imbottita di droghe e psicofarmaci, stuprata da un branco di pusher e lasciata morire, abbandonata su un letto sudicio.

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Mentre 4 aggressori sono in carcere con l'accusa di omicidio e violenza sessuale di gruppo, gli inquirenti stanno cercando altri due possibili complici di nazionalità araba, i loro nomi sono stati fatti da uno degli indagati e da alcuni testimoni e un pusher italiano, che avrebbe rifornito il branco dei medicinali utilizzati per sedare la sedicenne.
 
 


IL FASCICOLO
La procura, però, acquisirà il fascicolo dei servizi sociali su Desirée, per capire come sia stato trattato il caso e per verificare se ci siano state eventuali omissioni da parte di avrebbe dovuto prendersi cura di lei. «Non ha mai avuto nessun problema e ha frequentato la scuola fino alla terza media nel comune di residenza, poi si è iscritta all'Istituto agrario di Latina, dove ha frequentato con esito infruttuoso solo il primo anno di studi ha raccontato agli agenti della Squadra Mobile il padre della sedicenne, Gianluca Zuncheddu poi ha abbandonato gli studi... sono stato informato il 19 ottobre che mia figlia non era rientrata a casa e che la madre aveva presentato una denuncia di allontanamento».

I nuovi amici che quella notte erano insieme a lei, conosciuti alla stazione Termini o tra le mura di quello stabile abbandonato, raccontano che la ragazzina era scappata di casa da giorni. Sono gli stessi amici che ora rischiano di essere a loro volta indagati per omissione di soccorso, per avere assistito alle violenze e alla morte senza provare a salvare la ragazzina. Qualcuno, addirittura, potrebbe rischiare l'accusa di favoreggiamento o concorso in omicidio. Le ultime ore di vita di Desirée sono una storia di degrado senza fine: il branco che a turno approfitta di lei, all'interno di un container, mentre la sedicenne è praticamente incosciente; il suo corpo che viene rivestito e spostato; i soccorsi chiamati troppo tardi, in modo anonimo. E i presenti che, insieme, decidono di andare via: «Avevamo paura che la polizia ci ritenesse tutti responsabili», ha detto un testimone.

IL NUOVO RACCONTO
Sulla ricostruzione delle ultime ore di vita di Desirée, però, c'è chi solleva dubbi. Antonella, una delle testimoni, mette in discussione la ricostruzione fornita dalle altre persone che quel pomeriggio si trovavano nel palazzo dell'orrore. «Mi sono dovuta allontanare da Roma perché dei senegalesi mi cercavano dice la ragazza quello che hanno detto gli altri non è vero, si sono messi d'accordo: Desirée quel pomeriggio è stata con me in giro San Lorenzo fino alle 17, non si è sentita male alle 15 perché eravamo in piazzetta». Intanto agli atti del fascicolo sono stati depositati i verbali di spontanee dichiarazioni fatte da uno degli imputati, Mamadou Gara, detto Paco, al momento dell'arresto: «Quella ragazza la chiamavo Maman, mi aveva detto di avere 23 anni. Abbiamo avuto un rapporto e verso le 16 ho lasciato lo stabile. Sono tornato alle 3 e hanno detto che era morta. La droga non gliel'ho data io».

Ieri la mamma e la nonna della ragazzina sono state in Procura e in Questura. I pm hanno dato il nullaosta alla sepoltura. Oggi, a Cisterna, alle 15,30 nella chiesa di San Valentino ci saranno i funerali di Desirée. A Roma, come annunciato nei giorni scorsi dal sindaco Virginia Raggi, verrà proclamato il lutto cittadino. Intanto, resta in carcere Yusif Salia, il ghanese di 32 anni accusato, insieme a Brian Minteh, Mamadou e Chima Alinno, dell'omicidio e della violenza. Il giorno dopo lo stupro era fuggito da Roma. È stato arrestato vicino a Foggia. Il gip del Tribunale pugliese ha convalidato il fermo, mentre l'interrogatorio di garanzia è slittato ai prossimi giorni.
 
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Martedì 30 Ottobre 2018, 07:40






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5 di 14 commenti presenti
2018-10-31 09:15:53
Ok. Aggiunto alla lista delle cose di cui non mi frega niente.
2018-10-31 08:22:22
è evidente che la povera ragazzina si è buttata nella tana del lupo cattivo dove vivevano tanti altri lupi cattivi... altro che ingenuità, se l'è proprio andata a cercare ... in cerca di droga, disponibili per altre dosi di droga, e quei lupi cattivi hanno preso la palla al balzo perchè nella loro cultura una donna (anche se ragazza) che si vende per così poco non merita gran rispetto. E da loro, queste faccende non hanno grandi clamori. Comunque grazie sinistra che hai fatto entrare tante risorse che devono apgarci le pensioni. Chi lavora e ha una casa normale può restare: gli altri A CASA anche se profughi col permesso umanitario!!!
2018-10-31 06:58:58
Favoreggiamento e concorso in omicidio anche a chi ha permesso a queste risorse di venire qui, e di restarci, no?
2018-10-30 17:21:41
...quindi ha perfettamente ragione Mughini.
2018-10-30 17:14:45
Lutto cittadino? Perche' non Nazionale? Quale sarebbe l' esempio da seguire di questa ragazza? Di anarchia? Ma per favore finiamola con queste ipocrisie e trattiamolo come un omicidio perpretato da 4 belve umane.