Giovane esclusa da una palestra a Modena perché indossa il velo, il titolare: «Non accetto Batman o suore»

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Foto di archivio
Una giovane italiana, di origine marocchina, è stata esclusa da una palestra privata di Mirandola (Modena), perché indossa il velo, lo hijab . Lo denuncia il Comune al quale la ragazza si è rivolta. «Il proprietario - ha raccontato la ragazza, 28 anni, di professione interprete, in Italia da vent'anni, in una lettera al sindaco - ha rifiutato la mia iscrizione poiché mi vesto in modo poco occidentale. Ho chiesto chiarimenti e ha risposto che nella sua palestra non iscrive Batman o suore, alludendo al velo che copre il mio capo». 

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Il proprietario della palestra, ha raccontato la ragazza, «ha concluso dicendo: 'mia palestra, mie regole'. Conosco la legge, la Costituzione e i suoi principi e i suoi precetti, e ciò che mi è successo non ha scusanti», sottolinea la giovane.

 



Il Comune di Mirandola, centro della Bassa modenese, al quale la ragazza si è rivolta, le ha espresso solidarietà e ha condannato l'episodio. L'Amministrazione comunale ha già incontrato la giovane, alla quale ha assicurato supporto per ogni azione che intendesse intraprendere per far valere i suoi diritti. 

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Venerdì 3 Maggio 2019, 14:14






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5 di 20 commenti presenti
2019-05-05 12:07:54
Il gestore ha sbagliato a prendere il giro l'utente. Non ha sbagliato, invece, a respingere l'ingresso all'utente. Dai commenti che leggo, mi accorgo che alcuni lettori confondono il "luogo pubblico" dal "luogo aperto al pubblico". Nel secondo caso, e la palestra rientra in tale fattispecie, i luoghi sono di proprietà privata ai quali è consentito l'accesso secondo le condizioni fissate dal legittimo proprietario o gestore (come ad es. esibire una tessera, rispettare l'orario di apertura e di chiusura, o pagare un biglietto d'ingresso). Punto. I luoghi sono quindi accessibili a chiunque, ma nel rispetto di predeterminate condizioni. Che nel commento del gestore vi possa essere una nota discriminante, nessun dubbio. Ma il gestore ha il diritto di far entrare o meno chiunque voglia, alle sue condizioni. Quindi l'utente può tranquillamente protestare di essere stata trattata male, ma non che le sia stato negato l'accesso. La legge è molto chiara. Saluti.
2019-05-04 08:43:00
Sorle il sospetto che sia andata non tanto per scopi di messa in forma, ma per suscitare il "caso" e tormenntare e il gestore.Saggiarne il politically correct come una inquisizione.Magari ,se accettata, avrebbe protestato per qualcuno che dopo allenamento si mangiasse panino di speck.
2019-05-04 08:42:01
Siamo in un paese libero, quindi mi piace la frase del titolare
2019-05-03 22:27:04
Sono dalla parte del titolare della palestra,veli e mascheramenti religiosi vanno indossati altrove,in palestra si guarda la sicurezza,per i paramenti sacri ci sono le chiese e le moschee.Non confondiamo qualsiasi luogo come una moschea,altrimenti si cambia nazione.
2019-05-03 21:29:12
Beh, è una palestra privata e può stabilire le regole che vuole. Anche che non accetta gente con le orecchie a sventola. Dov'è il problema?