Auto svolta e non vede il gruppo di 8 ciclisti che finisce in ospedale

PER APPROFONDIRE: ciclisti, incidente, piove di sacco
Auto svolta e non vede il gruppo  di 8 ciclisti che finisce in ospedale

di Cesare Arcolini

POLVERARA - Sono finiti a terra come birilli, uno dopo l'altro. È un miracolo che il bollettino dell'incidente di giovedì sera non parli dell'ennesima tragedia sulle strade padovane. Otto ciclisti si stavano allenando lungo le strade di Polverara, poco prima delle ore 20, in perfetta fila indiana. All'altezza di via Riviera si sono trovati di fronte una Skoda Octavia condotta da una donna, C.L. di 38 anni, che stava svoltando per entrare in casa. E' stata una frazione di secondo: gli atleti, appartenenti a formazioni amatoriali del Piovese, non hanno avuto il tempo di inchiodare. I primi cinque non sono riusciti ad evitare l'impatto e sono caduti rovinosamente a terra, gli ultime tre del treno hanno avuto quantomeno l'istinto di sterzare e di evitare l'asfalto. 
Immediato l'intervento dei sanitari del Suem 118, mentre i rilievi dell'incidente sono stati affidati ai carabinieri della stazione di Legnaro. Quando i soccorritori sono arrivati in via Riviera hanno accertato che uno dei corridori, D.D. di 30 anni di Campolongo Maggiore (Venezia) presentava le ferite più serie. Per questo motivo è stato richiesto da Padova l'arrivo dell'elisoccorso che ha caricato il ciclista e l'ha accompagnato all'ospedale cittadino. Per lui, dopo i primi momenti d'apprensione, il quadro clinico è progressivamente migliorato e non sarebbe in pericolo di vita. 
Gli altri atleti finiti a terra sono tutti di Piove di Sacco: A.F. di 25, F.B. di 31, L.L. di 32 e A.M. di 49 anni. Sono stati accompagnati al pronto soccorso dell'ospedale di Piove di Sacco, ma le loro condizioni non destano preoccupazione. Illesi gli altri tre compagni di allenamento, che comunque ricorderanno a lungo questa tragedia sfiorata. 
 
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Sabato 21 Aprile 2018, 13:12






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5 di 40 commenti presenti
2018-04-21 16:28:50
probabilmente superavano il muro del suono. Ma e' mai andato in bici?
2018-04-22 10:50:49
Effettivamente visti i balzelli che pagano, tra bollo, revisione della bici, assicurazione, accise, etc, e' un vero oltraggio che la pubblica via non sia tutta una ciclabile riservata
2018-04-21 16:19:59
Signor Attila:per prima cosa,voglia credere che il pollice avverso non e' mio. Riguardo alle strade "palestra di allenamento" per ciclisti...di fatto lo sono da sempre,dal tempo mio...e da tanto tempo prima del tempo mio. E' comunque veroche spessoi ciclisti, sia agonisti che "cicloombre" spesso si comportano come se la strada appartenesse a loro....e spesso mi comincia a prendere, causa loro,l'incazzatura....ma poi mi ritornano in mente i "bei tempi"...e porto pazienza, A questo punto vorrei rivolgere un invito agli amici ciclisti, sia agonisti che "cicloombre": appena potete,abbandonate le strade trafficate e scegliete quelle poco frequentate, come facevamo noi...specie quando dovete svolgere un allenamento "impegnativo"....Un sincero saluto a lei.
2018-04-22 10:02:52
A 60 km/h si fanno piu' di 15 metri al secondo. Anche se sei lontano 50 metri hai tre secondi per arrestarti. Se calcoli mali le distanze (magari perche' e' quasi buio o c'e' un ostacolo in mezzo o una curva) ci si fa male.
2018-04-21 22:43:38
anche qui mi piacerebbe vedere alla fine della filiera il giudice a chi da ragione. perchè sei ciclisti in fila indiana che fanno anche gare e quindi ben allenati i 60 km ora li superano senza battere ciglio. non parliamo poi di distanze di sicurezza. il sole tramonta alle 20.06 e quindi i fanalini li devono accendere mezz'ora dopo il tramonto. sempre se li hanno. non parliamo poi di giubbini rinfrangenti, spendono un occhio della testa per un paio di mutande tecniche ma 5 euro per un giubbino a norma non si trovano.