Pd in lutto: morto Sergio Reolon, una vita a difendere la "sua" montagna

Sergio Reolon
BELLUNO- E' morto questa notte a 65 anni Sergio Reolon, ex presidente della Provincia di Belluno e consigliere regionale del Pd. Reolon si è arreso alla malattia contro la quale stava combattendo da tempo.
Politico stimato da tutti i partiti, Sergio Reolon ha passato la sua vita a difendere la montagna, la "sua" montagna, mai sufficientemente valorizzata a suo dire.
Dirigente del Pd (e prima ancora del Pci) non ha mai smesso di lottare anche durante la degenza in ospedale: durante i lunghi ricoveri ha scritto il libro "Kill Heidi", dedicato proprio alla necessità di uccidere gli stereotipi banali cuciti addosso alla montagna. Montagna che amò talmente tanto, da rivendicare l'autonomia per la provincia di Belluno.

LE REAZIONI
«Se n'è andato un collega battagliero, dalla forte personalità, che amava la sua terra bellunese - dice il presidente del Veneto, Luca Zaia - alla quale ha dedicato tanta passione, competenza ed energie, fino alla fine della sua troppo breve vita. Sergio è stato un uomo politico e un amministratore pubblico che ha interpretato fino in fondo il suo ruolo - prosegue Zaia - senza fare sconti a nessuno, ma leale nel comportamento e nel confronto. La sua è stata una delle voci più autorevoli, convinte e combattive che si sia alzata a difesa della montagna e conquiste importanti, quali la specificità di Belluno nello statuto regionale, portano anche la sua firma».
«Apprendo con tristezza - commenta l'on. Lorenzo Dellai, presidente del gruppo parlamentare 'Democrazia Solidale-Centro Democratico' alla Camera - che ci ha lasciato Sergio. Per molti anni siamo stati colleghi amministratori dei nostri vicini territori e abbiamo condiviso la stessa sensibilità. L'avevo sentito poche settimane fa, in occasione della presentazione a Trento del suo ultimo libro. Quasi un testamento politico, nel quale ha riassunto le sue idee e sopratutto le sue preoccupazioni per una montagna bellunese incapace ancora di trovare la via del futuro. Sergio Reolon lascia il ricordo vivo di un buon amministratore e di un politico appassionato». 
«Ci lascia una personalità - rileva il presidente dell'Udc, Antonio De Poli - che ha fatto del suo amore per la montagna una ragione della sua vita politica. Al di là delle differenze sull'orientamento politico, credo che resterà nel ricordo di tutti noi la sua passione e il suo impegno per la comunità bellunese».
«La scomparsa di Reolon lascia un grande vuoto: figura autentica delle istituzioni, democratico e comunista, ha accompagnato il Veneto dagli anni di piombo al terzo millennio». Così il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, commenta la scomparsa di Sergio Reolon.
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Venerdì 20 Gennaio 2017, 08:45






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5 di 14 commenti presenti
2017-01-20 18:42:15
@duripurirazzapiave Buonasera. Direi che il migliore "classico sermone cattocomunista" l'abbia fatto Zaia che mi pare sia più vicino al Suo nickname. Cordiali saluti
2017-01-20 18:01:56
.... dimostrazione che si può anche morire bei e boni..
2017-01-20 17:52:01
ci hanno insegnato a noi plebe che il rispetto è d'obbligo. però pontificare persone della politica italiana che negli ultimi lustri hanno fatto disastri soltanto perchè tolgono il disturbo. e ll classico sermone cattocomunista che lascia il tempo che trova. Bisognerebbe aver il pudore di rispettare si la morte ci mancherebbe , tanto prima o poi è un passaggio per tutti ma la politica e il politico italiano in generale ci ha portato nelle condizioni attuali di un paese svenduto e per di più privo di futuro per le giovani generazioni. Chi dobbiamo ringraziare di tutto questo ? ex giovani sessantottini con la ciarla facile per i cervelli tonti in vendita hasta luego
2017-01-20 17:34:56
prussiano ..... ma mi faccia il piacere!
2017-01-20 15:56:18
Un amministratore illuminato che non ha trovato sufficiente seguito nel suo territorio; ritengo invece che sia stato uno dei pochi meritevoli di averne. Una persona seria, schietta e con una visione chiara di cosa dovesse essere (e non essere) la montagna, un politico "nuovo", lontano dalla vecchia guardia ma anche da facili populismi o da ideali di facciata. L ho apprezzato personalmente lavorandoci: aveva una visione disincantata ma allo stesso tempo ottimista e propositiva, cosa che arricchiva il dibattito, non solo quello politico. Una grossa perdita: avrebbe potuto dare ancora tanto al nostro territorio, con le sue battaglie, che con coerenza ha combattuto fino all ultimo. Il mio rispetto. Sincere condoglianze alla famiglia.