Il libro di Reolon: «Uccidere Heidi
per salvare la nostra montagna»

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Heidi e Sergio Reolon

di Damiano Tormen

BELLUNO - Heidi deve morire. Ne va del futuro della provincia. Se mai esistesse un omicidio a fin di bene, sarebbe questo il caso. Perché Heidi è la zavorra del Bellunese. Non è una persona in carne ed ossa, ma incarna il cliché della montagna "fatata", un mondo ovattato fatto di fiori, prati verde smeraldo e panorami mozzafiato. Una montagna artefatta, stereotipata, ben diversa dalla realtà.
Parte da qui l'ultimo libro di Sergio Reolon. Un'analisi lucidissima di cosa blocca lo sviluppo del Bellunese e di cosa bisognerebbe fare per invertire la marcia di inesorabile declino in cui vive la provincia dolomitica. Il messaggio è chiaro fin dal titolo: "Kill Heidi. Come uccidere gli stereotipi della montagna e compiere finalmente scelte coraggiose" (edizione Curcu & Genovese, con prefazione di Annibale Salsa).
«Alla base dei problemi c'è il dio mercato che tutto governa - premette Reolon -. E che non tiene conto delle esigenze della montagna. Di conseguenza non ci sono regole, mentre servirebbe una politica alta per riequilibrare quello che il mercato squilibra». I protagonisti del saggio di Reolon (un volume agile nella forma e frizzante nei toni) sono quattro figure di montanari. O presunti tali. Quattro «tipi umani» a cui ogni bellunese potrebbe dare un volto, un nome e un cognome. C'è il «non montanaro», che ha una visione ampia del mondo, ma non conosce la montagna se non per viverci una settimana di ferie all'anno; spesso, però, legifera per la montagna. C'è il «montanaro scompaginato», che vive in montagna senza rendersi conto di dove vive. C'è il «montanaro localista», spesso lamentoso, che vive sì in montagna, ma di ricordi. Poi, per fortuna, c'è anche qualche esemplare di «montanaro civicus», animale sociale in via d'estinzione, che ha assorbito la contaminazione positiva del confronto tra montagna e altri ambienti.
Vivono in armonia tra loro? Giammai! «Ai magnifici quattro piace disperatamente azzuffarsi l'un l'altro» dice il libro. Ecco il peccato originale del Bellunese. Per superarlo, bisogna «liberarsi degli stereotipi con cui (non) si conosce la montagna». Insomma, bisogna togliere di mezzo Heidi. E valorizzare le differenze tra montagna e resto del mondo.
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Domenica 9 Ottobre 2016, 17:19






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5 di 10 commenti presenti
2017-01-20 10:04:06
Da oriundo dell'Alpago dico: la colpa non è dei governi centrale e regionale ma dei montanari stessi. Troppo avevano sperato dal turismo di massa quando gli albergatori cedevano parte delle prenotazioni a affitacamere privati perchè avevano il tutto esaurito. Non parliamo poi di gente che affittava apartamentei anche per tutti e tre i mesi estivi a gente bene "in carta": ma era sessanta anni fa! La tipologia digente che andava in affitto da privati o alloggiava in albergo è una razza quasi estinta. Le seconde o terze case quasi sempre sono case svendute dai montanari e chi vi alloggia si porta dietro praticamente tutte le cibarie non deperibili e allora anche le botteghe chiudono: vedasi Lorenzago dove non ci sono più macellerie eppure è un poto di passaggio obbligato verso la Carnia. Ora tanti alberghi sono chiusi (vedi l'hotel san Marco in Cansiglio rudere di modernariato), pure tante segherie per non parlare dell'occhialeria artigianale fagocitata dal "padre padrone" di Agordo, l'industria "cinesizata" (anche se non sem,pre di proprietà cinese) vede di ridurre il personale all'osso. Infine quasi tutte le caserme sono state chiuse per la sospensione della naia obbligatoria e tanti locali hanno chiuso o ridotto di molto l'attività. Credo il quadro sia completo La gente di Belluno e dintorni si è seduta sugli allori che sono diventati secchi purtroppo. Non debbono i buoni bellunesi dare la colpa ad altri ma debbono darla a loro stessi!
2016-10-10 07:15:36
ma va! informati meglio, mega disboscamenti dove scusa? spiace informarti ma tanti rimboschimenti come ora non ci sono mai stati! se poi ti piace la montagna intonsa non andare nelle località turistiche.
2016-10-10 06:33:37
Esiste anche la montagna deldisegno di Milo Manara, censurata ed eliminata come manifesto di un Festival di Trento,..troppo erotica. Soggetto:ninfa che si immerge in un lago al cospetto dei monti.Chissa' quanti l'hanno fatto di nascosto.Comunque la tipologia dei diversi modi di vivere la montagna e' azzeccata.Senza servizi, scuole, lavoro , agricoltura...il bosco salvatico avanza, gli investitori rapaci invadono, gli impianti nascono e muoiono senza un business plan serio e sostenibile.Una speranza e' l'accesso alla rete.Immagino uno studente che segue lezioni universitarie in streaming...e senza ulteriori spese, trova anche tempo per una attivita' locale: sci sportivo ,allevamento, artigianato, consulenze ,volontariato e..lavoro a distanza.Un tempo i muratori di montagna migravano in tutta Europa, ora sorgono imprese che costruiscono case in legno antisismiche e thermoisolate.In pochi giorni costruiscono scuole e case confortevoli ad Amatrice.Poi universita' prestigiose..attirano da altre regioni anziche' far emigrare studenti.Gli esempi ci sono e..non e' solo questione di autonomia delle regioni o delle provincie..ma spesso di mentalita'... Fino al 1800 dal bellunese emigravano nei paesi limitrofi del Trentino per lavori di bassa manovalanza..ed i trentini sotto l'Austria facevano il confronto tra la loro condizione e quella dei vicini , spesso compatiti o derisi ( ad esempio per analfabetismo diffuso ).Ma anche a Venezia...occorre considerare che tutto nasce dalla montagna...anzi nelle giornate limpide da un posto si vede l'altro...un bel segnale che dovrebbe far pensare i politici.Invece ogni tanto..le frane, le strozzature di traffico, le interruzioni di energia....medici specialisti che snobbano l'ospedale bellunese come se la carriera venisse bloccata.Non e' piu' tempo da destino del tenete Drogo che si iberna tra le montagne, ma di migrazioni dalla pianura ai monti con iniziative avvenieristiche.
2016-10-09 21:39:22
.....visto che ci siamo, facciamo salami anche con peppa pig: non ho mai visto un cartone animato così imbecille e privo di contenuti: per forza i ragazzini vengon su un pò....così così.
2016-10-09 20:18:07
Heidi è svizzera non italiana di Belluno, che poi basta passar il confine col trentino Alto Adige per cambiare completamente mondo, miracoli dell'autonomia? Probabile.