Riccardo Serena ora spicca il volo

A 18 anni ancora da compiere è appena salito sul primo treno proiettato verso il calcio che conta. Quello di Mogliano in serie D nei ranghi della matricola Union Pro potrebbe diventare un trampolino per Riccardo Serena, centrocampista mestrino figlio d'arte del più noto Michele, allenatore fino al giugno scorso del Padova in serie B.
«Sono consapevole e molto motivato per una stagione che mi auguro possa riservarmi delle soddisfazioni importanti - conferma il giovane classe '96 -. Innanzitutto ringrazio il FavaroMarcon per avermi prestato all'Union Pro, dandomi la possibilità di cimentarmi in una categoria più tosta e che si trova ad un solo gradino da quel calcio professionistico nel quale farò di tutto per provare ad entrare. L'età mi consente ancora di crederci».
La preparazione in vista del debutto in Coppa Italia del 4 agosto è già iniziata da una decina di giorni agli ordini di mister Francesco Feltrin, tecnico esperto e che nel vivaio del Treviso lanciò gente da serie A come Borriello, Foggia e Gobbi.
«Quest'anno mi aspetto solo di migliorare il più possibile, di maturare soprattutto acquisendo più lucidità e tranquillità in fase di possesso palla. I miei pregi? Mi riconoscono buoni polmoni nella corsa e tanta generosità, ma per continuare a sognare devo crescere in tutto».
All'anagrafe Riccardo Serena è nato a Firenze, nel bel mezzo del quadriennio in viola che consentì a suo papà di spiccare il volo verso la Liga spagnola, nella Madrid di sponda Atletico.
«Sono orgoglioso della carriera di mio padre in tante squadre importanti. I miei flashback più nitidi si riferiscono al periodo interista, per lui sfortunato a causa dei problemi fisici: da bambino iniziai a giocare sotto la sua spinta nell'Academy dell'Inter e da lì non ho più smesso per fortuna. Papà alla mia età giocava già in C2 col VeneziaMestre, io nel mio piccolo a 16 ho esordito in Eccellenza e non voglio certo fermarmi».
Scontato quindi che il suo "modello" sia l'ex capitano nerazzurro Javier Zanetti.
«Ho un ricordo piacevole di una persona squisita che, a prescindere dai pur grandi risultati ottenuti sul campo, ha saputo farsi apprezzare da tutte le tifoserie per la sua semplicità e umanità».
Marco De Lazzari

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Lunedì 4 Agosto 2014, 04:42






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