Tenore di vita sospetto, ma il giudice
restituisce ai nomadi tutto il "tesoro"

Mercoledì 15 Luglio 2015 di Lino Lava
Tenore di vita sospetto, ma il giudice restituisce ai nomadi tutto il "tesoro"
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PADOVA - Sono tutti nomadi con tenore di vita molto sospetto. Nelle fedine penali c’è tutto quello che uno può immaginare: truffe, rapine, furti, riciclaggio, sequestro di persona e riduzione in schiavitù di minori dediti all’accattonaggio. È motivata fin sopra le righe la richiesta del pm Piccione di sequestrare l’impero dei nomadi Braidich e Duric di Correzzola (Padova): ha chiesto la misura ma i giudici del Tribunale collegiale, presieduti da Nicoletta De Nardus, non possono accogliere l’istanza: i beni che dovrebbero essere sequestrati sono stati acquistati quando i proprietari avevano la fedina penale quasi pulita.

Insomma, i Braidich e i Duric hanno un santo nel loro paradiso che li consiglia come agire quando investono i sospettosi guadagni. E i giudici scrivono: "Ritiene il Tribunale che quanto a Braidich Lidia, Duric Nebojsa e Nikolovski Verica difetti all’evidenza il presupposto della pericolosità sociale dei prevenuti rispetto al momento dell’acquisto dei beni di cui viene chiesta la confisca".

Due immobili a Correzzola e Sant’Angelo di Piove, due appezzamenti di terreno, rispettivamente a Correzzola e Piove di Sacco, quest’ultimo con un fabbricato di tipo rurale, una Ford Fusion e una Mercedes classe C220. Sono questi i beni, per un valore complessivo stimato nell’ordine del mezzo milione di euro, di cui il pubblico ministero Piccione chiedeva il sequestro a fini di confisca.

La misura patrimoniale doveva colpire Lidia Braidich, 56 anni, proprietaria dell’area in cui risiedono i tre nuclei del figlio Daniele, 39enne, di Nebojsa Duric, 51, e Verika Nikolovski, 44. Ma i difensori hanno presentato documenti per dimostrare che al momento dell’acquisto non c’era la pericolosità sociale. Un’abitazione è stata acquista anche con i soldi del nonno, "persona benestante". Lidia ha condanne per vari reati così come il figlio Daniele, Nebojsa Duric nel 2011 è stato in carcere per riduzione in schiavitù di minori e pure la Nikolovski ha un precedente per impiego di bimbi nell’accattonaggio.

Ultimo aggiornamento: 18:30