Spiagge, tutti d'accordo per salvare i concessionari

Mercoledì 1 Dicembre 2021
Spiagge, tutti d'accordo per salvare i concessionari

CHIOGGIA
L'intera amministrazione comunale, maggioranza e minoranza insieme, al fianco degli operatori balneari: non solo dei concessionari più grandi, ma anche di quelli piccoli, che gestiscono ogni estate, magari a livello familiare, piccole strutture come edicole, noleggi per mosconi e canoe, chioschi, negozietti, attrezzature comuni e giostrine su aree demaniali, che sono complementari, ma essenziali, per la fruibilità delle spiagge e degli spazi attigui.
La tempesta politica suscitata dalla sentenza sulla direttiva Bolkestein del Consiglio di Stato, che anticipa al 2023 (invece del 2033) il termine entro il quale le concessioni demaniali, in tutta Italia, dovranno essere messe a gara, è arrivata in Consiglio comunale con due ordini del giorno che sono stati, poi, integrati in una unica risoluzione. Il primo odg, proposto dal consigliere Riccardo Griguolo (Chioggia Protagonista), chiedeva l'impegno del sindaco, in accordo con la Conferenza dei sindaci del litorale, per istituire un tavolo di confronto per delineare un percorso che permetta di tutelare gli imprenditori balneari, riconoscendo un valore sia agli investimenti effettuati (alcuni con l'idea del termine al 2033) che all'esperienza e conoscenza del territorio. Cosa che, oggi, il Veneto, in qualche modo, già riconosce con la legge 33/2002, ma la cui applicazione è complicata dalla ravvicinata scadenza del 2023. Il secondo odg era stato proposto dal consigliere Marco Veronse (M5s), poi sottoscritto da tutta la minoranza, e richiamava anche la problematica dell'aumento dell'importo minimo annuale per le concessioni demaniali, di qualunque estensione (da 362 a 2500 euro, +600%). A questi costi vanno aggiunti, inoltre, gli importi per pagare Imu e Tari. Chiaro che si tratta di costi che incidono maggiormente sulle piccole concessioni e che, da soli, pregiudicano, ancor prima della Bolkestein, la sostenibilità di queste attività. Veronese, come Griguolo, ha richiamato la legge regionale 33 e ipotizzato che essa potesse servire da modello per il Governo nazionale, quale riferimento per regolamentare le prossime gare a tutela dei concessionari che, appunto, hanno investito per migliorare i servizi. Ma per i piccoli, ha continuato Veronese, occorrerà tener conto della maggiore difficoltà ad investire, a fronte dell'aumento dei canoni minimi. L'odg voleva, quindi, impegnare il sindaco e la giunta a «porre all'attenzione delle istituzioni la difficile situazione di incertezza che le imprese del demanio turistico e marittimo incontreranno di qui al 2023», invitando il ministro a rivedere le legge 104/2020 che ha deciso gli aumenti dei canoni minimi. I due odg sono stati, poi, unificati e approvati all'unanimità dai 23 presenti.
Diego Degan
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