Un museo per dune e orti

Lunedì 19 Febbraio 2018
Un museo per dune e orti

ROSOLINA
Il paesaggio delle dune di Rosolina diventerà presto un Museo diffuso delle dune fossili e degli orti, un'occasione senza precedenti per la città di valorizzare un'area naturale di forte valenza ambientale. Se è nota l'opportunità colta dall'amministrazione nel ricevere un cospicuo finanziamento Gal per concretizzare il progetto, meno conosciuta è forse la genesi dell'idea, nata proprio da un gruppo di cittadini innamorati di un paesaggio dalle caratteristiche uniche e da preservare.
L'IDEA
«Tutto è nato qualche anno fa - racconta l'attivista di Legambiente Rosolina e Loreo Giovanni Carlin - dall'incontro con alcuni botanici dell'università di Padova all'oasi di via Mariangela Marangon dove mi reco per tenere pulito. Mi hanno spiegato come ci siano in quest'area piante importantissime per il territorio che si trovano solo qui, per questo ogni anno fanno un censimento. Ho condiviso con loro l'intento che con altri cittadini avevo nel tenere curato questo territorio e così mi hanno dato l'input di organizzarci in un'associazione ambientalista. Assieme all'amico Leone Boaretto e altre persone abbiamo così deciso di istituire un nuovo circolo di Legambiente. Tra i soci c'è anche l'architetto Marco Saccoman che alla nostra idea di fare un parco in quest'area ha voluto presentarci l'architetto Barbara Pregnolato, con cui abbiamo messo nero su bianco il progetto».
LE DUE AREE
Sono due le aree interessate ad essere interessate dall'intervento: da un lato si trova l'oasi di via Mariangela Marangon e dall'altro l'area naturale in prossimità delle scuole elementari di Volto di Rosolina. aSono entrambi posti unici prosegue Carlin - , dove nasceranno dei percorsi di visita e dove anche i bambini avranno la possibilità di capire cosa significa ambiente e cosa sono le dune fossili: la nostra storia di duemila anni fa. Abbiamo fatto sistema in questo progetto, mettendo assieme diverse associazioni nella gestione: Legambiente, Wwf, Protezione civile e le scuole, oltre al Comune. Abbiamo un patrimonio ambientale che solo in questa maniera possiamo valorizzare e far rivivere».
Elisa cacciatori

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