«Riconosciuta la dignità della persona mia figlia sta soffrendo da 335 giorni»

Venerdì 5 Novembre 2021
«Riconosciuta la dignità della persona mia figlia sta soffrendo da 335 giorni»

LA REAZIONE
FELTRE «Finalmente stiamo iniziando a parlare di rispetto e di dignità della persona». Queste le parole del papà di Samantha, Giorgio D'Incà, dopo aver appreso la decisione del giudice sul caso della figlia. «Sono 335 giorni di calvario per Samantha», ricorda il genitore, che conta le ore di sofferenza per la ragazza da quel 4 dicembre 2020 quando finì in stato vegetativo. Ora la palla passa a lui, che giurerà come amministratore di sostegno della ragazza in Tribunale il 10 novembre prossimo. «Lo considero un mio dovere nei confronti di Samantha e mi sarebbe scocciato dovermi appoggiare a terze persone per chiedere il fine vita per mia figlia», prosegue Giorgio D'Incà. Fino ad oggi infatti la ragazza aveva come tutore un avvocato. Ma sarebbe stata una situazione troppo delicata da gestire per un estraneo quella di staccare la spina. E così ha concluso anche il giudice. «Ci sono delle cose che devono essere solo prerogativa dei famigliari e non di terzi - sottolinea papà D'Incà -. Per me è un dovere dar seguito alle volontà si Samantha. È quello che chiedevamo: in base ai pareri medici e a quanto ha concluso il comitato etico, va fermato l'accanimento terapeutico nei confronti di mia figlia. Ora bisognerà capire quale sarà l'iter». E prosegue: «Ci sarà prima un incontro con i medici che la seguono, e non è detto che diano seguito a quanto chiediamo. Io rispetto le opinioni di tutti e se un medico dice io non me la sento sarà da ricercarne un altro che condivida questa scelta e che in base a come è Samantha ci dica che questo è accanimento terapeutico. Non so quanto tempo ci vorrà. Ricordo che quando il signor Englaro ebbe l'autorizzazione dal tribunale poi dovette combattere per altri 6 mesi». «Ma ora i tempi sono diversi - conclude - e sembra che la situazione stia evolvendo nel rispetto di Samantha. Non è una vittoria, ma sono contento per lei perché la situazione che sta vivendo è disumana. Questi sono i lati negativi della scienza: ha fatto passi da gigante, ma facendo passi da gigante fa anche danni. Trent'anni fa mia figlia se ne sarebbe andata nel giro di pochi giorni».
IL CONVEGNO
E proprio il giorno dopo la decisione del tribunale sul caso Samantha il fine vita e le dat saranno al centro di un incontro organizzato da Mano Amica. Oggi verranno presentati risultati dell'indagine effettuata in collaborazione con Dolomiti Hub sul biotestamento, ovvero le dat, disposizioni anticipate di trattamento, con uno sguardo al Feltrino. L'appuntamento è alle ore 17,00 all'Auditorium Istituto Canossiano, di via Montegrappa, 1 a Feltre. La ricerca è stata avviata nel corso della scorsa primavera. I ricercatori di Dolomiti Hub hanno realizzato 300 interviste a persone residenti nei comuni del distretto Ulss di Feltre. Oltre ai dati anagrafici è stato chiesto se sono a conoscenza della legge, quanto sono a conoscenza della legge e se conoscono la possibilità di esprimere la volontà in merito alle cure sanitarie dedicate a loro. È emerso che ben pochi sanno di cosa si tratta, e ancora meno hanno presentato le Dat, ovvero il biotestamento, in Comune. (ol.b.)
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