«Nessuna speranza per Samantha»

Mercoledì 11 Agosto 2021
«Nessuna speranza per Samantha»

FELTRE
Da Vipiteno arriva la relazione definitiva degli specialisti: per Samantha D'Incà nessuna possibilità di recupero. Ora le speranze della famiglia di poter dare corso alle volontà della figlia di evitare l'accanimento terapeutico sono tutte rivolte all'udienza in tribunale del prossimo sei ottobre. Nel frattempo, la trentenne di Feltre oggi tornerà a Belluno. Il caso di Samantha è ormai noto. La giovane, dopo una banale caduta in casa avvenuta nel novembre del 2020, si frattura il femore. Viene operata all'ospedale di Belluno e da lì inizia un calvario che la porta, dal 4 dicembre dello stesso anno, in coma vegetativo irreversibile. Da quel giorno è iniziata una battaglia da parte della famiglia che vuole far rispettare le sue volontà, ossia nessun accanimento terapeutico.
L'INCONTRO
Lunedì la famiglia di Samantha ha avuto un incontro in videoconferenza con i medici della clinica di Vipiteno dove la trentenne feltrina è ricoverata da ormai un mese e mezzo (il trasferimento dall'ospedale di Feltre è avvenuto il 23 giugno scorso). All'incontro vi hanno preso parte, oltre alla famiglia e all'amministratore di sostegno, anche i dottori Leopold Saltuari, Luca Sebastianelli (primario della struttura) e la dottoressa Alessia Alibardi (che ha seguito Samantha in questo periodo). «Un incontro spiega mamma Genzianella -, che aveva l'obiettivo di fare un po' il quadro della situazione. A seguito del trasferimento a Vipiteno è stata eseguita una Tac e le sono stati fatti dei test iniettandole del liquido che rilassa i muscoli. Da quanto ci ha spiegato il medico, Samantha ha risposto bene per quanto riguarda la muscolatura ma, a livello cerebrale, nessuna reazione. Questo significa che non c'è possibilità di ulteriore recupero. La nostra bambina così è e così rimane».
L'INTERVENTO
Il dottor Leopold Saltuari (il medico nominato dal Tribunale di Belluno che aveva seguito il caso Schumacher)) ha consigliato alla famiglia l'esecuzione di un intervento chirurgico. «In sostanza, il consiglio è quello di installare una piccola pompa nel midollo spinale che rilascia in modo graduale il liquido ed evita gli spasmi. È l'unica soluzione per toglierle il dolore» spiega la mamma che prosegue sottolineando che «per noi famigliari, la cosa più importante adesso è che Samantha non soffra. E devo dire che, da quando le viene iniettato questo liquido, la vediamo più tranquilla e rilassata, non più rigida, e questo, a nostro avviso, è sintomo che sta meglio anche lei. Ha meno dolore, e questo ci rasserena un po'». Al momento però non è chiaro quando e dove verrà eseguito questo intervento.
IL TRASFERIMENTO
La prima relazione redatta dal dottor Saltuari affermava che era possibile un lieve miglioramento da parte di Samantha e, anche a fronte di ciò, è stato disposto il trasferimento in una clinica riabilitativa di Samantha. Come ricordiamo, dopo aver visto la sua cartella clinica, nessun centro voleva accogliere la giovane per la gravità della situazione e perchè non vedevano possibilità di miglioramento. Alla fine, nel giugno scorso, il trasferimento a Vipiteno nella clinica dove lavora proprio il dottor Saltuari. «Ieri sera (lunedì) l'amministratore di sostegno di Samantha ha contattato mio marito, dicendo che Samantha tornerà a Belluno». Il ritorno dovrebbe avvenire oggi ma la direzione ospedaliera al momento non ha comunicato nulla. Con un velo di tristezza mamma Genzianella spiega che «la direzione dell'Ulss ci ha sempre detto di essere vicina al nostro dolore ma, quando l'amministratore di sostegno ha detto loro di comunicarci il ritorno di Samantha, loro hanno rifiutato, dicendo che doveva arrangiarsi. E così noi non sappiamo nulla. Possiamo solo attendere che l'azienda ospedaliera lo contatti e lui poi ci faccia sapere».
L'UDIENZA
Quanto emerso a Vipiteno sarà scritto in una relazione definitiva redatta dal dottor Saltuari e che sarà inviata al comitato etico e al tribunale di Belluno. «Il sei di ottobre abbiamo la prossima udienza e con la nuova relazione vediamo cosa dicono rispetto alla nostra richiesta di fine vita per Samantha» conclude la donna che ormai da mesi conduce una battaglia affinchè venga posta fine alle sofferenze della figlia che, in vita, ha più volte detto di non volere accanimento terapeutico.
Eleonora Scarton
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