Luca Zaia anticipa il governo: «Nuova ordinanza: da sabato 19 dicembre al 6 gennaio confini comunali chiusi dalle ore 14» Testo definitivo + modulo autodichiarazione

Giovedì 17 Dicembre 2020 di Raffaella Ianuale
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia
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VENEZIA - Il presidente del Veneto Luca Zaia in diretta oggi, giovedì 17 dicembre 2020, dall'Unità di crisi della Protezione civile di Marghera per il consueto punto stampa. Il governatore aggiorna sui dati del contagio nel territorio regionale e interviene spiegando che di fronte alle incertezze del governo nell'adottare i nuovi provvedimenti per le festività natalizie, ha pronta una nuova ordinanza (qui scaricabile nel testo definitivo) firmata e pubblicata in serata che prevede la chiusura dei confini comunali già da sabato 19 dicembre a partire dalle ore 14. Le attività commerciali rimarranno aperte, ma dopo le ore 14 lavoreranno solo per i clienti residenti nel proprio Comune.

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--->IL MODULO PER L'AUTODICHIARAZIONE - DA STAMPARE

Bollettino

Sono 3.063.715 il numero di tamponi effettuati, 1.457.511 i tamponi rapidi eseguiti da inizio pandemia. Oggi ci sono 4.402 nuovi positivi, con una percentuale del 7,5%. Gli attualmente positivi sono 95.779, i ricoverati 3.331, dei quali 378 (+6) in terapia intensiva e  2.953 (+8) nei reparti non critici. I morti totali sono 5.161 (+92).

Un terzo di ricoveri più di marzo

«Noi siamo ancora in zona gialla e il governo sta adottando delle misure che, sono sincero, per me non sono ancora chiare - premette Luca Zaia -. Stiamo anche attendendo per capire cosa decide il governo per i ristori, ma intendiamo ristori alla tedesca. Davanti ad un'incertezza che è palpabile con una discussione nazionale ancora in atto, ripeto che vorrei evitare di assumere provvedimenti regionali, proprio per poter usufruire dei ristori nazionali. La situazione epideologica di oggi però ci dice che abbiamo un terzo in più di ricoveri rispetto a marzo. Questa è la situazione epidemiologica che ci preoccupa anche se è pur vero che riusciamo a gestire la pressione ospedaliera sia dei ricoveri nelle aree non critiche che nelle terapie intensive e non si può dire che la nostra sanità è una macchina scassata, non lo merita la sanità e nemmeno chi ci lavora».

Nuova ordinanza

«Di fronte all'incertezza del governo è  necessario assumere provvedimenti, abbiamo pensato, dopo aver sentito i Comuni e Anci, di fare un provvedimento innovativo - premette ancora Zaia - La soluzione è questa: da sabato 19 dicembre al 6 gennaio la chiusura dei confini comunali dalle ore 14, mantenendo inalterate le attività produttive e commerciali. Però dalle ore 14 avranno come clienti solo i residenti del proprio Comune. Questo si trascinerebbe fino al 6 gennaio e non prevede restrizioni troppo dolorose. È una soluzione di equilibrio. L'ordinanza verrà presentata domani alle 12.30».

«Su come verranno fatti i controlli sarete informati domani quando presenteremo l'ordinanza - risponde Zaia ai giornalisti - ma non stiamo giocando a guardia e ladri. Ci vuole responsabilità civica, ci sono giovani e cinquantenni in terapia intensiva. Se dopo si cerca di raggirare l'ordinanza non so cosa dire, ripeto ci vuole responsabilità. L'atteggiamento deve essere che c'è un problema e bisogna risolverlo tutti insieme».

Incertezze nazionali

«Se arriva nel frattempo un proveddimento più restrittivo a livello nazionale noi ci adeguiamo - spiega Zaia - ma se non si decidono noi dobbiamo intervenire subito, già da sabato. Non possiamo aspettare fino a lunedì o martedì che il governo presenti i propri provvedimenti. Non voglio essere polemico, ma in Veneto è necessario intervenire tempestivamente».

Zona gialla 

«Dobbiamo ridurre la circolazione delle persone - ha aggiunto la dottoressa Francesca Russo, responsabile del dipartimento di prevenzione della Regione Veneto -  Queste restrizioni hanno ovviamente un prezzo, ma tutti noi dobbiamo pagare un po'. La nostra situazione è comunque di fascia gialla con il rischio però di passare ad una fascia più grave. Dobbiamo  dare una mano a questa curva perché prenda una discesa. La discesa verso la riduzione è molto lenta e vorremmo andasse più veloce».

Prima zona rossa

«Vorrei ricordare -  dice Zaia - che siamo stati i primi a fare una zona rossa in Italia, a mettere il limite dei 200 metri negli spostamenti, a chiudere i negozi la domenica e a imporre chiusure ai centri commerciale. Per fortuna abbiamo una buona sanità e abbiamo dispositivi per l'emergenza nei nostri magazzini. Siamo l'unica regione che grazie agli ospedali che funzionano non ha mai avuto restrizioni. Siamo sempre stati in fascia gialla. Nessun dato taroccato, abbiamo una sanità che funziona».

Vaccini

«Io farò il vaccino - dice Zaia - siamo  pronti per partire già da fine mese,  ma ognuno sarà libero di fare oppure no il vaccino, non sarà obbligatorio».

I ricoveri

L'ingegnere Paolo Fattori l'esperto delle infrastrutture sanitarie è intervenuto durante il punto stampa: «Il 68% dei ricoverati nei nostri ospedali è in condizioni severe, quanto alla divisione per età dal 60 al 70% ha più di 70 anni, un 30% è nella fascia 50-69 anni e i residuali sono i più giovani. Attualmente siamo in una situazione di equilibrio, gli ingressi sono pari alle uscite dagli ospedali. Il ricovero medio, se un paziente  non passa in terapia intensiva, è di 14-15 giorni. I Covid hospital hanno il maggior numero di pazienti in area non critica. E le aziende sanitarie più cariche sono quelle che hanno i due hub regionali e cioè Padova e Verona. Siamo comunque sui 2.700 ricoveri ed è una situazione di sostanziale equilibrio»

Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre, 23:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA