Coronavirus in Veneto, Zaia: «Parte la sperimentazione del farmaco giapponese in Veneto». Le grandi navi non attraccano più Video

Domenica 22 Marzo 2020
Il farmacista romano, Cristiano Aresu, che sul suo profilo Facebook racconta come in Giappone stiano salvando vite grazie all’uso di un farmaco antinfluenzale, l’Avigan

Coronavirus Veneto, la DIRETTA Facebook del presidente della Regione Luca Zaia. «Siamo in emergenza come in una guerra mondiale, finiremo tra maggio e giugno». Zaia oggi ha annunciato importanti novità il arrivo nella nostra regione.

Parte anche in Veneto la sperimentazione del farmaco giapponese Favipiravir. Cauto il commento del virologo Roberto Burioni: «Non esistono evidenze scientifiche in merito», ha chiarito il virologo Roberto Burioni, che già aveva sottolineato in un tweet di non fidarsi di alcuni annunci che arrivano dall'estero. «Il farmaco russo, il preparato giapponese, la vitamina C, la pericolosità dell'ibuprofen, i proclami sugli Ace inibitori che i somari scrivono Eca - scriveva l'esperto - hanno una cosa in comune: sono tutte scemenze. Le novità vi arriveranno dalle autorità sanitarie, non dai social o da YouTube» (LEGGI TUTTO).
 

Verrà presentato domani il progetto veneto di tamponi «a tappeto» su operatori sanitari e popolazione a livello regionale, coordinato da Andrea Crisanti, ordinario di microbiologia all'Università di Padova. «Sono 5.122 positivi intercettati dal nostro team che esegue i tamponi nelle Usl. Noi crediamo nell'individualizzazione del paziente positivo, asintomatico, e nell'isolamento del paziente e dei suoi contatti: domani il professor Crisanti sarà qui con noi e ci spiegherà nel dettaglio come funziona questo nostro metodo. Spero torni in pista anche il professor Palù: stiamo mettendo in campo una squadra di professionisti molto forte».

IL BOLLETTINO MEDICO DI OGGI
I contagiati salgono a 5.122, 313 in più rispetto a ieri sera. Ancora 5 vittime (sono in totale 169 le persone morte per il Covid-19): due persone sono morte nell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona - Borgo Roma, una in ospedale a Vicenza, una in quello di Legnago e l'ultima all'Ospedale P. Pederzoli-Peschiera. Oltre 14mila in isolamento fiduciario. (LEGGI TUTTO)

«Il quadro ci preoccupa e mi impone di dire ancora ai cittadini di dire pazienza rispetto alle misure restrittive che abbiamo firmatto. 255 persone sono intubate, qui ci giochiamo la partita tra la vita e la morte. I dimessi sono già 309, vedrete che questo numero aumenterà sempre di più. Purtroppo la nota dolente sono i decessi: 169 persone hanno perso la vita, cittadini di tutte le età, se non avessero contratto il coronavirus sarebbero morti per altre cause in altri momenti».

LA MAPPA DEL CONTAGIO - GUARDA

Farmaco giapponese, sperimentazione in Veneto

«Ieri sera avete visto il video di un farmaco giapponese, il Favipiravir, vi informo che Aifa ha dato ok alla sperimentazione e quel farmaco parte anche in Veneto, spero da domani». Coronavirus, speranze da un farmaco giapponese contro l'influenza (LEGGI TUTTO)

Cosa dice il rappresentante dell'Aifa: tutte le sperimentazioni sono autorizzate dal comitato tecnico scientifico di Aifa e da quello dello Spallanzani. Abbiamo due farmaci giapponesi già autorizzati, domani mattina la commissione di Aifa partirà con la definizione del nuovo trial clinico del farmaco usato in giappone il Favipiravir. Come funziona la sperimentazione? Gli ospedali saranno chiamati a sperimentare i farmaci, i pazienti individuati secondo criteri che saranno stabiliti. Nel giro di un mese potremmo avere le prime indicazioni sull'efficacia di questi farmaci. I dimessi sono guariti, una volta usciti dall'ospedale vanno comunque seguiti perché hanno subito una infezione importante.

Coronavirus, terapia sperimetale: il sangue di chi è guarito ai malati

IL LIMITE DEI 263 PASSI
«Abbiamo messo il limite dei 200 metri, sono 263 passi: i veneti sono precisi, per questo ho stabilito un limite. Vi chiedo di rinunciare a una passeggiata all'aperto perché abbiamo visto e registrato nei modelli che le misure restrittive pagano. Questo sacrificio rappresenta la vera cura al virus: se chiudessimo tutto lui non troverebbe più corpi sui quali proliferare. Anche il governo sta lavorando a un testo in linea con quello che ho sempre detto e che può adottare solo il governo, ossia anche la chiusura delle aziende, fatta eccezione per alcune filiere». 

CONTAGIO, PARTITA CHIUSA A GIUGNO
«La tranche brutta ce l'abbiamo ancora per tutto aprile, poi se il nostro modello matematico si conferma pensiamo di chiudere la partita per giugno». Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, a proposito delle previsioni sull'epidemia Coronavirus. Sempre secondo le previsioni, per Zaia «resteranno malati residuali fino a luglio, ma a quel punto saranno casi sporadici che non ci fanno impensierire sul piano delle terapie intensive. Tutti i Covid center che abbiamo creato, appena finita questa tragedia, spero da maggio a giugno, tornano com'erano prima, rifaranno quel che facevano prima, ma con attrezzature in più».

NESSUNA CORSA AI SUPERMERCATI
«Nessun panico, non bisogna ad andare a fare magazzino di prodotti alimentari. Noi stiamo lavorando per venirne fuori con i minori danni possibili: abbiamo una sanità eccezionale».

GRANDI NAVI BANDITE DAL VENETO: QUI NON ATTRACCANO
«Noi non siamo in grado di accettare navi che attracchino in Veneto, non siamo in grado di curare neppure un raffreddore». «A Borrelli e Arcuri e al centro di coordinamento nazionale ho presentato l'istanza che non possiamo accettare navi. La visione oggettiva di questa regione è di garantire la salute prima ai suoi cittadini». Lo ha ribadito ai giornalisti il presidente del Veneto Luca Zaia, a proposito dell'ipotesi dello sbarco a Venezia della nave da crociera Costa Victoria. «Mi pongo il quesito - ha aggiunto Zaia - se ci sia ancora qualcuno che fa partire navi da crociera in un mondo che è contagiato, anche solo con un malato sarebbe un lebbrosario. Se il fermo deve esser per tutti, mi chiedo perché abbiamo ogni giorno una nave che vuole attraccare qui. Il nostro programma sanitario tiene, è performante ma è per i veneti, per coloro che vivono qui», ha concluso. Costa Victoria, Venezia respinge la nave in crociera da due mesi. Zaia: totale indisponibilita (LEGGI TUTTO)

TAMPONI Sì MA NON A TUTTI I VENETI. COMINCIANO A MANCARE I KIT
«Dobbiamo riuscire a mettere in sicurezza tutto il mondo delle persone a rischio, individuare i contatti dei positivi e fare rilievi a campione in strada per particolari categorie. Questo non significa fare i tamponi a 5 milioni di veneti. Cominciano a mancare i kit per fare tamponi. Ma abbiamo intenzione di proseguire: domani arrivano otto macchine per leggere i tamponi, 3 o 4 verranno inserite nell'ospedale di Padova».

«Il professor Crisanti - ha aggiunto Zaia - è un cervello di ritorno, è stato 25 anni in Gran Bretagna, e ci darà una grande mano su questo che è conosciuto a livello mondiale come il sistema Vo'. La nostra politica dei tamponi punta a identificare fino in fondo e isolare i soggetti positivi e asintomatici, che sono incubatori capaci di contagiare ognuno una decina persone. Spero anche che possa tornare in pista il professor Giorgio Palù (docente emerito di virologia a Padova, ndr), autorevolissimo virologo, per altri aspetti su cui stiamo ragionando; stiamo mettendo in campo una squadra sempre più forte». Zaia ha ribadito quindi che «non facciamo 5 milioni di tamponi, non serve, è un piano per mettere in sicurezza le persone a rischio, negli ospedali, nelle case riposo e tra le forze polizia, poi rilievi a campione nei supermercati e in strada per particolari categorie». Sull'alto numero di positivi riscontrati in Veneto, Zaia ha notato che «se abbiamo casi è perché andiamo a tamponarli. Abbiamo difficoltà - ha aggiunto - ad avere i reagenti, forse il dimensionamento delle forniture non ha tenuto conto il fatto che ci potesse essere una regione di 'pazzi e squilibratì, che ci siamo inventati la strategia del tampone e isolamento. Domani - ha concluso Zaia - arriveranno comunque otto macchine per leggere i tamponi, e verranno distribuite a tutte le Ulss».

OSPEDALI COVID-19
«Torneranno come prima e avranno maggiori attrezzature rispetto a prima, con tecnologie che non avrebbero mai visto se non ci fosse stata questa emergenza. Non creiamo allarmismi, non vogliamo chiudere nessun ospedale. Conosceremo qualcuno che si ammalerà e capiremo come funziona questa emergenza, è un problema della società, e non posso neanche accettare che stiamo facendo operazioni per i più anziani: loro hanno fatto grande questo Veneto, hanno diritto alla vita, noi ce ne occupiamo. E in terapia intensiva ci sono anche giovani e adulti, nessuno vada a letto pensando di essere salvo perché non è anziano, abbiamo anche bambini».

BIOMEDICALE: DIVENTERA' IL PUNTO DI FORZA DELLE AZIENDE VENETE
«Non basta Cura Italia, ma una Cura da Cavallo per l'Italia». Lo ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia, parlando con i giornalisti sulle misure a sostegno dell'economia. «Questa - ha aggiunto - sarà una crisi che economicamente toccherà tutti, una crisi intensa e breve ma poi ci sarà un rinascimento psicologico e culturale, perché si capiranno le priorità per le persone. Abbiamo capito quanto ineluttabile sia il tema vita. Ma ci sarà un inevitabile rinascimento anche dell'attività economica. Dobbiamo venirne fuori con aziende non distrutte ma servono risorse vere. Immagino che molti partiranno in Veneto con il biomedicale. Fino a poco tempo fa era considerata strategica l'industria bellica, adesso abbiamo capito che non ce ne 'fottè niente, meglio avere una provetta, un respiratore. Pensate a come verrà percepito il filtraggio dell'aria nelle case, la qualità dell'atmosfera, la disinfestazione. Non rideremo più a vedere i giapponesi con mascherina, su questo - ha concluso Zaia - sono molto più avanti di noi».

MASCHERINE
«Questa mattina nella runione con i direttori degli Ospedali abbiamo verificato la presenza dei dispositivi di protezione e tutti ne sono dotati. Abbiamo due milioni di mascherine donate da Grafica Veneta, vedremo poi di acquistarne altri 4 milioni».
 

Dove trovo le mascherine della Regione?

550mila mascherine già consegnate, le consegne sono giornaliere, una nuova tranche verso le province è partita questa mattina, sempre suddiviso in maniera proporzionale sul numero degli abitanti. Le modalità di consegna sono in capo ai sindaci, le linee guida sono state condivide e si segue questo criterio: ove possibile si arriva a domicilio, dove non è possibile si organizzano punti di distribuzione dove andarle a prendere. E' un regalo che viene fatto ai cittadini.Non è un dispositivo medicale ma è un dispositivo di protezione, la discriminante sta nel meccanismo burocratico per ottenere la certificazione, che è a livello europeo.

Rendere obbligatorie mascherine e guanti nei supermercati e nei negozi?
«Io ho sempre pensato che evitano di infettare e di essere infettato. Mettiamole, anche se non sono certificate, io la porto tutto il giorno».

Conte dice supermercati aperti
«Dobbiamo verificare, se il Dpcm sovrasta l'ordinanza significa che si va in quella direzione, altrimenti si va con la chiusura fino al 3 aprile. «Sul Dpcm annunciato ieri sera sarà fondamentale capire quali aziende devono stare aperte». Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, facendo il punto sull'emergenza Coronavirus. «Oggi - ha precisato - mi ha chiamato il fornitore di letti per le terapie intensive per dirmi che resta aperto, ma l'azienda plastica che gli fa gli stampi deve essere aperta, poi quella di trasporto, la ferramenta. Quindi ok la suggestione di Wuhan, ma Wuhan con l'epidemia aveva le fonderie aperte. Chiudere tutto tutto non è possibile».

La nuova ordinanza : cosa si puo' fare e cosa no
Coronavirus IL TESTO DELLA NUOVA ORDINANZA - SCARICA IL DOCUMENTO doc


 

Ultimo aggiornamento: 23 Marzo, 12:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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