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Caos di barche nel week end a Venezia. Nei canali a velocità smodata e troppi rischi per la sicurezza

Martedì 21 Giugno 2022 di Tomaso Borzomì
Caos di barche nel week end a Venezia
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VENEZIA - Il Far west del sabato e domenica passati accende riflessioni su come vivere Venezia dal suo punto di vista più naturale: il mare. Canale della Giudecca, bacino di San Marco, ma soprattutto il canale che collega Fondamente Nove e aeroporto erano ultratrafficati. In quest'ultimo in particolare il moto ondoso era solo una delle conseguenze, perché con il caos di barche in giro, anche i rischi per la sicurezza crescono.


Venezia, caos barche in laguna


A raccontare cosa significhi vivere in barca per lavorare è Marco Ragazzo, titolare dell'azienda Zeta trasporti: «Quotidianamente abbiamo problemi logistici, avendo imbarcazioni grandi magari siamo meno coinvolti nel problema legato al moto ondoso, ma abbiamo quello delle rive pubbliche, delle manutenzioni e anche di plateatici».
Altro nodo cruciale, spiega l'imprenditore, è quello legato al traffico: «Faccio un esempio, quando incrociamo una carovana di gondole si tratta di una ventina di barche. E le difficoltà ci sono, anche se i gondolieri sono sempre gentili e cercano di agevolarti nelle manovre». La situazione si acuisce nel fine settimana: «I sabati e le domeniche tra eventi, matrimoni e altro si vedono tanti taxi e tante barche in giro, che aumentano le difficoltà». Quello che però non tutti immaginano è il legame tra rive pubbliche e traffico: «In Canal Grande le imbarcazioni fanno la coda per scaricare a Rialto. Ci sono poche rive per farlo, se ce ne fossero di più, allora si eviterebbe di finire nei canali piccoli, c'è poca logistica. La presenza di maggiori spazi accontenterebbe tutti, i cittadini che si troverebbero meno inquinamento anche acustico, i gondolieri, e anche i distributori di merci, che forse sono un po' poco tutelati».


Problema sicurezza


Poi c'è il capitolo sicurezza: «C'è tanto traffico, un problema soprattutto per i ragazzini a bordo di barche in grado di sfrecciare a 60 chilometri orari. Servirebbe un titolo nautico obbligatorio per far capire come muoversi». La passione di Ragazzo per la città e la sua laguna si è anche tradotta in una pagina Instragram curiosa: «Si chiama Guida galattica del mototopista, in chiave ironica affronto situazioni di cantieristica e folkloristiche, come la ricerca di un posto barca. Ma fornisco anche informazioni e nozioni tecniche serie su come navigare, seguire le bricole, oltre a qualche consiglio su agriturismi e ricettività».
Sul tema interviene Nevio Oselladore, già pilota Actv ed esperto conoscitore della laguna: «È un maremoto indecente, davanti alla Certosa è un dramma, per i veneziani oggi è meglio smettere di andare via con barchette piccole. A meno che non si abbia un motoscafo potente, è rischioso, temo che andando avanti così un'altra disgrazia come quella di qualche anno fa possa accadere».

Motoscafi che sfrecciano


L'ex pilota spiega quali sono i timori: «Con tutti i motoscafi che sfrecciano ti chiedi sempre se passeranno a dritta o a sinistra, quale sia la manovra giusta da fare, le stesse cose che si domanda chi è in una barchetta piccola». Oltre a questo, ci sono anche i kayake e i sup. Chiude il cerchio il comico Nicolò Falcone, che parafrasando La fiera dell'Est sintetizza un atavico problema ben noto in città: «Dal web l'analisi definitiva di una situazione che vede i veneziani protagonisti da decenni: i gondolieri si lamentano dei tassisti che si lamentano dei battelli actv che si lamentano dei piloti dei lancioni che si lamentano dei fietti col cofano che al mercato mio padre comprò».
 

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