Vandalo sacrilego distrugge a sassate un capitello e imbratta statua della Madonna: denunciato

Giovedì 26 Maggio 2022 di Davide Tamiello
MARGHERA Via Ulloa, il capitello del Cristo preso a sassate
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MARGHERA Ha preso a sassate il bassorilievo del Cristo, mandandolo in frantumi. Il vandalo si è fatto notare ieri mattina, 25 maggio: prima ha imbrattato la statua della Madonna, in piazzale Giovannacci, poi se l’è presa con l’altro piccolo monumento dall’altra parte della strada, tra via Ulloa e via Rizzardi.

L’uomo, che pare sia di fede islamica, ha attirato l’attenzione dei residenti: la sua azione, in effetti, non è stata molto silenziosa, ma accompagnata da urla e insulti di ogni genere. Il responsabile sarebbe stato identificato dalla polizia locale, intervenuta sul posto: nelle prossime ore si deciderà che tipo di provvedimenti prendere ma con ogni probabilità verrà denunciato.

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IL PRECEDENTE
Il problema è che non è la prima volta che accade. Quel bassorilievo, infatti, era già stato preso di mira varie volte dai vandali. L’azione di ieri, però, sembra molto simile a quella commessa nel novembre del 2020 in piazzale Giovannacci da un giovane palestinese. Quella sera, infatti, l’uomo, allora 31enne, aveva lapidato la statua con una violenza tale da mozzarle la testa e le mani. Anche allora erano stati i residenti a segnalare il personaggio, in grave stato confusionale, alla polizia. Le volanti erano riuscite a bloccarlo: le immagini delle telecamere, poi, avevano confermato che si era trattato proprio di lui. Qualsiasi legame con il fondamentalismo religioso era stato escluso dopo il controllo in archivio: il 31enne non aveva precedenti specifici o collegamenti sospetti con organizzazioni o persone considerate a rischio. 

«RICOSTRUIRE A BREVE»
Il responsabile era stato espulso e il Comune aveva completato il restauro della statua in sei mesi. 
«Anche in questo caso - spiega l’assessore Simone Venturini - ricostruiremo in tempi rapidi, ridaremo dignità in fretta a questo monumento. Vale la pena però - continua - ricordare che reati come questo sono sempre più frequenti e spesso passano impuniti, forse andrebbe fatto un ragionamento a livello nazionale per capire come sanzionare i responsabili». 
 

Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 13:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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