​Fanno la cresta sui biglietti per San Marco incassando soldi da disabili e categorie fragili. In sei sotto accusa

Ci provavano e se andava bene - nonostante le esenzioni siano scritte sia sul sito della Basilica, sia all’ingresso delle biglietterie - il gioco era fatto

Venerdì 25 Agosto 2023 di Nicola Munaro
VENEZIA Cresta sui biglietti della Procuratoria di San Marco

VENEZIA - L’indagine interna portata avanti dalla Procuratoria è ancora in corso ma l’orizzonte che si profila per almeno sei dipendenti della Fabbriceria di San Marco è il licenziamento. L’accusa? Aver fatto una sorta di creste sui biglietti d’accesso alla Basilica e al Campanile di San Marco. «Potrò dire qualcosa quando si sarà definito il quadro», le uniche parole del Primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin. Parole che però suonano come un’implicita conferma del fatto che nella Fabbriceria qualcosa stia ribollendo in pentola e dei provvedimenti - se non sono ancora stati presi in via ufficiale (anche da qui il massimo riserbo del Primo procuratore) non sono tanto al di là dal venire.

 
Come sono stati scoperti gli ammanchi

Secondo le voci che si inseguono nel mondo interno alla gestione del patrimonio Marciano, i sei dipendenti sono addetti alle biglietterie della cattedrale che ospita le spoglie dell’evangelista Marco e del Paron de casa avrebbero intascato parte dei soldi dei biglietti. Ma tra le contestazioni ci sarebbe anche l’aver fatto pagare gli accompagnatori dei disabili o qualche categoria esente, come i minorenni. Ci provavano e se andava bene - nonostante le esenzioni siano scritte sia sul sito della Basilica, sia all’ingresso delle biglietterie - il gioco era fatto. Su tutto questo ora la Fabbriceria sta facendo luce, dopo aver comunque spostato i sei dipendenti in altri ruoli non a contatto con il pubblico, o con le casse. Un’indagine che però potrebbe anche allargarsi: ci sono altri due bigliettai di San Marco sotto la lente d’ingrandimento, mentre non è ancora stato quantificato il totale dei soldi sottratti.

La vicenda degli ammanchi sarebbe emerso mettendo a confronto gli ingressi in Basilica e al Campanile con gli introiti giornalieri, in una stagione che per San Marco ha rappresentato una rivoluzione con l’introduzione dei biglietti a 3 euro per l’ingresso sotto la volta dorata della chiesa: biglietti anche prenotabili, saltacoda compresi.

Il bilancio 2022

Il bilancio 2022 è stato approvato con un avanzo di esercizio di 116.761 euro che sarà destinato alla copertura dei disavanzi di gestione precedenti per 68.097 euro e ad avanzi portati a nuovo per euro 48.664. Sempre nel 2022, sia con biglietti gratuiti sia a pagamento, in totale sono stati staccati quasi 2 milioni e 415mila tagliandi, che rappresentano un dato importante che potrà essere confrontato con quelli che si registreranno in futuro. I volumi delle entrate istituzionali, invece, sono aumentati rispetto alla chiusura di bilancio del 2021, superando i 15 milioni (15.399.472, per l’esattezza) al netto della quota destinata per legge alla Cattedrale di San Marco. I proventi dell’attività istituzionale - quella che poi finanzia i restauri della Basilica - nel 2022 sono migliorati per 8, 6 milioni di euro per effetto della ripresa post Covid-19 che ha visto i luoghi d’arte e di fede, com’è Piazza San Marco, tornare al centro dell’attenzione turistica e migliorare - come si è visto dal numero dei tagliandi staccati rispetto al 2021. A chiusura nel 2022 i contributi pubblici si sono ridimensionati rispetto all’anno precedente, mentre i costi di produzione rimangono, nella loro globalità, similari al 2021.

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Il passivo

La gestione finanziari porta un risultato negativo (in rosso di 3 milioni e 800mila), frutto della svalutazione effettuata sui risultati conseguiti durante l’anno. Questo nonostante la Procuratoria sia orientata in modo prudente al risparmio. Un dato che va però letto attraverso due componenti: durante il 2021 è cambiato il modo di contabilizzare gli investimenti e di conseguenza nel 2022 è stato necessario procedere a una svalutazione di alcune poste, circostanza che però dovrebbe migliorare nell’anno in corso, visto che le premesse sono addirittura al di sopra dei preventivi.

Ultimo aggiornamento: 16:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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