Pinguini Tattici in arrivo al parco di San Giuliano: «Ora siamo più maturi, la nostra musica senza fake news»

Giovedì 1 Dicembre 2022 di Gianpaolo Bonzio
Pinguini tattici nucleari

MESTRE - Anche i Pinguini Tattici nucleari hanno dovuto fare i conti con le notizie inventate. Nel loro caso si trattava dell'immancabile segnalazione di un imminente scioglimento che, in realtà, non esisteva proprio. E proprio per questo motivo, e per questa esperienza da dimenticare, la giovane band bergamasca ha deciso di dedicare il proprio ultimo album, in uscita domani, con il provocatorio titolo di Fake news.
Un disco che, di fatto, lancia il tour estivo negli stadi per il quale, hanno ricordato ieri mattina durante la presentazione i Pinguini, sono già stati venduti 300mila biglietti (già sold out le date di Milano e Roma). Il tour inizierà proprio da Mestre, iL 7 luglio al parco di San Giuliano, e in questo caso gli organizzatori contano di far arrivare sul prato almeno 35mila spettatori. La scelta del titolo, hanno rimarcato, è stata fatta soprattutto per lanciare una sorta di avvertimento a tutti affinchè si presti la massima attenzione sul fenomeno che, inevitabilmente, può creare dubbi e inquinare il dibattito con una serie di menzogne ben assestate.

LA SODDISFAZIONE

La band, composta dal cantante e compositore Riccardo Zabotti, Elio Biffi (tastiere), Nicola Buttafuoco (chitarra), Matteo Locati (batteria), Simone Pagani (basso) e Lorenzo Pasini (chitarra), non fa poi mistero di essere un po' sorpresa di questa visibilità e del fatto che il tour venga ospitato in stadi di una certa rilevanza, come appunto quello di San Siro.
«Non ci aspettavamo questo successo - dicono molto soddisfatti - ora effettivamente percepiamo tanto interesse nei nostri confronti. Questo Fake news è un album vero dove si spazia tra cantautorato e pop. Siamo maturati durante questi anni di limitazioni e di covid, ma ci sentiamo ancora molto giovani. Con questa produzione riempiamo uno spazio musicale ancora poco affollato e durante i mesi della registrazione avevamo chiara la sensazione che il nostro lavoro sarebbe stato ascoltato da moltissime persone, per cui serviva un prodotto di buon livello».

QUATTORDICI BRANI
Va detto che il gruppo si è consolidato soprattutto nella dimensione concertistica, ma i mesi di covid hanno portato i musicisti ad un approccio più sereno e confidenziale con lo studio di registrazione. Diversi gli argomenti trattati nei 14 brani che fanno parte dalla nuova incisione. Tra questi, sempre collegato al periodo della pandemia, spicca una sorta di richiamo affinchè i più giovani non si lascino influenzare dalla solitudine provocata della rete. Quindi il disco si struttura da un tono scanzonato e leggero a tematiche più introspettive come nel brano Zen.
Non manca uno sguardo al passato in particolare a quel 2020 che li ha visti arrivare terzi a Sanremo. «Siamo estremamente grati al Festival e ad Amadeus; hanno accelerato per noi tutto in maniera davvero incredibile - precisa Zanotti -. Tuttavia dopo aver scritto questo album in un clima difficile come quello del confinamento, del covid, noi sentiamo che sia il momento giusto per tornare. Detto ciò, amiamo Sanremo e vogliamo molto bene ad Ama e a tutti».


LO STILE
Dal punto di vista stilistico, i Pinguini hanno precisato le proprie preferenze e i vari modelli di riferimento. «In realtà - hanno concluso - siamo cresciuti nel mondo del Prog, influenzati da band storiche come la Premiata Forneria Marconi e poi abbiamo proseguito in un percorso musicale senza particolari orpelli. I Maneskin? Li seguiamo sempre ma ci pare che loro, a differenza di noi, siano più interessati all'aspetto estetico. Essendo bergamaschi siamo cresciuti con in mente l'etica del lavoro: nel mostro mondo non c'è divismo. Ecco perchè, rimanendo all'analisi di altri artisti, ci piace molto Max Pezzali che in tutti questi anni è sempre rimasto fedele a se stesso».
 

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