Gli amici e colleghi: «Protagonista della vita politica, resta il suo grande amore per Venezia»

Gli amici e colleghi: «Protagonista della vita politica, resta il suo grande amore per Venezia»
​VENEZIA - «Se n'è andato Mario Rigo. Perdo un caro amico e la città perde uno dei principali protagonisti della vita politico-amministrativa dal dopoguerra ad oggi». Così il deputato veneziano Nicola Pellicani (Pd) il quale rileva che «con Massimo Cacciari e tutta la Fondazione Pellicani intendo esprimere grande cordoglio e abbracciare la famiglia di Mario. Mi preme anzitutto ricordare il grande rapporto umano e di amicizia che mi legava a Mario da sempre - osserva -. Ho iniziato a frequentarlo con maggior assiduità più di 40 anni fa quando diventò sindaco, nel 1975. Mario - ricorda - era legato a mio padre da un sodalizio cominciato quando erano giovanissimi e iniziarono a far politica, lui nel Psi e mio padre nel Pci. Poi sono stati protagonisti forse dell'amministrazione più vivace e produttiva che ha avuto Venezia, dal 1975 al 1985».

«Di lui - spiega - ricordo la grande umanità, un raro senso dell'amicizia, ma soprattutto la grande passione politica e l'amore per Venezia. Avremmo dovuto incontrarci domenica prossima all'Ateneo Veneto per un confronto sul Referendum. Con lui era sempre un piacere discutere sui problemi della città. Venezia era il suo cruccio. Spesso mi chiamava al telefono e mi diceva: 'dobbiamo fare qualcosa per questa città, dobbiamo pensare a qualcosa di nuovò. Era sempre proiettato verso il futuro, come tutti i politici di razza. Le sue argomentazioni offrivano sempre spunti intelligenti di riflessione. In una fase di così grande spaesamento - conclude - Venezia perde uno dei suoi punti di riferimento. Bisogna continuare a impegnarsi per il bene della città, tanto più in momenti difficili come quelli che sta attraversando Venezia. E lo dobbiamo anzitutto a persone che come Mario si sono impegnate tutta la vita per Venezia».


IL SOTTOSEGRETARIO - «Mario Rigo è stato un protagonista delle vicende politiche e amministrative veneziane. Fino alla fine voce autorevole con la quale confrontarsi e misurarsi sul presente e sul futuro di questo complesso territorio» afferma Andrea Martella, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri «Nel suo percorso - ricorda Martella - spicca sicuramente la fase in cui da primo cittadino diede vita con il Pci al primo significativo laboratorio politico delle Giunte di sinistra che amministrarono la città. Una pagina emblematica dello spirito innovativo che animava Rigo. Credo in questo senso - conclude - che la sua importante eredità sia intrisa di dialogo e volontà di cambiamento, al passo con i tempi».

REGIONE VENETO - «Mario Rigo aprì alla sinistra la strada del regionalismo concreto: rimase inascoltato e fu osteggiato, ma aveva ragione». Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale esprime il suo cordoglio «per la scomparsa di un vero amministratore pubblico, sindaco di Venezia, uomo delle Istituzioni, socialista le cui radici affondano nell' azionismo e perciò spirito libero, indipendente, capace di prendere decisioni dolorose pur di non tradire la sua coerenza e onestà intellettuale: la sua violenta critica al Mose fu solo un esempio straordinario di rigore intellettuale. Una figura per molti aspetti su cui occorre riflettere e a maggior ragione nel nostro Veneto».


«Mario Rigo era un vero politico del territorio, visceralmente legato alla sua Venezia, di cui era stato a lungo sindaco, oltreché persona simpatica e socievole» così Giusi la Ganga, esponente di spicco del Psi torinese ricorda l'ex parlamentare scomparso oggi a 90 anni all'ospedale di Noale. »Rigo - aggiunge La Ganga - era il contraltare di Gianni De Michelis: tanto De Michelis era il veneziano nazionale, tanto Rigo era il veneziano locale, come in realtà capita spesso a esponenti politici che ricoprono incarichi nazionali dopo essere stati a lungo sindaci«. »Di Rigo - prosegue La Ganga - ricordo la sua parlata veneziana, sempre, che metteva di buon umore anche quando capitava di litigare. La cosa buffa era quando a litigare erano lui e De Michelis, entrambi si mettevano a parlare in dialetto veneziano e a me, cui toccava fare da paciere, sembrava di essere finito in una commedia di Goldoni«, conclude La Ganga. 

“Un uomo integro, rispettoso di tutto e di tutti, mai macchiato di insidie giudiziarie che fin dagli anni Novanta, aveva capito che il Popolo Veneto aveva bisogno di un autogoverno”.  Così l’avvocato Alessio Morosin, indipendentista e fondatore del Partito dei Veneti  “Vorrei ricordarlo perché con me è sempre stata una persona sempre molto attenta e perchè ho condiviso alcune scelte che lui ha portato avanti. Innanzitutto una visione laica della politica, rispettosa di tutte le posizioni, a partire da quelle di appartenenza, di pensiero e di religione. In più di lui ho condiviso alcune scelte lungimiranti come la separazione di Venezia da Mestre che hanno bisogno di due diverse amministrazioni che tengano conto di tutte le specificità. E poi il pensiero sull’opera del Mose che così come è concepita, già all’epoca si pensava che più che risolvere i problemi li avrebbe creati. Un uomo che aveva capito che il Popolo Veneto aveva bisogno di un autogoverno, infatti aveva fondato il movimento Lega Autonomia Veneta. Vorrei ringraziarlo perché ha speso tutte le energie di cui disponeva a beneficio della collettività”. 

IL SINDACO - Patrizia Andreotti sindaco di Noale: “L’ho incontrato 10 giorni fa instancabile ed entusiasta come sempre, voleva porre le basi, anche in collaborazione con la città, di una Fondazione per raccogliere il suo grande bagaglio di documentazioni, libri ed opere realizzati in questi anni di impegno politico e sociale. Un testamento da lasciare a Noale e alle giovani generazioni”. 
Anche l’ex sindaco Michele Celeghin partecipa al cordoglio: “Ci siamo visti l’ultima volta un mese fa, siamo rientrati da Murano assieme, nella sua e nostra Noale. In barca mi raccontava di Venezia, la sua città e poi, sempre lucido, mi diceva di Roma, preoccupato per la situazione nazionale, ma sempre obiettivo nei suoi giudizi. Al di là delle cariche, Mario è stato un uomo appassionato della vita e della cosa pubblica, lo ricordo con la semplicità e la saggezza di chi ha saputo, negli anni, essere amministratore locale, veneziano, nazionale, con la stessa umiltà, in ogni circostanza, unitamente al senso dello Stato, cosa rara di questi tempi”.
Da noalese dice la sua anche un commosso Bruno Pigozzo, vicepresidente del Consiglio regionale: “ Rigo aveva capito prima e meglio di altri il valore del regionalismo e la crisi della sinistra: lucida intelligenza del socialismo, grande veneziano, grandissimo concittadino noalese. Un uomo che per coerenza e capacità di visione strategica non esitò a scontrarsi con i suoi compagni di partito e con gli alleati di sinistra, affrontando a testa alta fratture e divisioni su questioni che lo videro anticipare di decenni materie e polemiche che ancor oggi sono d'attualità. Penso non solo all’amministrazione di Venezia o al Mose”
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Venerdì 22 Novembre 2019, 15:30






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1 di 1 commenti presenti
2019-11-22 17:54:53
L'ultimo grande sindaco di Venezia. Ciao Mario. Grazie.