Brugnaro: «Resto a Venezia, non vado in Parlamento. Quirinale, spero in Draghi»

Domenica 19 Settembre 2021 di Michele Fullin
Brugnaro: «Resto a Venezia, non vado in Parlamento. Quirinale, spero in Draghi»
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VENEZIA - «Presentarmi alle elezioni del 2023? E perché mai? Sono già nella capitale del mondo, ho cinque figli e soprattutto ho preso un impegno con i cittadini». Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e leader di Coraggio Italia liquida così la possibilità di buttarsi nell'agone politico parlamentare prima della scadenza del suo secondo mandato amministrativo. Il suo intervento al Festival dell'Innovazione, organizzato da Il Foglio, si è svolto in un luogo per lui simbolico: la Scuola Grande della Misericordia. Si tratta dell'edificio da lui preso in concessione e restaurato quand'era solo un imprenditore di successo e poi era l'affascinante palazzetto dello sport (cinquecentesco) dove giocava in serie A di basket la Reyer fino alla metà degli anni Settanta. La sua Reyer, che ha acquistato nel 2006 portandola allo scudetto sia maschile che femminile. Sono solo alcune delle attività che gli sono state periodicamente contestate come strettamente intrecciate tra il Brugnaro imprenditore e il Brugnaro politico ormai proiettato a livello nazionale. Una cinquantina i parlamentari che hanno aderito al partito da lui fondato assieme al governatore della Liguria, Giovanni Toti.


IL CAPO DELLO STATO

Ieri era proprio l'aspetto politico ad interessare di più la platea e gli è stato chiesto conto di quello che ha intenzione di fare con i suoi deputati e senatori quando a febbraio si riuniranno per decidere il prossimo Capo dello Stato. «Cosa farò? Dipende dalle condizioni. Se il presidente Mattarella, che ho sempre apprezzato, decidesse di restare sarei contento, ma so che sarà difficile se non impossibile. Abbiamo anche la carta Draghi, da giocare e spero per il Paese che si faccia una grande scelta tutti insieme, una coalizione per Draghi, che è la safety car di questo Paese». La sua lista civica si è posizionata, alleandosi con Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, a centrodestra e così ha fatto il partito da lui fondato. Ha abilmente glissato, però, la domanda sul candidato del centrodestra a Roma. «Il sindaco che vincerà sarà anche il mio sindaco e lo applaudirò», ha detto.


CIVICHE SENZA FUTURO

Pensando a Coraggio Italia, Brugnaro ha posto un problema che riguarda le liste civiche, legate a una città o comunque a una persona. «Ho capito - ha commentato - che le civiche non hanno un futuro, così ho fondato un partito, per dare un futuro ai bambini, che non votano, ma non per questo non dobbiamo caricare di debiti». Quindi, il dibattito si è spostato verso la città e il rapporto con i turisti. L'intenzione di utilizzare dei tornelli per filtrare gli ingressi giornalieri a Venezia ha ricevuto reazioni controverse. Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ad esempio, si è detto contrario. «Il ministro Franceschini ha chiesto i varchi elettronici - ha proseguito - e io gli ho risposto: se sai chi produce e vende varchi elettronici in grado all'occorrenza di bloccare chi non è in regola, li compro subito. Mi ha risposto: andiamo a vedere questi tornelli. Il fatto è che dagli anni 50 si parla di turismo di massa a Venezia, ma nessuno ha fatto nulla per regolarlo. Adesso, almeno, siamo in grado di contarli e abbiamo fatto passare un concetto culturale: la prenotabilità della città». 


I MINISTRIA

ll'incontro sono intervenute diverse personalità, tra cui il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani e lo stesso Franceschini. Quest'ultimo ha difeso a spada tratta le soprintendenze, spesso accusate di immobilismo ed eccesso di conservazione: «Il nostro paesaggio richiama un turismo, oggi in crescita, e richiama investimenti. Non dimentichiamoci che questa tutela favorisce l'export di prodotti. C'è chi acquista olio o calzature anche per quello che l'Italia rappresenta in termini di patrimonio». Brunetta, veneziano che per due volte ha corso per la poltrona da sindaco (nel 2000 e nel 2010) ha detto che quell'esperienza duplice gli è stata più che sufficiente, mentre ha annunciato novità sullo smart working: «Tra un mese per la prima volta ci sarà un vero contratto per il lavoro agile per la pubblica amministrazione». Cingolani ha posto l'accento sugli ambiziosi obiettivi italiani con il Pnrr: «In futuro dovremo pensare a una struttura di città e mobilità diversa da quelle attuali. Oggi dobbiamo guardare all'efficienza energetica degli immobili, alla mobilità e all'abbattimento di settori industriali che emettono molta anidride carbonica».

Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA