Jesolo, tanti ragazzi fermati. E il parco acquatico Caribe ha perso il 50%

Sabato 7 Agosto 2021 di Giuseppe Babbo
Jesolo, tanti ragazzi fermati. E il parco acquatico Caribe ha perso il 50 per cento

JESOLO - Il litorale jesolano supera la prova Green pass. Del resto scongiurata in extremis l'ipotesi di usare il certificato verde per accedere ai ristoranti degli alberghi, tutto è diventato più semplice. Il dubbio dei giorni scorsi era infatti quello che il pass fosse necessario anche per le persone alloggiate nelle strutture ricettive. Un'ipotesi che ha fatto tremare il turismo balneare, sommerso da centinaia di richieste di informazioni. Giovedì scorso l'atteso chiarimento del Governo, specificando che le persone alloggiate nelle strutture ricettive possono consumare i propri pasti al chiuso nei ristoranti delle strutture stesse anche se non sono in possesso della certificazione verde. Per gli esterni serve il certificato. E nel litorale non si sono registrati grossi problemi. Dal comando della Polizia locale è stato annunciato che dai prossimi giorni verranno attuati dei controlli mirati all'interno degli spazi interni precisando che in questi primi giorni verrà permesso alle attività, e alle persone, di adeguarsi alla normativa.

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«I controlli ci saranno», assicura il sindaco Valerio Zoggia. Pochi i problemi nei ristoranti, anche perché nella maggioranza dei casi gli ospiti hanno scelto di pranzare e cenare nelle terrazze esterne. Pochi, del resto, anche i locali che hanno annunciato di non voler attuare i controlli e che hanno contestato le scelte del governo. Tutto liscio anche alle mostre Tropicarium Park e Fabbrica della Scienza: «Chi ha visitato le mostre spiega il gestore Mauro Rigoni si è presentato all'ingresso esibendo il certificato, non dovevamo chiedere nulla. Tutto è filato liscio, sia con gli ospiti stranieri che italiani. Certo, non tutti avevano la certificazione e quindi non sono entrati, stimo un calo del 30% dei visitatori». Al Caribe Bay, il parco a tema acquatico tra i primi al mondo, il calo di fatturato previsto è del 50%: «Il problema attacca il patron Luciano Pareschi è che il certificato è obbligatorio dai 12 anni, per noi vuol dire colpire la fascia principale di ospiti. Agli ingressi molti avevano il certificano, ma tanti altri no e non avevano nemmeno fatto il tampone. Non sono entrati. Studieremo dei pacchetti per famiglie in modo da compensare il costo dei tamponi».

 

Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 12:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA