Demolito l'hotel della droga: rase al suolo le baracche dei pusher

Giovedì 8 Ottobre 2020 di Davide Tamiello
demolite le baracche di via Banchina Molini a Marghera
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MARGHERA - Avevano persino costruito delle stanze per i clienti. Non una cortesia per gli ospiti, ma un modo per mettersi al sicuro: se l'eroina veniva consumata lì, i tossicodipendenti non rischiavano di farsi scoprire con lo stupefacente che avrebbe portato le forze dell'ordine dritte agli spacciatori e al loro covo. Acqua passata, ormai: dopo l'operazione del reparto Sicurezza urbana della polizia locale, diretto dal commissario capo Gianni Franzoi, che venerdì sera ha permesso di arrestare i due pusher tunisini e sequestrare due chili di eroina, si è passati alla seconda fase. Ieri mattina, infatti, le ruspe hanno raso al suolo le baracche all'interno dell'ex fabbrica abbandonata in banchina Molini. 
Insieme al personale di Veritas, i vigili hanno provveduto a far rimuovere tutti i materiali, compresi quelli che sarebbero serviti a nuove generazioni di spacciatori per ricostruire il market con nascondiglio. È stato inoltre creato un varco per le auto, per permettere alle radiomobili della polizia locale di controllare con le ispezioni ed evitare nuove intrusioni. 
«Abbiamo chiuso un capitolo spiega Franzoi - la zona rimarrà comunque all'interno dei programmi Oculus e Oculus plus, il che significa che continueremo a sorvegliare le strutture per evitare che vengano nuovamente occupate». Un po' come fatto per l'ex Malteria in banchina dell'Azoto: l'enorme fabbrica era diventata il ricovero per i facchini abusivi della stazione. Sgomberata, anche quella è stata demolita. Per quanto riguarda il futuro della fabbrica in banchina Molini, la proprietà, che come specificano dal comando di polizia locale ha sempre collaborato attivamente per cercare di arginare il problema delle occupazioni abusive, è in attesa di definizione: a quanto pare, il progetto sarebbe quello di vendere l'area per realizzare un parcheggio per camion. Nel frattempo, sarà fondamentale evitare che in zona si formino nuovi accampamenti. 
L'INDAGINE L'operazione era partita dalle ispezioni oculus: gli agenti avevano notato un pellegrinaggio quotidiano di clienti abituali da via Fratelli Bandiera verso la banchina Molini. Il primo passo, a quel punto, era stato installare delle telecamere per controllare il passaggio tra fabbriche abbandonate. Per capire cosa succedesse all'interno, alcuni agenti si erano appostati sui tetti con teleobiettivi e telecamere ad alta risoluzione. A quel punto era partita l'irruzione. Una ventina di agenti, con squadra cinofila al seguito, era entrata nello stabile, arrestando i due tunisini, di 37 e 34 anni. In un'area verde, vicina ad alcune capanne, i cani antidroga avevano trovato interrato sotto 30-40 centimetri lo stupefacente: 2,1 chili di eroina, sufficiente per confezionare circa 7mila dosi, cocaina e 820 euro in contanti. 
 

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