AstraZeneca per under 55. Il Veneto deve rivedere il piano vaccinale per gli anziani

Lunedì 1 Febbraio 2021 di Alda Vanzan
AstraZeneca
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Il Veneto contava su AstraZeneca per accelerare il piano vaccinale tra la popolazione e mettere in sicurezza prima di tutto gli anziani. Ma AstraZeneca non potrà essere usato: l'indicazione dell'Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco presieduta da Giorgio Palù, suggerisce di riservare questo vaccino ai cittadini di età compresa tra i 18 e i 55 anni. Con una conseguenza: la strategia pensata a Palazzo Balbi dovrà necessariamente essere cambiata. Fonti regionali riferiscono che, non potendo inocularlo agli anziani, l'orientamento è di riservare questo vaccino alle categorie essenziali, dagli agenti di polizia agli insegnanti. Ma va da sé che, potendo usare per gli anziani solo Pfizer e Moderna e non un terzo vaccino, il piano subirà dei rallentamenti. Ossia: vaccinate le coorti del 1941 e del 1946, ci saranno forti rallentamenti per gli anziani nati nel 1940 e nel 1945 e quindi negli anni successivi.


LE DATE

In Regione fanno sapere che il piano per gli over 80 e per gli over 75 è confermato e che si vuole mantenere la programmazione annunciata. Quindi, oltre alla Fase 1/A - quella che prevede la vaccinazione con prima dose e richiamno dopo 21 giorni per gli operatori della sanità e per gli ospiti delle Rsa - si partirà con la Fase 1/B, cioè la chiamata degli anziani che vivono a casa propria, procedendo appunto in parallelo tra ultraottantenni e ultrasettantacinquenni. Anche le date a ieri erano confermate: dal 15 febbraio vaccini ai nati del 1941, la settimana successiva, quella del 22 febbraio, vaccini alla coorte del 1946. Dopodiché il piano prevedeva che nella settimana del 1° marzo si vaccinassero i nati del 1940 e in quella dell'8 marzo quelli del 1945. E via dicendo. Ma non sarà così. Perché se la consegna delle 250mila dosi di Pfizer e Moderna per il mese di febbraio è confermata e consentirà di completare la fase 1/A (sanità e case di riposo) e iniziare la fase 1/B (anziani nati nel 1941), non è ben chiaro quanti vaccini arriveranno a marzo. E, senza AstraZeneca, tutta la programmazione va ricalibrata. Tant'è che la lettera che la responsabile del Dipartimento Prevenzione, Francesca Russo, ha preparato per dire alle Ulss di procedere con le chiamate degli anziani (in pratica le convocazioni con data, ora, luogo) non è stata ancora spedita. Stamattina è previsto un confronto tra la dottoressa Russo e il direttore generale della Sanità del Veneto, Luciano Flor.


IL VERTICE

Oggi si svolgerà un'altra riunione tra ministri della Salute (Roberto Speranza) e degli Affari regionali (Francesco Boccia), governatori e commissario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri. Se il governo e le Regioni decideranno di iniziare a vaccinare, con AstraZeneca, i 55enni che lavorano nel mondo della scuola o nelle forze dell'ordine, ci sarà una settimana esatta di tempo per preparare le liste con i nomi e cognomi, per le convocazioni. E per organizzare i centri vaccinali. C'è l'intenzione di coinvolgere i medici di base, ma ancora l'intesa non è stata siglata. In sintesi: c'è il rischio che i vaccini di AstraZeneca arrivino prima che sia pronta la struttura organizzativa per il loro utilizzo.


Ma quanti sono i vaccini di AstraZeneca previsti in Italia? Alle 428.440 dosi previste in partenza dalla fabbrica in Belgio l'8 febbraio, se ne aggiungeranno 661.133 il 15. In totale, entro il 31 marzo ne sono attese 3,4 milioni, anche se ieri la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha annunciato che, dopo lo scontro molto duro dei giorni scorsi seguito al taglio delle forniture del 75 per cento, AstraZeneca si è impegnata ad aggiungere 9 milioni di dosi. Di queste, il 13,4 per cento va all'Italia, dunque 1,2 milioni in più con il totale nel primo trimestre che sale a 4,6 milioni.


Intanto AstraZeneca sta proseguendo la sperimentazione in America e, nel giro di 4-6 settimane, dovrebbe avere dati nuovi per una fascia di età più alta, fino ai 65 anni. Se le conclusioni saranno confortanti, l' Agenzia europea per i medicinali Ema e Aifa potranno aggiornare i suggerimenti alla luce di queste nuove verifiche. Sarebbe un passo in avanti, perché si potrebbe cominciare la vaccinazione di una fascia di età più a rischio, tra i 56 e i 65 anni.
 

 

Ultimo aggiornamento: 13:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA