Mostro di Udine, riaperto il caso per le 13 donne uccise: reperti al Ris

Mostro di Udine, riaperto il caso    sulle 13 donne uccise: reperti al Ris

di Angela Pederiva

Riacceso un faro sul mostro di Udine e una rilettura dei fatti per almeno 9 delle 13 donne ammazzate fra il 1971 e il 1989 attorno al capoluogo del Friuli e da allora rimaste senza un colpevole. Ma anche gli inquirenti hanno deciso di riaprire ufficialmente il caso, iscrivendo un nuovo fascicolo a carico di ignoti in modo da poter disporre l'invio al Ris di Parma dei reperti ritrovati durante l'inchiesta tv e raccolti sul luogo dei delitti di Maria Luisa Bernardo e di Maria Carla Bellone. «Se c'è una pur minima speranza di identificare qualche traccia di Dna, dobbiamo andare fino in fondo», concordano il procuratore Antonio De Nicolo e l'avvocato Federica Tosel, che assiste le famiglie delle due vittime.
Prodotta da Ascent  e in onda su Crime+Investigation Sky, la serie "Il mostro di Udine" ha messo in fila i riscontri delle indagini, le interviste a investigatori, testimoni e  parenti, le osservazioni di consulenti come il biologo (ed ex comandante proprio del Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri) Luciano Garofano, il medico legale Maurizio Saliva, la psicologa forense Cinzia Gimelli. Diretto da Matteo Lena, che ne è anche autore con Francesco Agostini e Carlo Altinier, il programma rievoca fra gli altri pure i due femminicidi per i quali adesso si riapre uno spiraglio giudiziario.
Maria Luisa Bernardo, uccisa il 21 settembre 1976, aveva 26 anni. Era nata a Cividale ma viveva a Udine con il marito, invalido perché malato ai reni e bisognoso di cure, nonché i due figlioletti. In difficoltà economiche, la giovane mamma si prostituiva abitualmente in un viale non molto lontano dalla stazione e vicino al posto dove cinque anni prima era stata trovata cadavere Irene Belletti. Il corpo di Maria Luisa fu scoperto in un campo di grano di Moruzzo, non distante dal punto in cui nel 1979 sarebbe stata rinvenuta esanime Jacqueline Brechbuhler. L'assassino le inferse 22 coltellate.
Maria Carla Bellone, trucidata nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 1980, aveva 19 anni. La ragazza faceva uso di eroina, era stata arrestata almeno due volte e occasionalmente si prostituiva per procurarsi la droga. Un assistente di polizia la trovò morta sotto un filare di gelsi nella campagna alla periferia di Pradamano, vicino al torrente Torre. Il collo di Maria Carla era tagliato da un orecchio all'altro. Un'altra ferita partiva dallo stomaco, girava intorno all'ombelico e finiva nel pube.
LE ANALISI
Nel faldone di Bernardo era custodito uno spinello, in quello di Bellone erano archiviati un preservativo e una ciocca di capelli. Reperti che all'epoca furono sottoposti alle vane analisi di quei tempi, ma che oggi potrebbero raccontare molto di più, grazie alle attuali tecnologie. «Le speranze sono molto poche premette il procuratore De Nicolo e difatti non vorrei alimentare facili entusiasmi. Purtroppo parliamo di materiali risalenti in un caso a 43 e nell'altro a 39 anni fa, oltretutto infilati in buste non sigillate. Ma di fronte all'istanza del difensore delle persone offese, abbiamo il dovere di verificare se è possibile estrarre il Dna e non vogliamo certamente lasciare nulla di intentato».
Così nei giorni scorsi i familiari di Bernardo e Bellone sono stati contattati dai carabinieri di Udine, a cui sono stati delegati gli accertamenti, attraverso il loro legale. «Abbiamo il diritto di nominare un consulente di parte conferma l'avvocato Tosel in vista dell'inizio delle operazioni peritali da parte del Ris. I parenti hanno aspettato tanto e non si fanno illusioni, almeno finché i reperti non saranno stati analizzati preliminarmente, in modo da capire se sia possibile identificare il Dna. Sono tutti ben consapevoli che servirebbe poi un secondo miracolo e cioè la disponibilità di un profilo genetico con cui comparare quella traccia». Ma dopo quarant'anni di misteri e impunità, finalmente una fiammella sta rischiarando un po' il loro dolore.
 
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Giovedì 23 Maggio 2019, 05:05






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2 di 2 commenti presenti
2019-05-23 19:03:11
hanno piu' detto niente dei bossoli tirati fuori dal cuscino del mostro di firenze dopo trenta anni ??? Il mostro di Udine ....di Firenze Unabomber... e' strano ...tutti imprendibili...per Manuela Orlandi adesso andare a guardare nel cimitero teutonico.....ma cosa ti sembra??? Adesso Udine mah saranno in buona fede ma mi sembra che ci sia un muro di gomma...hai sentito di Battisti ha detto grazie Italia.........
2019-05-23 12:36:01
Ammesso che estraggano un campione di DNA cosa ci fanno? con chi lo confrontano? che eta' avra oggi il serial killer? tempo e soldi sprecati...