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Il gioco della banana alla festa degli uomini diventa caso nazionale, attacchi da Boldrini e Telefono rosa: «Squallido»

Mercoledì 3 Agosto 2022
Laura Boldrini
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MONTEPRATO DI NIMES - La Festa degli uomini, con annesso il gioco della banana, travalica i confini di Monteprato di Nimes, un piccolo paesino in provincia di Udine che non conta nemmeno 100 anime. Il casus belli è il gioco in cui donne si sfidano mangiando banane. Una pioggia di critiche ha sommerso l'evento e i suoi organizzatori tanto che è stata addirittura organizzata una petizione online per cancellare la festa. Tuona Laura Boldrini: «Inginocchiate e bendate a mangiare banane che gli uomini tengono all'altezza del bacino. La gara mangiatrici di banane alla 'festa degli uomini' di Monteprato: che spettacolo squallido, un concentrato di becero maschilismo. Nessuna donna dovrebbe prestarsi, neanche per scherzo».

Sulla stessa scia la presidente di Telefono Rosa Gabriella Carnieri: «La giunta comunale e il sindaco dove sono? Non ci sono donne nella giunta comunale? È gravissimo nei confronti non solo della donna ma anche della comunità una cosa del genere. Se non è sessista questo... Ai ragazzi che messaggio diamo? Un messaggio devastante, è assurdo farla passare come una festa».

Eppure, sono molte le donne che in queste ore si stanno schierando a favore della leggerezza e «dell'autodeterminazione» delle protagoniste della Festa: «Da donna voglio dire che trovo l'evento divertentissimo e che le banane fanno bene alla salute a differenza dei rompipalle politicamente corretti». Uno dei tanti commenti che rivendica il diritto di decidere sulle proprie azioni e il proprio corpo. Paola Sandrini, sul sito Facebook della Festa degli Uomini, ad esempio commenta in poche righe: «Il politically correct è peggio dell'Inquisizione, per non offendere» nessuno non si può più dire niente. Ebbasta, è una festa goliardica. Vi piace, ci andate, non vi piace, state a casa a guardare la tv». Ma non ci sono solo donne a rivendicare la libertà di scelta delle partecipanti all'evento: «Da uomo credo che ci sia poca differenza tra combattere per impedire l'aborto legale e criminalizzare una scelta consapevole, per quanto discutibile, delle donne che hanno partecipato a quella Festa - scrive Alessandro C. su Facebook - Personalmente trovo il gesto umiliante ma rispetto la libertà di chi lo ha voluto fare divertendosi. Questa continua caccia alle streghe comincia a fare paura».

Ultimo aggiornamento: 4 Agosto, 22:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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